
Skype ha esteso l’utilizzo di VP8/WebM a tutte le video-chiamate in alta definizione sulla versione 5.5 per Windows: il codec di Google era già stato scelto, circa un anno fa, per le sessioni di gruppo. È una novità del tutto inattesa, soprattutto considerando la “disputa” di MPEG LA sui brevetti per l’algoritmo alla base del codec.
Avendo acquistato Skype, Microsoft avrebbe potuto scegliere H.264 al posto di VP8 per decodificare i flussi video. E, invece, Skype ha optato per la soluzione open source di Google. È, comunque, un altro successo per WebM. Probabilmente anche il video calling di Facebook (su cui esistono pochi dettagli) utilizza lo stesso prodotto.
L’atteggiamento di Microsoft, nella circostanza, è piuttosto ambiguo. Da un lato, l’azienda cerca di destabilizzare il progetto di WebM pubblicando illazioni su VP8 con MPEG LA, dall’altro adotta il codec per uno dei propri prodotti di punta. È una “contraddizione” che non mancherà di mostrare altri risvolti controversi, in futuro.
Via | WebM
MPEG LA, il consorzio responsabile di H.264, ha dichiarato d’essere in possesso di informazioni che riguardano VP8. Dodici aziende, infatti, sarebbero pronte a rivendicare la proprietà di brevetti sulla tecnologia del codec di Google alla base del formato WebM. Google aveva ottenuto VP8 con l’acquisizione di On2 Technology nel 2010.
Ovviamente, MPEG LA non ha voluto citare quali siano le dodici imprese coinvolte. Il consorzio s’è limitato a dichiarare che siano brevetti «essenziali» per il funzionamento dell’algoritmo di VP8. MPEG LA è costituito da aziende del calibro di Apple e Microsoft, più altri produttori hardware e software: colpire WebM è una priorità.
VP8 è responsabile di WebRTC e Google+ Hangouts oltre alla visualizzazione dei filmati in formato WebM. Microsoft ha acquisito Skype e, di conseguenza, la soluzione open source di Google è diventata un problema ancora più serio. MPEG LA ha iniziato la ricerca dei brevetti lo scorso febbraio, a nove mesi dalla pubblicazione di WebM.
Via | Ars Technica

Google, dopo l’avvio della conversione di tutti i video di YouTube a WebM (un preludio dell’abbandono di H.264 su Android?), ha annunciato la nascita di una sorta di fondazione per l’interscambio dei brevetti software. WebM Community Cross-License (CCL) parte con diciassette partner, tra cui Mozilla e Opera, con Xiph.org e Matroska.
Di cosa si tratta, nello specifico? WebM CCL è sostanzialmente un “patto” tra i produttori di hardware e software affinché si scambino la possibilità d’accedere gratuitamente alla proprietà intellettuale altrui, mediante la realizzazione di licenze appropriate. Questo, beninteso, non equivale a rendere open source delle tecnologie.
L’importanza di WebM CCL, per quanto possa sembrare paradossale, è proprio in questo aspetto: l’interscambio dei brevetti permette alle aziende di sfruttare le risorse dei partner per realizzare le proprie risorse dedicate a WebM/VP8. Una sorta di consorzio alternativo a MPEG LA, per abbandonare H.264 e diffondere il nuovo formato.
Via | WebM

