
È arrivata la versione 4 di Xen ed p stato aggiornato per utilizzare l’interfaccia standard (pv_ops) di virtualizzazione del kernel Linux.
Le versioni supportate sono 2.6.18, 2.6.31 e 2.6.32. Xen 4 è in grado di gestire, per ogni sistema, fino a 128 cpu virtuali, 128 fisiche e fino ad un 1TiB di memoria. La modalità pass-through per le periferiche PCI ora funziona anche con le schede grafiche anche se è necessario il supporto da parte della scheda madre. Per approfondire potete controllare se il vostro sistema è ha i requisiti necessari.
Avendo integrato blktap2 ora Xen può gestire anche il formato VHD che è quello di Microsoft. Le macchine virtuali Windows potranno usare i driver certificati per ottimizzare l’accesso ai dischi ed alla rete. È stata migliorata la compatibilità con Grub2.

È stata rilasciata la versione 3.4 dello Xen hypervisor.
La versione 3.4 vuole riposizionare il progetto dopo l’acquisizione di XenSource da parte di Citrix e la concorrenza di xVM e di KVM. Tra le novità la possibilità di rendere Xen più facile da estendere e, per esempio, sarà possibile includere un virus scanner per monitorare le macchine virtuali.
Sarà possibile isolare i processori e la memoria con problemi durante le operazioni ed anche il supporto per il risparmio energetico è stato migliorato. Questa versione supporta anche il PCI passthrough con macchine virtuali che utilizzano un sistema operativo non modificato.
Via | Xen

La virtualizzazione è una capacità che si sta diffondendo sempre più, grazie al supporto dei processori moderni e dei nuovi software.
Xen, uno dei più famosi software in questo ambito, normalmente utilizza delle immagini con cui virtualizzare una periferica a blocchi su cui effettuare I/O. Purtroppo questo genere di virtualizzazione penalizza le prestazioni.
HowToForge ha pubblicato un tutorial per utilizzare dei volumi logici di LVM anziché le immagini con il vantaggio di una gestione semplificata e soprattutto di poter sfruttare gli snapshot di lvm per creare i backup.
Via | HowToForge
Prosegue l’impegno di Sun nel campo della virtualizzazione: a distanza di poche settimane dal rilascio di VirtualBox 2.0 (nei giorni scorsi aggiornato alla versione 2.0.2), l’azienda di Santa Clara ha infatti aperto i sorgenti di xVM, il suo prodotto di punta per la virtualizzazione di server.
A differenza di Xen (da cui deriva), xVM è un hypervisor che utilizza Solaris per gestire l’esecuzione dei sistemi operativi ospitati, offrendo quindi la possibilità di sfruttare funzionalità esclusive come ZFS, Predictive Self Healing, DTrace e Crossbow; la gestione dei sistemi virtualizzati avviene tramite un’interfaccia web, con cui è possibile interagire tramite una API pubblica.
Come per MySQL, Sun fornirà, oltre all’infrastruttura per il progetto, supporto tecnico a pagamento (500 dollari/anno per ciascun server fisico).
via | Slashdot

