
FreeNas una delle soluzioni NAS più famose sta per passare a Linux come sistema operativo.
Volker Theile, lo sviluppatore principale di FreeNas, ha annunciato che la prossima versione di FreeNas avrà bisogno di una riscrittura di molte componenti fondamentale per eliminare alcune delle limitazioni attuali e sarà basata su Debian. Il progetto si chiama OpenMediaVault.
La versione 0.7 entrerà in modalità di mantenimento. Il problema fondamentale per gli utenti attuali sembra essere il destino di ZFS che sotto linux è utilizzabile solo attraverso FUSE.
Via | Sf
ZFS dispone di molte caratteristiche interessanti come l’ultima presentata: zfs deduplication.
Uno dei vantaggi di Zfs è che non necessita di un fsck perché le operazioni su disco sono effettuate in modo che lo stato complessivo del file system sia sempre in uno stato valido. In caso di crash non potrete sapere se sono quelli vecchi o quelli nuovi fino al riavvio, ma i dati saranno consistenti.
Grazie ai checksum che applica a tutti i dati è persino possibile per il filesystem riconoscere dati corrotti e sfruttando la copia di replica evitare di servire dati danneggiati.
Zfs deduplication consiste nella rimozione di copie di dati identici.
Ogni volta che un blocco dev’essere scritto su disco viene calcolato un hash per la scrittura, se l’hash è già presente significa che il dato è duplicato e non serve scriverlo nuovamente.
Se qualcuno stesse pensando alle possibilità di collisione dell’algoritmo di hash le probabilità sono, nel caso di SHA-256, 50 ordini di grandezza inferiore ad un errore non corretto e non riconosciuto sulla macchina più affidabile che potete acquistare oggi.
Continua a leggere: ZFS deduplication elimima automaticamente i duplicati su disco
Negli ultimi due anni il numero di progetti che portano avanti nuovi file system sono aumentati. Ext4, Nilfs, Exofs, Tux3, solo per citarne alcuni.
Uno di questi gruppi ha portato alla luce Btrfs, da leggersi come butter-fs, che si pone come antagonista a Zfs. Sono in molti a credere che Btrfs rappresenti il futuro di linux e dal 2.6.29 è incluso all’interno del kernel. Le caratteristiche principali sono:
Cosa succede quando Sun investe su un sistema operativo che strizza l’occhio al desktop? Succede che dal cappello del prestigiatore non salta fuori un coniglio bensì una implementazione a codice aperto di quanto già visto in Apple Time Machine.
Time slider offre un sistema automatico di backup dei propri file basato sugli snapshot di ZFS e completamente integrato con Nautilus/GNOME. Tutte le opzioni sono comodamente raggiungibili dai menù di GNOME ed in pochi minuti si possono configurare gli intervalli di tempo tra uno snapshot e l’altro e le directory da monitorare.
Tramite Nautilus è possibile individuare l’arco di tempo coperto dai backup di una determinata directory, il numero di snapshot disponibili e l’occupazione totale su disco: i file sono accessibili in modalità sola lettura e possono essere recuperati tramite il copia-incolla,drag-and-drop o attraverso l’apposita funzione di recupero.
Continua a leggere: Time slider: Sun unisce GNOME, ZFS e i backup
In una recente intervista, il direttore della Linux Foundation Jim Zemlin ha dichiarato senza mezze parole che è arrivato il momento per Solaris di sgombrare il campo e cedere il passo a Linux. Zemlin ha affermato che il futuro sarà di Linux e Microsoft Windows, non Unix o Solaris, sostenendo che a Sun, HP ed IBM converrebbe abbandonare i loro Unix proprietari ed adottare direttamente il pinguino.
Sempre stando alle dichiarazioni di Zemlin, Solaris non avrebbe molte possibilità di sviluppo, anche a causa dei problemi finanziari di Sun, e funzionalità “minori” come ZFS e DTrace verrebbero acclamante solo da dipendenti dell’azienda.
Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con le idee espresse da Zemlin?
via | OSNews
Continua a leggere: Solaris è morto, parola della Linux Foundation
MilaX è una distribuzione live-cd (avviabile anche da un dispositivo USB) di piccole dimensioni basata su Solaris Nevada. Nata come un esperimento per vedere quanto software per Solaris poteva essere contenuto in un miniCD è diventata una distribuzione di OpenSolaris completa.
MilaX è disponibile sia per x86 che per SPARC ed attualmente include i seguenti software: Beaver, Gtk-Terminal, Vim, Netsurf, Sylpheed, Midnight Commander, emelFM, XMMS, Epdfview, VNC viewer, Rdesktop, Nmap, gFTP, gPicview, Conky, XChat, Xpad, Transmission e tutte le altre utility richieste per poter sfruttare funzionalità di OpenSolaris come dtrace, zfs e brandz.
