Possessori di schede 802.11 equipaggiate con chipset Atheros gioite: il Software Freedom Law Center ( che annovera tra i suoi membri anche Eblen Moglen ) ha confermato la legalità del progetto OpenHAL dopo averne rivisto il codice ed averne analizzato il processo di sviluppo; l’annuncio dissipa tutte le ipotesi di infrazioni nei confronti dell’HAL proprietario di Atheros e, a detta del mantainer del subsystem wireless di Linux, spiana la via all’ingresso del driver all’interno del mainline kernel.
Maggiori informazioni su OpenHAL e sul suo sviluppo possono essere reperiti sul sito ufficiale del progetto.
[ via Slashdot ]
La regina delle distribuzioni Linux per router wireless è stata aggiornata. La versione 7.07 di OpenWrt (di cui abbiamo parlato spesso) fa parte del nuovo ramo di sviluppo Kamikaze, successore delle release della serie White Russian.
Rispetto a quest’ultima le versioni “Kamikaze” sono molto più avanzate permettendo ad esempio di aggiornare da una release all’altra senza perdere i settaggi impostati oltre a supportare molti più chipset e architetture.
La versione 7.07 corregge il supporto al protocollo PPPoE, migliora i tempi di avvio e include una nuova versione di MadWiFi.
Per tutte le informazioni consiglio una lettura del changelog mentre per chi volesse provare OpenWrt senza disporre di un device “da sacrificare” è disponibile un howto per far girare la distro su Vmware.
[Download: OpenWrt Kamikaze 7.07]
Nonostante i kernel hacker abbiano sempre meno per programmare le tempistiche di rilascio non sembrano esserne influenzate e la prova è la pubblicazione, a soli due mesi di distanza dalla precedente versione, di Linux-2.6.22. Le novità sono decisamente importanti e, nonostante ne avessimo già parlato in passato in occasione delle release candidate, vorremmo ricordarle nuovamente: SLUB allocator ( il sostituto del vetusto slab ), nuovo stack wireless ( frutto della donazione di Devicescape ), nuovo stack Firewire ( molto più compatto e pulito ), sistema di notifica degli eventi per signal / timer attraverso i file descriptor ( grazie all’introduzione di tre syscall ) ed infine supporto all’architettura Blackfin.
Maggiori informazioni sono disponibili nel changelog ufficiale, in quello compatto ed in quello di Kernel Newbies.
[ via OSNews ]
La prima alpha release di Ubuntu 7.10 (nome in codice Gutsy Gibbon) è arrivata.
Il team ha lavorato sodo per includere moltissime nuove feature in questo primo rilascio. Eccone alcune:
- Supporto alla scrittura su filesystem NTFS abilitato di default
- kernel 2.6.22-6.13 (2.6.22-rc3-based) con abilitazione dei dynticks per una riduzione dei consumi di energia sui laptop.
- Nuovo stack wireless che consentirà performance migliorate e gestione dei driver
- Friendly recovery, l’intenzione del team di sviluppo è consentire un recupero di un sistema che non parte grazie a un’interfaccia meno spartana del recovery mode.
- Miglioramenti nella ricerca dei codec audio/video
- Tool grafico per configurare il server X. In realtà gli sviluppatori stanno ancora lavorando su questa utility di cui esistono già delle specifiche
Cosa può fare un geek durante un weekend soleggiato? Andare in spiaggia sarebbe impossibile dato che le persone si prenderebbero gioco di lui e gli getterebbero la sabbia in faccia, quindi Torvalds in persona suggerisce di trascorre il weekend testando il nuovo Linux-2.6.22rc3! ![]()
Tralasciando gli scherzi del buon vecchio Linus* possiamo passare al nocciolo della questione: come già per la rc1e al rc2 si stanno concentrando gli sforzi sul nuovo stack wireless e su quello Firewire, che dovrebbero migliorare drasticamente lo sviluppo di driver per questo tipo di dispositivi ( e quindi anche il loro utilizzo ). Seguono a ruota l’introduzione dello SLUB allocator, dell’architettura Blackfin e della Virtual Machine Interface.
[*] Linus ha effettivamente annunciato il rilascio di linux-2.6.22-rc3 in questo modo perché negli USA è in corso una sorta di weekend lungo ( tre giorni )
Un Linus Torvalds decisamente carico ha annunciato il rilascio della rc1 per il kernel 2.6.22, un giorno prima dei festeggiamenti per i dieci anni di Kernel.org che il 13 maggio del 1997 iniziava la sua avventura come repository ufficiale.
La carica di Torvalds è spiegabile con la quantità davvero immane di cambiamenti testimoniata da un changelog imponente.
Le novità più interessanti che fanno salire l’attesa per il rilascio della versione stabile sono un nuovo stack firewire, una nuova infrastruttura wireless (mac80211, cfg80211), il supporto alla nuova architettura di processori Blackfin sviluppata da Intel e Analog Devices, e un cambiamento sostanziale con l’implementazione del cosiddetto SLUB allocator di Christoph Lameter che andrà a sostituire lo slab allocator.
Il buon Linus ha invitato tutti gli utenti a effettuare test. Che dire: buona ricompilazione ;-)
[Via | Linux.com]
In un lungo articolo su LinuxPlanet viene spiegato che presto arriverà un nuovo e migliore stack per il protocollo 802.11x per i futuri kernel linux.
