
È stato finalmente annunciato il rilascio di Fedora 11, la nota distribuzione open source sponsorizzata da Red Hat.
Con alcune settimane di ritardo dovute ad alcuni bug critici, i fans potranno apprezzare le numerose novità di questa nuova versione, come al solito descritte in maniera assai dettagliata nelle curatissime note di rilascio.
Tra le features più attese, senza dubbio il supporto al kernel modesetting (KMS) per alcuni modelli di schede video Intel e Nvidia, oltre che ATI, per una maggiore velocità del boot grafico.
Morto un Automatix se ne fa un altro, anche se solo per Fedora. I neofiti di questa distribuzione saranno infatti felici di sapere che è stata da poco rilasciata la prima versione di FedoMATIX, un tool che dovrebbe semplificare l’installazione di pacchetti aggiuntivi sulla distribuzione del “cappello blu”.
Attualmente FedoMATIX è utilizzabile esclusivamente dalla riga di comando ma supporta già una 60ina di applicativi appartenenti alle più svariate categorie (masterizzazione, virtualizzazione, programmazione, multimedia, file sharing, giusto per citarne qualcuna). E’ inoltre supportata l’installazione di software targato Google (Earth, Gadgets, Picasa) e di plugin assortiti. Quasi come in un sūq…
Chi ha tempo non perda tempo recita il proverbio. E gli sviluppatori Fedora sembrano conoscerlo molto bene dato che a pochi giorni dal rilascio di Fedora 8 Werewolf hanno già allestito una lista di feature, ancora tutta da valutare e approvare, per Fedora 9.
Ecco solo alcune delle proposte più interessanti:
- Integrazione perfetta di KDE 4
- Inclusione di PackageKit come gestore di pacchetti
PackageKit raggiunge la versione 0.10 ed inizia a diventare sempre più stabile ed efficiente. Per chi non lo sapesse, il software in questione, nasce come il frontend multi-pacchetti / repository di Gnome, insomma permette di gestire da un’unica postazione APT, YUM,
Conary, etc.
Il software si compone di diversi moduli, un demone che controlla i pacchetti da aggiornare ed un’interfaccia utente per installare e rimuovere quelli già sul sistema, un pò come Synaptic o Yumex.
PackageKit ha riscosso, fin dal primo annuncio, un ottimo riscontro di interesse dovuto essenzialmente alla mancanza di uno strumento unico di gestione per la maggior parte delle distribuzioni e sarà molto probabilmente incluso in Fedora 8 (per ora è possibile installarlo da un repository esterno).
Essendo comunque ancora una versione preliminare il supporto non è garantito per tutte le tipologie di package infatti, come si può leggere dal sito, l’unico tipo di repository pienamente supportato è YUM (95%) mentre per quello che riguarda Conary e APT il supporto è rispettivamente del 70% e 40%.
Conary di rPath è un package manager di seconda generazione e, considerando che Erik Troan ( CTO e co-fondatore di rPath ) era uno degli autori originali del package formato RPM, spesso viene visto come un progetto teso a correggere i problemi emersi dalla prima generazione dei gestori di pacchetti per GNU/*/Linux; il design di Conary mira ad ottenere una versione “più lineare” di dpkg o RPM/Yum in cui tutte le funzoni di questi package manager sono combinate in un singolo comando, con una particolare attenzione alle problematiche derivate dalla complessità delle distribuzioni attuali.
Se volete saperne di più vi consigliamo la lettura di questo articolo introduttivo pubblicato su Linux.com.
[ via OSNews ]
Pare che Red Hat abbia finalmente deciso di supportare ufficialmente YUM 3.0 all’interno di RHEL 5.
Probabilmente a causa delle lamentele di molte aziende riguardo all’anzianità del pacchetto di up2date ed alla poca flessibilità di quest’ultimo il package manager di Fedora è stato promosso per far parte della distribuzione enterprise.
Tramite Yum sarà quindi possibile gestire automaticamente le dipendenze tra i pacchetti RPM scaricando solo i pacchetti richiesti di volta in volta ed utilizzare strutture complesse di repository, che potranno finalmente avere mirror più semplici da configurare e gestire.
Yum Extender, per gli amici semplicemente YumEX, è la gui di riferimento per Yum su Fedora. Criticato durante gli ultimi due anni per l’eccessiva lentezza e pesantezza e più volte raffrontato con il cugino/antagonista Synaptic per il mondo deb ha visto con la futura versione 1.9 un netto cambio di prospettiva.
L’interfaccia è stata infatti finalmente semplificata e ridotta all’essenziale, inoltre molte delle features richieste come la possibilità di filtrare attivamente per repository o di installare gruppi di programmi sono state finalmente integrate.
YumEX 1.9 vedrà anche un notevole aumento di velocità, grazie alla completa riscrittura del codice per adattare il software alle nuove versioni di yum. Per i più curiosi è disponibile una piccola galleria di immagini su come si mostrerà il nuovo gestore di pacchetti.