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Tutti gli articoli con tag venture capitalism

MapQuest apre all'open source e investe $1 milione in OpenStreetMap

pubblicato da Federico Moretti

Open MapQuestMapQuest è un servizio statunitense di cartografia digitale gestito da AOL. È una piattaforma in concorrenza con Google Maps e negli ultimi giorni ha pubblicato una versione sperimentale della nuova interfaccia in fase di rinnovamento. In queste ore è cominciato il testing di un portale open source per la Gran Bretagna.

Il successo di MapQuest in Italia è molto limitato perché il servizio si orienta piuttosto agli Stati Uniti, che dopo il Regno Unito otterranno una propria versione “aperta” della piattaforma. La sperimentazione appena cominciata ha però valore per tutti in quanto MapQuest si avvale del supporto diretto di OpenStreetMap.

L’aspetto più interessante delle novità di MapQuest è infatti l’investimento di $1 milione di dollari in OpenStreetMap per l’uso delle mappe digitali generate e mantenute dagli utenti. Grazie ad AOL il futuro di OpenStreetMap godrà di un cospicuo finanziamento. Anche se Open MapQuest non dovesse mai raggiungere il nostro Paese è certo che OpenStreetMap potrà incrementare le funzionalità in tutto il mondo.

Via | ReadWriteWeb

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Fluidinfo e FluidDB al TechCrunch Disrupt 2010

pubblicato da Federico Moretti

FluidinfoIn questi giorni a New York si sta tenendo il TechCrunch Disrupt 2010, una conferenza tecnica dedicata ai social media e alle nuove startup dal network omonimo, che terminerà soltanto domani: abbiamo già visto OpenLike v2 su Downloadblog.it, ma le idee presentate già nella prima giornata sono davvero troppe per essere elencate nella loro totalità. C’è però un progetto in particolare che merita attenzione: FluidDB.

Creato da Fluidinfo, un’azienda che è stata “fondata” formalmente solo ieri (grazie a un investimento di ca. $800.000 in venture capitalism dalle imprese sponsor dell’evento di NYC), FluidDB ambisce a diventare la Wikipedia dei database sfruttando tecnologie open source per generare dati rilevanti attraverso connessioni S2S da piattaforme esistenti: ad esempio, TunkRank estrapola informazioni dalle API di Twitter e le trasmette a FluidDB inserendole in una struttura personalizzata per le proprie esigenze.

In pratica i dati passano da un database all’altro attraverso le API dei rispettivi servizi: il dialogo con quelle di FluidDB consente di ristrutturare le informazioni per adeguarle all’uso che se ne vuole fare (TunkRank si occupa di statistiche su Twitter). Il vantaggio e lo svantaggio principali del nuovo database consistono nello stesso aspetto: i dati non sono “fisicamente” sul proprio server… bensì su quello di Fluidinfo, equipaggiato con Ubuntu e amministrato via Python su PostreSQL. Altre tecnologie in uso da FluidDB sono Twisted, Thrift, AMQP e Lucene.

Via | ReadWriteWeb

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StatusNet intende diventare il WordPress del microblogging

pubblicato da Federico Moretti

StatusNet StatusNet – come ho accennato – non compete direttamente con Twitter, ma si adatta piuttosto a installazioni per uso locale: è notizia delle ultime ore che la startup alla base del suo sviluppo abbia ricevuto $875,000 di investimenti in venture capitalism.

L’intenzione è quella di trasformare StatusNet nel WordPress del microblogging: non si tratta di un proposito poi così ambizioso, perché le licenze (il codice è rilasciato sotto AGPL, mentre le notice sono distribuite come Creative Commons) e la struttura dell’applicazione – che, scritta in PHP, supporta MySQL e PostgreSQL – si prestano allo scopo.

La società canadese ha ricevuto fondi da Montreal Startup, iNovia Capital e altri investitori individuali come Oleg Tscheltzoff (co-fondatore di Fotolia): il codice di StatusNet è già più maturo di quanto non fosse WordPress all’inizio della sua “scalata” verso il successo. L’augurio è che possa bissarne quanto prima la diffusione.

Via | TechCrunch

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