Esiste anche una versione server sprovvista di interfaccia utente ma inclusiva di Apache, PHP, Samba, NFS, GCC, GMake, Midnight Commander, Pine, Mutt, Elinks, Lynx ed altre utility.
MilaX: OpenSolaris in versione mini


via | DistroWatch
Prosegue l’impegno di Sun nel campo della virtualizzazione: a distanza di poche settimane dal rilascio di VirtualBox 2.0 (nei giorni scorsi aggiornato alla versione 2.0.2), l’azienda di Santa Clara ha infatti aperto i sorgenti di xVM, il suo prodotto di punta per la virtualizzazione di server.
A differenza di Xen (da cui deriva), xVM è un hypervisor che utilizza Solaris per gestire l’esecuzione dei sistemi operativi ospitati, offrendo quindi la possibilità di sfruttare funzionalità esclusive come ZFS, Predictive Self Healing, DTrace e Crossbow; la gestione dei sistemi virtualizzati avviene tramite un’interfaccia web, con cui è possibile interagire tramite una API pubblica.
Come per MySQL, Sun fornirà, oltre all’infrastruttura per il progetto, supporto tecnico a pagamento (500 dollari/anno per ciascun server fisico).
via | Slashdot
Continua a leggere: Sun punta sulla virtualizzazione libera: xVM Server è ora GPLv3
Daniel Phillips ha annunciato il prototipo di un nuovo filesystem per Linux chiamato Tux3. Nato con il triplice obiettivo di essere un banco di prova per le idee del suo creatore, offrire un filesystem più efficiente per il progetto Zumastor ed essere migliore di ZFS, Tux3 potrebbe portare quella ventata di novità che tutti si aspettavano da Reiser4 e, successivamente, dal già citato ZFS.
Tra le sue caratteristiche principali vale la pena citare il versioning dei dati (a livello di file, directory o di intero filesystem) implementato, però, in maniera più efficiente rispetto a ZFS o Btrfs: questa funzionalità potrebbe in futuro rendere estremamente semplice l’integrazione nei desktop environment di strumenti analoghi a Time Machine di Apple o, sul versante server, di soluzioni di backup più efficaci.
Per informazioni più dettagliate sulle caratteristiche tecniche di Tux3 vi rimano all’annuncio ufficiale sulla Linux Kernel Mailing List.
via | OSNews.com
Dopo tanta attesa ( e tre release candidate ) è finalmente arrivata la versione finale di FreeBSD 7, disponibile per le architetture hardware più diffuse. Le novità di questo rilascio sono numerose ma vale sicuramente la pena citare il miglior supporto ai sistemi multi-core / multi-processore ( tanto da spingere gli sviluppatori ad affermare che in certe situazioni FreeBSD 7 risulta più veloce del 15% rispetto Linux 2.6.22 / 24 ), supporto sperimentale a ZFS, miglioramenti agli scheduler ( sia il vecchio 4BSD che il più recente ULE ), un sistema di aggiornamenti binario ed il solito corredo di software desktop ( X.Org 7.3, KDE 3.5.8, GNOME 2.20.2 ).
Non esitate a farci avere i vostri feedback su aggiornamenti o installazioni ex-novo!
via | OSNews
Per gli sviluppatori di Nexenta il significato della parola release candidate deve essere diverso da quello a cui siamo abituati: la recente RC3 presenta novità di tutto rilievo rispetto la precedente, infrangendo la regola che vorrebbe solo correzioni fondamentali tra una RC e l’altra. Tralasciando la solita lista di bugfix ( per il server CIFS integrato, per ZFS, per i dispositivi SATA e per lo stack di rete ), Nexenta Core Platform RC3 introduce infatti anche il supporto a Xen Dom0 ( sperimentale ) / DomU ed un client CIFS in kernel-space, candidandosi così a diventare l’unica valida alternativa ad Indiana.
Chi volesse mettere alla prova gli oltre 2500 pacchetti testati dal team di sviluppo non deve far altro che procedere con il download delle immagini ISO.
Continua a leggere: Nuova release candidate per Nexenta Core Platform
Attivo sulla scena dei sistemi operativi liberi da ben prima di Indiana, il progetto Nexenta ha pubblicato la seconda release candidate di ciò che diventerà Nexenta Core Platform 1.0; questa rc2 è basata su OpenSolaris build 8x, integra un sistema che sfrutta ZFS per gli aggiornamenti di APT ( apt-clone ) ed offre il supporto alle Solaris Zone ( il sistema di virtualizzazione di Solaris ).
L’immagine di ISO di Nexenta disponibile sul sito del progetto non include nessun ambiente grafico: ad installazione terminata può essere aggiunto tramite apt.
via | OSNews
Continua a leggere: Nexenta non si lascia intimorire da Indiana