Alcuni di voi si ricorderanno che lo scorso anno Devicescape rilasciò con licenza GPL i propri moduli per il supporto generico alle schede wireless, questo portò Andrew Morton ad integrare i primi test di utilizzo nel suo ramo del kernel di sviluppo per arrivare all’attuale soluzione che funziona con la maggior parte dei dispositivi.
Per chi non lo sapesse infatti lo standard 802.11 (in tutte le sue famiglie) è invaso da dialetti ed estensioni proprietarie che hanno rallentato non poco la creazione di uno stack efficiente e non basato su dozzine di programmi differenti. Il nuovo stack punterà quindi a creare un unico punto di contatto tra i device ed il kernel rendendo più semplice lo sviluppo di eventuali drivers.

D-Link è un’azienda che usa spesso software GPL per i propri device, in qualche caso con troppa spregiudicatezza. Forse per farsi perdonare dalla comunità opensource la società ha deciso di commercializzare un prodotto all’avanguardia l’HorstBox (DVA-G3342SB).
Si tratta di un router Wi-Fi che integra anche funzionalità VoIP grazie all’inclusione di Asterisk. Ma non è tutto. D-Link ha deciso infatti di dare massima libertà agli utenti pubblicando tutti i sorgenti del software incluso nell’HorstBox in una versione LiveDVD di Kubuntu (con grande soddisfazione di Jonathan Riddel).
In questo modo si ha a disposizione un sistema di sviluppo completo con cui poter lavorare sui sorgenti.
La LiveDVD è liberamente scaricabile dal server FTP di D-Link.
Peccato soltanto che il router wireless/VoIP sia un prodotto venduto unicamente in Germania, infatti non ne ho trovato traccia negli altri siti D-Link.
[Via | Jonathan Riddel Blog]
Stanco dei soliti router wireless un utente di Ubuntu Forums ha deciso di fare a modo suo. Armato di un comune pc dotato di due schede ethernet, una NIC wireless basata su chip Atheros e della versione server di Ubuntu ha deciso di creare un router “fatto in casa”. In HOWTO: Setup Ubuntu as a wireless router, pedalwrench (questo il nickname dell’utente) ha descritto dettagliatamente tutti i passi necessari.
Una guida molto interessante per chi si vuole divertire a smanettare con la distro “umana” ;-)
Quasi un anno fa gli sviluppatori di Linux WLAN annunciarono l’intenzione di passare ad un nuovo sottosistema WLAN. Oggi il nuovo sistema è finalmente riuscito a trovare la sua strada all’interno del kernel tree mm, gestito da Andrew Morton.
La scelta di optare per questo nuovo subsystem è stata dettata dalla necessità di sormontare la situazione attuale ( in cui coesistono vari sottosistemi per differenti driver ) e generare un sottosistema comune e ben documentato; il nuovo stack possiederà un driver bcm43xx completamente rivisto, così come per il rt2×00. E, come segnalato in questo post, il driver ipw3945 di Intel sarà integrato senza l’esigenza di un deamon proprietario.
L’integrazione nel kernel vanilla è prevista non prima di linux-2.6.23.
[ via OSNews ]

Dopo il successo di Fon ecco arrivare un progetto “grassroot” per consentire a chiunque di navigare gratis sfruttando le connessioni wireless a pagamento presenti in molti spazi pubblici. Il nome scelto dall’ideatore Jonah Brucker-Cohen è WiFi Liberator Toolkit e come si capisce si tratta di un insieme di programmi in grado di realizzare degli hotspot liberi.
Per utilizzare il toolkit bisogna avere un laptop Mac dotato di due schede wireless che funzionerà da server e il software Wifi Liberator (per ora disponibile in formato .dmg per Mac) che andrà installato sia sul notebook server che sui client che vogliano sfuttare la connessione wireless “a scrocco”. Come detto per ora il software opensource è disponibile solo per MacOSX ma a breve è prevista una versione anche per Windows. Resta da capire la legalità di una soluzione del genere che sfrutta connessioni di tipo pay-per-use per dare accesso a più utenti gratuitamente.
[Via | LinuxSecurity]
Se il vostro passatempo preferito è il wardriving armati di laptop e antenna wireless a caccia di access point vulnerabili allora sappiate che il miglior tool per wireless cracker è stato aggiornato. Sto parlando di Aircrack-ng, un programma, o sarebbe meglio dire suite di programmi, molto utile per “mettere a dura prova” chiavi WEP e WPA disponibile per Linux, Windows e MacOSX.
La suite è composta da diversi tool: Airmon-ng, Airdecap-ng, Aircrack-ng, Aireplay-ng, Airodump-ng (tool utilizzato per la cattura di pacchetti 802.11).
La versione 0.7 si distingue per molte novità tra cui: miglioramenti nei makefiles, aggiunta di airtun-ng per la creazione di un’interfaccia virtuale tuntap da cui iniettare pacchetti IP, aggiunto il supporto per la scheda rtl8187 in airmon-ng, implementato l’attacco a dizionario in aircrack-ng per il cracking del WEP, MAC filtering e maggiori informazioni sul criptaggio usato dagli Access Point in airodump-ng,
Per maggiori informazioni rimando al changelog completo