Preannunciato da un fumetto che ha fatto letteralmente impazzire il web, Google ha ufficialmente tolto il velo a Chrome, il suo browser open source. Nel post di presentazione, il colosso di Mountain View ha voluto porre l’attenzione su quelli che considera i punti di forza del suo software: oltre all’estrema velocità del motore JavaScript V8 (anch’esso rilasciato liberamente) e all’adozione di Webkit per il rendering delle pagine, Big-G ha fatto riferimento anche ad un posizionamento più intuitivo dei tab (sopra la barra degli indirizzi), alla presenza del cosiddetto porn-mode e ad una maggiore resistenza a phishing, malware et simili.
Stando alla pagina su Wikipedia, la licenza adottata per Chrome sembrerebbe essere la BSD, anche se i vari componenti aperti/liberi che verranno riutilizzati nel progetto manterranno comunque la loro.
Attualmente Chrome risulta disponibile al download solo per Windows ma versioni per Linux ed OS X dovrebbero venir rilasciate nei giorni a venire: sulle pagine del wiki di Chromium sono comunque presenti le istruzioni da seguire per compilarne alcune componenti sul pinguino.
Continua a leggere: Google presenta Chrome, il suo browser open source
Se avete mai lavorato e manipolato i database MySQL è probabile che abbiate utilizzato phpMyAdmin per gestire il vostro database da un’interfaccia web. Nel caso in cui siate alla ricerca di un’alternativa più leggera dovreste però provare phpMinAdmin: l’installazione è estremamente veloce (si tratta di un singolo script PHP) e possiede un’interfaccia grafica semplice ma completa, che permette di accedere alle funzioni più importanti di MySQL. Per utilizzarlo è sufficiente caricare il file PHP nella root directory del web server e loggarsi dopo aver impostato le credenziali di accesso al database.
Queste caratteristiche lo rendono uno strumento ideale per coloro che necessitino di un’interfaccia grafica per la gestione di MySQL ma non abbiano il tempo (o la voglia) di installare phpMyAdmin. Per i più curiosi è disponibile anche una demo.
via | Linux.com

Gli sviluppatori web saranno felici di sapere che è stata finalmente rilasciata la versione 1.2 di Firebug, la famosa estensione di Firefox che consente di effettuare il debug di codice HTML, JavaScript e CSS direttamente dal browser. La novità principale di Firebug 1.2 è l’introduzione del supporto ufficiale a Firefox 3 ma i vari bugfix e l’aumento delle performance (grazie ad un “comportamento” più intelligente dell’estensione) non passeranno di sicuro inosservati.
Firebug 1.2 è ora scaricabile direttamente da addon.mozilla.org.
via | edit
Mozilla ha integrato in SpiderMonkey (il suo motore JavaScript) alcune ottimizzazioni che ne hanno accresciuto le performance in determinati contesti di un fattore tra 20x e 40x. Queste ottimizzazioni includono l’utilizzo di un compilatore Just-In-Time (JIT) e l’adozione di una tecnica sviluppata presso l’University of California, Irvine chiamata “trace trees” che consente di “riciclare porzioni di codice da eseguire”, migliorando in maniera sensibile i tempi di esecuzione.
Il CTO di Mozilla Brendan Eich (padre di JavaScript) e il vice presidente del reparto ingegneristico di Mozilla, Mike Shaver, hanno affermato che queste ottimizzazioni “porteranno le performance JavaScript al prossimo livello” e “faranno in modo che la gente veda JavaScript come un linguaggio più generico (general purpose)”. L’obiettivo ultimo è quello di rendere l’esecuzione di codice JavaScript veloce quanto quella di codice C.
Un video dimostrativo è disponibile a questo indirizzo mentre i blog di Eich e Shaver offrono benchmark ed approfondimenti sull’argomento.
via | Slashdot
La commissione tecnica che si occupa dello sviluppo di JavaScript ha abbandonato le specifiche che avrebbero portato alla quarta revisione (ECMAScript 4.0) di questo linguaggio di programmazione in favore di una soluzione più limitata, soprannominata Harmony (ECMAScript 3.1).
La decisione è stata presa per porre fine alla scissione tra i membri del comitato (ne avevamo già parlato alcuni mesi fa) e rappresenta una vittoria di Microsoft: il colosso di Redmond si era infatti opposto alla proposta di Adobe di adottare ActionScript3 (o comunque una sua variante) come erede dell’attuale JavaScript, sostenendo la necessità di convogliare le nuove idee in un nuovo linguaggio di programmazione ( il suo JScript.NET)
Resta ora da capire quale sarà il futuro del progetto Mozilla Tamarin, nato proprio da una donazione di codice da parte di Adobe.
via | Slashdot
Brian Aker, direttore dell’architettura (director of architecture) di MySQL, ha annunciato Drizzle, un database specificatamente indirizzato a siti web con un alto numero di visitatori contemporanei.
Un fratello minore di MySQL costruito su misura? Non proprio…Drizzle sarà infatti una versione di MySQL spogliata di funzionalità ritenute superflue per l’ambito descritto poco sopra: mode, viste, trigger, prepared statement, stored procedure, query cache, access control list e alcuni tipi di dati sono già stati indicati come possibili candidati all’eliminazione.
Temete che qualche funzionalità a voi utile sarà assente in Drizzle? Nessuna paura: il nuovo DB avrà un’architettura a-la micro-kernel ed il codice rimosso dal core verrà spostato in moduli utilizzabili all’occorrenza.
via | Slashdot