WebM sta per portare una piccola rivoluzione nel mondo del video. Google dopo aver liberato il codec VP8 ha annunciato che tutti i nuovi video caricati sul suo portate YouTube verranno convertiti in WebM e che la parte più importante del catalogo è già disponibile in questo formato.
Quasi tutti i video più gettonati sono già stati convertiti ed ora si passerà a convertire il 70% del catalogo che è ancora disponibile solo in H.264. La transcoding farm di Big G si occuperà di convertire immediatamente tutti i video caricati ed i nodi senza lavoro si preoccuperanno di convertire tutti quei filmati presenti da tempo sul portalone in base all’importanza.
Se associamo a questa notizia il plugin WebM per Internet Explorer 9 si capisce come Google si stia adoperando su più fronti per liberare la rete da H.264.
Via | OsNews
Nell’ultimo periodo l’accelerazione hardware per le GPU è un tema estremamente dibattuto. Spesso, per quanto riguarda Linux e i sistemi operativi UNIX-like, s’omette di sottolineare che per avvantaggiarsene occorre l’installazione di driver proprietari (nella maggioranza dei casi). Non è un problema legato al software in esecuzione.
Gallium 3D, la “nuova” infrastruttura open source di VMware per la realizzazione dei driver grafici di FreeDesktop, non supporta OpenCL e altre tecnologie protette da DRM. Qualcosa potrebbe cambiare con la GSoC 2011, sia per WebM/VP8, sia per H.264 con VDPAU su nVidia e VA-API su Intel. È più difficile predisporre lo stesso su ATI.
Si parla perciò di decodifica video: Emeric Grange ha risposto all’appello di FreeDesktop per applicarsi su Gallium 3D e H.264. Christian König, che ha portato XvMC su R600g, vorrebbe fare altrettanto con Theora per WebM. Bisogna attendere il prossimo 25 aprile perché sia pubblicata la lista dei progetti approvati per la GSoC 2011.
Via | Phoronix
Google ha deciso di venire incontro agli utenti entusiasti del formato WebM per i video in HTML5, rilasciando un plugin per Internet Explorer 9. Una risposta all’atteggiamento ambiguo di Microsoft sul supporto ufficiale a VP8 nel browser. Il plugin, ancora in anteprima, è compatibile con Windows Vista e 7: sono noti alcuni problemi.
Microsoft aveva rilasciato, in dicembre, un’estensione per riprodurre filmati in H.264 su Mozilla Firefox e Google Chrome. Internet Explorer 9, stabile soltanto da ieri, è compatibile anche con WebM/VP8… ammesso che ne sia stato installato il codec. Un po’ come avviene se si vogliono riprodurre video XviD su Windows Media Player.
Ora pure gli utenti di Windows possono optare per il formato open source di Google oppure per quello royalty-free di MPEG LA: Microsoft, insieme ad Apple, è tra i membri di quest’ultimo e la scelta di rendere “ostica” l’adozione di WebM è chiaramente una mossa commerciale. Il rilascio definitivo di HTML5 dovrebbe essere risolutivo.
Via | The H Online

Il progetto WebM, capitanato da Google, ha rilasciato una nuova versione del codec VP8, il formato libero per il video liberato qualche mese fa.
La nuova versione (0.9.6, Bali) promette un incremento delle prestazioni ed una miglior qualità video senza modificare le specifiche VP8. Rispetto alla prima versione, 0.9.0, l’incremento prestazionale su processori x86 dovrebbe essere del 450% in modalità “best”, mentre il guadagno scende “solo” al 35% rispetto a 0.9.5/Aylesbury. Parte di questo aumento prestazionale è dovuto alla riscrittura di alcune parti di codice in Assembly.
Piccoli guadagni anche per l’uso su architetture ARM dotate di estensioni NEON. Un 7% su Arm Cortex A9 single core. Su chip dotati di più core come il Tegra 2 il guadagno sale dal 21% al 36%. L’encoder ora è in grado di produrre filmati con una qualità migliore quando nel file originale è presente molto rumore grazie ad una funzione ottimizzata di temporal filtering.
La prossima versione si chiamerà Cayuga, sarà disponibile nel secondo trimestre del 2011 e punterà ancora sull’incremento delle prestazioni.
Via | Webmproject
Il Web Hypertext Application Technology Working Group (WHATWG), ovvero il gruppo di lavoro per HTML5, ha pubblicato un intervento piuttosto esplicito riguardo al tanto vituperato supporto dei codec video. Superate le perplessità dell’Open Source Initiative (OSI) e incassato il plauso della Free Software Foundation (FSF), WebM ottiene il supporto ufficiale del W3C — che aiuta persino nella scelta dei programmi.
È sufficiente recarsi sul sito dedicato a WebM, che è ospitato dal WHATWG, per ottenere utili suggerimenti sulle applicazioni da installare per la riproduzione dei filmati via HTML5. Ad esempio, visitando la pagina da Ubuntu/Maverick col browser predefinito, il sito suggerisce di aggiornare Firefox all’ultima versione beta disponibile. Per quanto riguarda Mozilla, si tratta di Firefox 4.0 e il collegamento manda ai binari.
Non è tutto, perché – non essendoci dei pacchetti ufficiali per Firefox 4.0 Beta 9 su Maverick Meerkat – il sito del WHATWG offre delle alternative più comode: nello specifico, i pacchetti chromium-browser oppure midori e/o epiphany-browser con gstreamer0.10-plugins-bad su GNOME. Nella sua semplicità è uno strumento molto utile. Non manca un paragrafo in calce su H.264 e le royalty previste.
Via | WHATWG

