AbiWord è un programma di videoscrittura open source, noto alla comunità per essere parte del progetto GNOME Office. Meno popolare di Writer, l’applicazione equivalente su OpenOffice.org e LibreOffice, non funziona soltanto con Linux. Tant’è che la versione 2.9.1 di sviluppo introduce delle novità soprattutto per Windows e Mac OS X.
Per quanto riguarda Linux, l’aspetto più interessante di AbiWord 2.9.1 è la disponibilità definitiva del plugin per la scrittura collaborativa attraverso Telepathy via Jabber/XMPP. Windows, invece, ha ricevuto il supporto a UNICODE e all’architettura a 64-bit: un installer dedicato sarà disponibile entro il rilascio di AbiWord 3.0.
L’uscita di AbiWord 3.0 porterà anche al ritorno del porting su OS X, sostanzialmente abbandonato dalla versione 2.4 del programma. La versione di sviluppo introduce su tutti i sistemi il supporto sperimentale alla creazione di documenti nel formato ePUB. I sorgenti e l’installer per Windows si possono scaricare dal sito ufficiale.
Via | Software Crew
KeePass, l’utilità di sistema per salvare le password di Windows, ha ricevuto un aggiornamento della versione standard: KeePass 1.19 permette di ricorrere a key file, anziché essere costretti a ricordare lunghe passphrase per inibire l’accesso al database delle password salvate e i lock file temporanei adesso sono dei file nascosti.
Con KeePass 1.19 è stato aggiunto anche il supporto alle password di Firefox a 32-bit su Windows a 64-bit. Installato su Windows 7, KeePass rimuove l’anteprima della finestra, quando il database è bloccato: minimizzando il programma, infatti, dopo un timeout è chiesto l’inserimento di una passphrase o di un key file per sbloccarlo.
Le versioni di KeePass sono due, entrambe gratuite e rilasciate come GPL: KeePass 1.x non ha dipendenze, mentre KeePass 2.x richiede l’installazione del framework di .NET. Esiste una versione per Linux e OS X, KeePassX, tuttavia KeePass 2.x (cioè quello nativo) può essere installato su tutti i sistemi operativi che supportano Mono.
Via | The H Online
Un altro aggiornamento di LibreOffice, arrivato tra domenica e lunedì, avvicina al primo rilascio stabile del fork di OpenOffice.org. Dallo splashscreen è scomparsa la dicitura «beta» e non ci vorrà molto perché la suite possa essere davvero utilizzabile. Già con la Beta 2 sono stati distribuiti i primi pacchetti in italiano per tutte le applicazioni: lo stesso è avvenuto anche con la Beta 3 per Linux, OS X e Windows.
Per dovere di cronaca, nonostante le dovute raccomandazioni degli sviluppatori, LibreOffice non presenta enormi problemi: chi ne fa un uso personale può tranquillamente installarlo su una qualsiasi delle piattaforme supportate. È necessaria una precisazione. Poiché non esistono ancora distribuzioni che “pacchettizzano” LibreOffice per l’utente finale… porting e localizzazioni non sono comunque ufficiali.
Chi vuole installare LibreOffice 3.3.0 RC 1 trova pacchetti, binari e sorgenti a 32-bit e 64-bit per Linux (inclusi .DEB ed .RPM), OS X e Windows. Gli archivi contengono le localizzazioni aggiornate. Rispetto alle versioni di OpenOffice.org installabili dalle distribuzioni i pacchetti generici sono sicuramente più pesanti, ma il fatto che siano ospitati da The Document Foundation garantisce un certo controllo.
Via | LibreOffice
La notizia non è delle migliori: Mozilla Foundation ha confermato che due plugin del più noto browser open source, in hosting presso addons.mozilla.org, conterrebbero codice malevolo in grado di rubare informazioni agli utenti che utilizzano Firefox su piattaforma Windows.
I due componenti aggiuntivi riguardano la versione 4.0 di Sothink Web Video Downloader e tutte le versioni del manager di download Master Filer.
Sono oltre 4.600 gli utenti potenzialmente vittime di questo attacco (Master Filer è stato scaricato oltre 600 volte, contro i 4.000 di Sothink Web Video Downloader). Mozilla, pertanto, raccomanda agli utenti di rimuovere i due add-ons ed eseguire una scansione antivirus (in quanto la semplice rimozione dei due componenti non elimina i Trojans).
Disponibile sotto licenza GPL, Notepad++ è un editor testuale che, per la sua versatilità, possiamo considerare quasi universale.
E’ scritto in C++, è rilasciato esclusivamente per sistemi Windows e supporta l’editing di file di vario tipo: oltre ai normali file di testo troviamo infatti la possibilità di lavorare con progetti C, C++, C #, Visual Basic, Java, Python, SQL, HTML, XML e CSS. Supporta inoltre i set di caratteri ANSI/Unicode, le macro e, non ultimo, si possono installare vari plug-in per ampliarne ulteriormente le potenzialità.
La versione 5.5.0 che oggi vi annunciamo va a correggere piccoli bug che affliggevano le release precedenti; maggiori informazioni su Notepad++ sono comunque disponibili sul sito ufficiale del progetto. Dateci un’occhiata; il software è veramente molto interessante.
Via | H-online

Con un articolo pubblicato sul blog proprio blog ufficiale, Google ha annunciato di aver rilasciato la versione 3.0 del proprio browser Chrome.
Questa versione arriva a poco più di un anno dalla resa disponibilità della primissima release del già citato software; durante questo arco di tempo hanno lavorato al progetto 51 sviluppatori i quali sono stati in grado di rilasciare 21 versioni beta e 15 stabili, risolvendo qualcosa come 3505 bug!