Approfondendo l’idea del progetto NibleX, gli sviluppatori di Novell hanno creato un’applicazione web per la creazione di una versione personalizzata di SUSE chiamata, in maniera poco originale, SUSE Studio.
Nonostante al momento sia possibile valutare il progetto solo tramite un filmato disponibile sul sito, la realizzazione sembra veramente ben fatta: attraverso un comodo wizard è possibile scegliere se e quale desktop environment includere, aggiungere pacchetti presenti nei repository (indicati per grado di popolarità) potendo far affidamento sulla risoluzione automatica delle dipendenze, configurare i parametri di rete (ed eventualmente garantire un accesso SSH) e, dulcis in fundo, installare anche software non presente nei repository ufficiali semplicemente indicando l’URL da cui prelevarlo.
Il risultato è poi scaricabile in vari formati (ISO, live-CD, immagine Xen o immagine VMware) e può venir pubblicato in una vetrina virtuale, a disposizione di altri utenti che dovessero trovare interessante quella particolare personalizzazione della distribuzione.
Per il momento il testing è limitato ad un numero chiuso di utenti ma è possibile lasciare la propria mail per ricevere aggiornamenti sulla disponibilità di nuovi inviti.
via | Digg
Come a sottolineare uno dei temi che dovrebbero trovare spazio nella prossima SUSE Linux Enterprise Server, Novell ha annunciato di essere al lavoro su un nuovo hypervisor basato su Xen che dovrebbe venir commercializzato come prodotto stand-alone ( indipendente quindi dal ciclo di sviluppo di SLES ).
Al momento le informazioni disponibili su questo prodotto sono decisamente scarse: si sa solo che verrà rilasciato verso la fine del 2008, che sarà più snello della versione di Xen integrata in SLES 10 e che dovrebbe posizionarsi nella stessa fascia di mercato della versione stand-alone di Microsoft Hyper-V.
Nel caso dovessero trapelare nuove informazioni, ovviamente, provvederemo a segnalarvele.
via | OSNews
Per differenziarsi dai suoi principali rivali enterprise, Canonical ha deciso di adottare KVM come soluzione di virtualizzazione in Ubuntu; mentre Xen ( utilizzato da Red Hat Enterprise Linux e Suse Linux Enterprise Server ) sfrutta un hypervisor per svolgere i suoi compiti, KVM viene eseguito direttamente da Linux ed è il sistema operativo ospitante ( host ) a fornire una base per i sistemi che si desidera virtualizzare ( guest ).
KVM è incluso nel ramo principale di Linux sin dalla versione 2.6.20 ed è sicuramente una soluzione più semplice per chi si avvicina per la prima volta alla virtualizzazione.
via | OSNews
Per gli sviluppatori di Nexenta il significato della parola release candidate deve essere diverso da quello a cui siamo abituati: la recente RC3 presenta novità di tutto rilievo rispetto la precedente, infrangendo la regola che vorrebbe solo correzioni fondamentali tra una RC e l’altra. Tralasciando la solita lista di bugfix ( per il server CIFS integrato, per ZFS, per i dispositivi SATA e per lo stack di rete ), Nexenta Core Platform RC3 introduce infatti anche il supporto a Xen Dom0 ( sperimentale ) / DomU ed un client CIFS in kernel-space, candidandosi così a diventare l’unica valida alternativa ad Indiana.
Chi volesse mettere alla prova gli oltre 2500 pacchetti testati dal team di sviluppo non deve far altro che procedere con il download delle immagini ISO.
XenSource ha rilasciato Xen 3.2.0, primo rilascio ufficiale del ramo 3.2 nonchè prima versione dopo l’acquisizione della società da parte di Citrix; fra le novità segnalate nell’annuncio ufficiale spiccano l’introduzione dei Xen Security Modules, supporto alla sospensione ( ACPI S3 suspend-to-RAM ) per il sistema host, supporto ad un maggior numero di bootloader in sistemi guest completamente virtualizzati ed emulazione più performante delle modalità VGA standard per guest HVM.
Oltre a questo, Xen 3.2.0 introduce altri cambiamenti per tutte le architetture supportate ed una migliorata “pulizia architetturale”. Ulteriori informazioni e link ai sorgenti sono disponibili nell’annuncio di XenSource.
via | Phoronix
Come regalo di Natale, gli utenti di NetBSD troveranno sotto l’albero la nuova versione 4.0, rilasciata nella giornata di ieri. Dedicata ad un membro del team di sviluppatori ( nonché autore dello stack IPv6 ) deceduto qualche settimana fa, questa release include il supporto a Xen 3, ai dispositivi Bluetooth, al Common Address Redundancy Protocol ed a iSCSI. Non mancano, inoltre, nuove piattaforme su cui eseguire NetBSD ( per lo più sistemi embedded basati su CPU ARM, PowerPC e MIPS ) e miglioramenti dal punto di vista della sicurezza.
L’elenco dei mirror da cui è possibile scaricare le immagini ISO è disponibile qui.
via | OSNews
Dopo Novell, Red Hat e VMware anche Oracle ha deciso di entrare nell’arena delle soluzioni per la virtualizzazione con Oracle VM, un hypervisor basato sul codice di Xen.
Presentato ad inizio settimana durante l’appuntamento annuale dell’Oracle OpenWorld, Oracle VM permette, analogamente alle soluzioni dei concorrenti, la virtualizzazione di Linux e Windows su architetture x86 e x86_64 ma, stando alle dichiarazioni dell’azienda, sarebbe più veloce ed avrebbe un costo inferiore rispetto quello dei competitor: il prodotto, infatti, è liberamente scaricabile.
I costi per l’assistenza ( opzionale ), invece, variano da 499 dollari per il singolo server ( nel caso di una o due CPU ) a 999 dollari ( nel caso di un numero superiore di CPU ).
via | Slashdot
Un anno dopo l’accordo a sorpresa, Novell e Microsoft hanno annunciato un’espansione della loro collaborazione tecnica per migliorare l’integrazione tra Linux e di Windows su vari fronti: in particolare le due società si concentreranno sulla virtualizzazione ( SLES su Viridian e Windows 2008 su Xen ), sulla gestione delle identità / risorse e sulla compatibilità tra i formati documentali ( presumibilmente OOXML ed ODF ).
Per sottolineare ulteriormente la sinergia tra le due aziende, Microsoft ha ricordato che gran parte del lavoro verrà svolto, come in passato, presso il Microsoft and Novell Interoperability Lab.
[ via OSNews ]