fsoft ci segnala il rilascio della prima versione alpha di PyHP. Dietro questo nome un po’ criptico si cela un modulo per Apache che permette di utilizzare Python come preprocessore delle pagine HTML, in maniera analoga a quanto avviene con PHP.
Poco convinti sulla bontà di Python (in ambito web)? Sulla pagina del progetto sono ben in evidenza i suoi punti di forza e, soprattutto, i vantaggi rispetto PHP.
Il mondo è bello perché vario, tanto di più se si tratta di quello del software libero / aperto.
Inarrestabile Google: dopo Browser Sync e Protocol Buffer, Big-G ha aperto i sorgenti di Ratproxy, un web security tool passivo sviluppato ed utilizzato internamente dall’azienda.
Questo strumento è progettato per analizzare in maniera trasparente traffico verso un’applicazione web ed (automaticamente) individuare, annotare e valutare potenziali difetti o criticità in termini di sicurezza.
Ratproxy analizza problemi come cross-site script, insufficienti difese contro attacchi cross-site request forgery, problemi relativi alla cache, inclusioni di codice cross-domain, rivelazione di informazioni e molto altro.
Continua a leggere: Ratproxy: web security tool targato Google
IBM DeveloperWorks ha pubblicato un tutorial sull’utilizzo delle librerie grafiche GD in PHP che mostra i passi necessari per creare e manipolare immagini sul web.
Il documento non è una trattazione completa su tutte le funzioni di GD ma si limita a passare in rassegna quelle più interessanti / importanti. Buona lettura!
via | OSNews
Dopo l’annuncio della cessazione dello sviluppo di Browser Sync molti utenti chiesero a Google di aprirne i sorgenti, così che la comunità potesse continuare il lavoro svolto in quel di Mountain View. Big-G ha esaudito queste richieste ed ora il codice di Browser Sync è disponibile, sotto licenza BSD, su code.google.com.
Browser Sync è un’estensione di Firefox (non supporta il 3) che sincronizza le impostazioni del browser (inclusi segnalibri, cronologia, cookies e password salvate) tra più computer, permettendone l’utilizzo su PC differenti senza la necessità di portarsi appresso penne USB (con versioni portabili di Firefox).
Chi si offre volontario per aggiungere la compatibilità con Firefox 3? ![]()
via | Slashdot

Prosegue senza sosta lo sviluppo del framework PHP Symfony, utilizzato anche da Yahoo! all’interno del suo Yahoo! Bookmarks. Attualmente ci son ben tre rami all’attivo: la versione 1.0, la recente 1.1 ed infine la futura 1.2.
Se la prima ha il vantaggio di essere particolarmente testata e di poter vantare un miglior supporto (verrà mantenuta fino a gennaio 2010), la seconda offre ai suoi utilizzatori un assaggio di quello che verrà introdotto con la versione 1.2 (il cui arrivo è previsto per ottobre). Trattandosi di un rilascio “di transizione” il suo supporto sarà però limitato ad un solo anno.
Chi volesse approfondire la conoscenza di questo framework ispirato a Ruby on Rails troverà sicuramente interessanti lo screencast dedicato alla creazione di una interfaccia di amministrazione e l’ottimo libro rilasciato con licenza GDFL disponibili sul sito ufficiale del progetto.
Sulle pagine di Red Hat Magazine è stato pubblicato un articolo dedicato al progetto GNOME Online Desktop. Come descrivere questo esperimento? Banalizzando potremmo affermare che si tratta di un software tradizionale ( la barra laterale ) unito ad una serie librerie / componenti con lo scopo di integrare le funzionalità dei servizi web con l’ambiente desktop, annullando le differenze tra locale ed online.
Essendo in uno stato di pre-alpha, la sidebar è in grado di svolgere pochi compiti ( visualizzare il proprio avatar e quelli dei contatti online, gestire le applicazioni più usate, mostrare GoogleCalendar, le foto di Flickr e i tipici pulsanti dei servizi Web 2.0 ) ma in futuro questo componente dovrebbe diventare il punto nevralgico del desktop online, a patto che le idee del progetto ottengano il consenso di sviluppatori ed utenti esterni a Red Hat.
Voi cosa ne pensate?
via | OSNews