Wayland è presto diventato «l’oggetto del desiderio» degli utenti di Linux, a volte soltanto per l’insoddisfazione sviluppata nei confronti di X.Org. Nonostante non esistano dei desktop pronti a implementarlo, il lavoro sul display server continua alacremente: i programmatori si sono confrontati rispetto alla dichiarazione del DPI.
A livello predefinito, Wayland imposta il DPI a 96: è la stessa scelta effettuata da X.Org (e persino da Windows). Rispetto ad altri display server, però, Wayland non ammette la modifica manuale del valore preimpostato: non sembra un limite riconducibile all’avanzamento dei lavori. La variazione non è prevista, né lo sarà in futuro.
Questa scelta ha fatto discutere: Windows 8, ad esempio, ha rivalutato l’opzione della modifica manuale al DPI — rimuovendo il limite a quattro dimensioni preimpostate e permettendo qualunque valore. Perché, allora, Wayland dovrebbe fare un passo indietro? La risposta non è così semplice e gli sviluppatori hanno ragioni differenti.
Continua a leggere: Perché Wayland non permetterà la modifica manuale al DPI predefinito
Come possiamo apprendere dalla mailing list di Gnome, sono da poco state rilasciate le GTK+ 3.2 con interessanti novità; rappresentate dall’introduzione sperimentale del supporto a Wayland e “Broadway”, il backend per HTML5.
La più grande novità a mio parere è sicuramente Broadway, il backend per HTML5, che ci consente di effettuare il rendering delle applicazioni GTK in un qualsiasi browser che supporta HTML5, come ad esempio Google Chrome. Grazie a questa novità potremo eseguire da locale o remoto applicazioni come Gedit, The Gimp, Evince e tante altre, come possiamo vedere dal video qua sopra.
Il supporto a Wayland, il futuro server grafico che arriverà dopo Ubuntu 12.04 e che promette una migliore esperienza utente ma non solo, è un aspetto marginale, dato che il futuro sostituto di X non è ancora pronto per l’uso quotidiano e non lo sarà ancora per parecchio tempo.
Via | Gnome Mailing List
KDE avrà molte difficoltà a proseguire nello sviluppo su piattaforme diverse da Linux, nel 2012. Benché il desktop possa funzionare su qualsiasi sistema operativo che supporti X11, le tecnologie previste per l’imminente futuro escludono a priori BSD e Solaris. Per non parlare dei porting, considerati “minori”, su Mac OS X e Windows.
Wayland è soltanto il primo dei motivi alla base delle perplessità di Martin Gräßlin: KDE 5, per gli attuali progressi delle tecnologie di sviluppo, non potrà girare su sistemi non-Linux. E non è detto che la situazione possa cambiare. Perciò si dovranno fare i conti coi limiti di Plasma. Qual è la soluzione? Abbandonare i porting?
L’idea di Gräßlin, sviluppatore di KWin, s’avvicina molto a questa prospettiva. Di fatto, la situazione è già avviata all’abbandono di BSD e Solaris: KWin per Linux ha 1054 bug aperti contro i 4 di BSD e i 2 di Solaris. Plasma arriva a 3529 bug su Linux rispetto ai 30 per le altre piattaforme. KDE dovrà presto affrontare la realtà.
Via | Martin Gräßlin
Martin Gräßlin, responsabile dello sviluppo di KWin per KDE, è intervenuto sulla questione della network transparency con Wayland. Attualmente questa funzione, ovvero la trasmissione in chiaro delle attività del server grafico sulla rete, non è possibile: Gräßlin è convinto che sia soltanto un aspetto positivo almeno per il momento.
Implementare la network transparency su Wayland, infatti, può avvenire con modalità diverse da quelle già previste con X11: ad esempio, utilizzando D-Bus (richiesto da tutte le applicazioni più recenti) si corrompe il forwarding di X.Org. Perciò la soluzione è quella di trovare nuove tecnologie. Qt 5 potrebbe risolvere il problema.
Ancora, nulla vieta per Gräßlin d’utilizzare il supporto legacy a X11 per la network transparency delle applicazioni via Wayland. Se ne parla da vent’anni, tuttavia ne serviranno altrettanti perché le distribuzioni rimuovano del tutto il protocollo di X11: pure OS X lo prevede ancora. Il problema, insomma, è facilmente risolvibile.
Via | Martin Gräßlin
Sembra proprio che il progetto Wayland display server stia continuando a generare attenzione e contributori con l’aumento delle sue funzionalità.
Durante questo fine settimana è stata aggiunto un backend per Nested Compositor e grazie ad alcune patch già sviluppate è possibile lanciare un Wayland display server dentro ad un altro Wayland display server, il tutto su una sessione X11/DRM.
Per gestire questi casi nidificati è stata aggiunta la variabile WAYLAND_DISPLAY. Potete trovare questa patch da circa 600 linee di codice su Wayland-devel.
Via | Phoronix
La scelta di Ubuntu di utilizzare sostituire X.org con Wayland Display Server ha generato molte discussioni online, ma avuto anche l’effetto positivo di portare alla ribalta questo progetto e far approdare nuovi contributori interessati alle sue finalità.
Nel video qui sopra potete vedere una presentazione delle funzionalità di Wayland Display Server durante la conferenza XDS Toulouse. Se avete intenzione di provare Wayland su Ubuntu potete seguire una guida realizzata per Maverick. Per poter utilizzare questo nuovo progetto sarà necessario utilizzare driver open source, gli unici che supportano le funzionalità richieste.
Via | Phoronix
Ubuntu ha deciso di fare scelte ben precise con il passaggio sia ad Unity sia a Wayland.
Il gruppo ‘graphics cabal’ di Fedora, composto da Adam Jackson, Kevin Martin e Dave Airlie, ha preso in esame la possibilità di utilizzare Wayland. Al momento questo innovativo viene definito non sufficientemente solido, ma il passaggio in futuro avverrà sicuramente. Verrà comunque pacchettizzato per F15 in modo che gli utenti possano iniziare a testarlo.
Sono innumerevoli i vantaggi che si possono guadagnare utilizzando questo progetto e le mancanze possono essere facilmente colmate, come la trasparenza nei confronti delle connessioni di rete. Sarà interessante vedere come si comporteranno le altre distro ed i produttori di schede grafiche che distribuiscono driver binari.
Via | OsNews