Lo scorso anno Google ha liberato il codice del codec VP8 ed introdotto nel nuovo formato WebM che non è nient’altro che uno stream Matroska. Tutti i principali progetti liberi hanno aggiunto in breve tempo il supporto per WebM e Google lo ha introdotto anche su YouTube.
Ora arriva la notizia che Big G ha intenzione di eliminare il supporto a H.264 dalle future versione di Chrome come codec per HTML5. Il messaggio non è esplicito, ma è ugualmente chiaro, YouTube passerà a WebM e H.264 verrà, in pratica, messo quasi fuori mercato, ma il resto del mondo avrà il tempo di adeguarsi.
Sempre in quest’ottica possiamo leggere gli annunci di un numero sempre crescente di produttori hardware che scelgono di aggiungere il codec WebM all’interno dei loro chip.
La patata bollente arriverà nelle mani di Apple e Microsoft. Se la seconda se la potrà cavare grazie alle future versioni del plugin flash che introdurrà il supporto a WebM la situazione di Apple appare più critica.
Via | OsNews
Skype è stato tra i primi a supportare ufficialmente il progetto WebM di Google. Ciò nonostante, finora il supporto è stato soltanto sulla carta. Con l’introduzione delle video-chiamate di gruppo in Skype 5.0 la situazione è cambiata: queste, infatti, sfruttano il codec del container VP8.
È un successo per WebM, poiché le statistiche indicano che il 40% delle chiamate via Skype utilizzano la funzione di streaming video. Perciò l’utilizzo del codec subirà presto un’impennata esponenziale. Purtroppo, le video-chiamate di gruppo sono solo per i client di OS X e Windows.
Nel sottolineare il successo di VP8/WebM su Skype è inevitabile tornare a ciò che avrebbe dovuto mettere il turbo al client per Linux. Che risultati ha avuto lo SkypeKit SDK su Linux?
Via | WebM

Dopo l’annuncio dell’apertura dei sorgenti di VP8 il consorzio MPEG LA si starebbe preparando ad una battaglia di brevetti per eliminare il nuovo concorrente prima che H.264 possa perdere quote di mercato.
Secondo Larry Hord di MPEG LA, VP8 potrebbe non essere royalty-free come afferma Google che ha condotto un’approfondita analisi del codec prima del rilascio come open source.
Chi vincerà questa battaglia? Mpeg La che vuole continuare con la sua politica alle spese di un web libero o Google che non ha intenzione di pagare il balzello e preferisce fare un investimento duraturo con VP8.
Via | OsNews

Jason Garrett-Glaser, lo sviluppatore principale del progetto x264, è riuscito ad ottenere le specifiche ed il codice di VP8 qualche giorno prima del rilascio ed ha pubblicato la prima recensione/analisi tecnica.
Le domande che si è posto sono 3:
Vorrei quotarvi il primo commento di Jason sulle specifiche che dice molto più di mille parole:
AAAAAAAGGGGGGGGGGGGGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!
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