Si tratta di un lavoro importantissimo che ha visto Google Chrome guadagnare il 150% in velocità (nella risoluzione di Javascript) rispetto alla prima beta ed il 25% rispetto all’ultima stable. Il download di Chrome 3.0 è effettuabile da questo indirizzo.
Via | GoogleBlog
Secondo una stima apparsa sul sito HitsLink Market Share, Linux avrebbe raggiunto quota 1% del mercato desktop, posizionandosi al terzo posto dietro a Windows (80%) e Mac (10%).
Si tratta certamente di una statistica parziale, ma è comunque significativo che si registri per la prima volta il superamento della soglia dell’1%, con un incremento nell’ultimo mese dello 0,12%.
Possiamo inoltre interpretare i numeri come il segno di un trend positivo, chiaramente visibile soprattutto dall’attenzione verso il pinguino mostrata dalle principali case produttrici di personal computer, tra cui Dell o HP, che proprio qualche giorno fa ha lanciato una nuova linea di notebook con Suse 11.
È stata rilasciata la versione 4 di Nessus, il security scanner di Tenable per piattaforme linux e windows attraverso il quale è possibile effettuare attività di security auditing e assesment per una varietà di infrastrutture.
Numerose le novità di questa nuova versione:
Sono disponibili per la nuova versione build a 32 e 64 bit, sia per windows che per linux e gli script a riga di comando sono eseguibili sono eseguibili su entrambe le piattaforme. Gli utenti con profilo ProfessionalFeed e HomeFeed possono aggiornare Nessus direttamente dal sito ufficiale, dove è possibile reperire anche la documentazione e le FAQ.
Via | Tenable Security blog
Il sito tuxradar.com ha fatto una profonda analisi tra 4 sistemi operativi: Ubuntu Linux 9.04, Ubuntu Linux 8.10, Windows Vista SP1, Windows 7 Beta (build 7000).
Durante questi Benchmark si è puntata l’attenzione su diversi fattori, tra cui: il tempo d’installazione, lo spazio utilizzato dall’ OS, il tempo di avvio e quello di spegnimento, il tempo di copia di file da USB a disco fisso e tra disco fisso e disco fisso.
Il computer di test è di fascia alta ed è stato fornito da Dell. La macchina si compone del nuovo Intel Core i7 920 con 4 core con frequenza di 2.67GHz con hyperthreading e 8MB di cache L3. Il sistema è equipaggiato con 6GB di RAM e un disco fisso di 500GB con 16MB di cache.
I risultati sono interessanti e dipingono la distribuzione targata Canonical come la vincitrice di questo contest, bisogna comunque dire che la versione del nuovo Windows 7 non è ancora quella definitiva ma bensì la build 7000, quindi l’esito definitivo è da rimandarsi ad un prossimo test, magari con il nuovo ext4.
Via | OneOpensource

In contemporanea con “Intrepid Ibex” è stata rilasciata anche la nuova versione 8.10 di Wubi, celebre programma che consente di installare Ubuntu su Windows in un clic, come se si trattasse di una qualsiasi applicazione.
È sufficiente selezionare attraverso una semplice interfaccia lo spazio da riservare all’installazione, la variante preferita tra Ubuntu, Kubuntu e Xubuntu, il linguaggio predefinito e impostare poi le informazioni sull’account perchè Wubi effettui il download dell’immagine ISO e completi automaticamente il processo di installazione, creando una partizione virtuale all’interno del disco e configurando il bootloader in modo che l’utente possa scegliere all’avvio il sistema operativo da usare.
Anche la rimozione avviene in maniera facilissima attraverso il pannello di Installazione Applicazioni di Windows, come per un normale programma.
Continua a leggere: Wubi 8.10: l'ultima Ubuntu direttamente da Windows
Non scherziamo, è già difficile trovare una sola ragione per cui dovremmo usare Windows Vista invece di Gnu/Linux, figuriamoci metterne insieme 40 come in questo articolo apparso su ITWire.
Apprezziamo il tentativo, ma in effetti la maggior parte delle motivazioni sono piuttosto “fantasiose”. Windows Vista sarebbe il sistema operativo più facile da usare o in cui è più semplice risolvere un problema, quello a cui si associa meglio il motto “just works”, quello con la migliore interfaccia utente, il miglior menu di avvio e la migliore taskbar… D’accordo, mi fermo qui.
Le ragioni per usare Gnu/Linux, invece, sono sicuramente tante. Al primo posto metto la libertà: di scegliere il proprio software, adattarlo alle proprie esigenze e di condividerlo con gli altri. Poi c’è la sicurezza: di essere al riparo dai virus e dai malware, di usare applicazioni per le quali è disponibile il codice sorgente. Al terzo posto la flessibilità: Linux si installa su una grande varietà di piattaforme e ci consente di usare al meglio anche hardware datato o pc con poche risorse.
Continua a leggere: 40 ragioni per usare Linux al posto di Windows
Gli sviluppatori di WINE rilasciano nuove versioni (del ramo ‘devel’) ogni due settimane e per questo motivo segnalarle costantemente non ha molto senso.
Talvolta, alcuni rilasci, seppur “di sviluppo”, meritano però di essere menzionati. Prendiamo, per esempio, la versione 1.1.7: oltre ad un serie di correzioni per la gestione dei drive DOS, per il funzionamento di Windows Installer e per il rendering dei componenti Richedit, gli alcolici sviluppatori hanno aggiunto anche un componente che farà la felicità di chi, con WINE, ci vuole giocare: una primissima implementazione del supporto a Direct3D 10.
Dato che il changelog è estremamente scarno in merito, chi fosse interessato ad avere una panoramica più completa circa il supporto a Direct3D in WINE può fare riferimento a questo articolo pubblicato su LWN.
via | Phoronix