Le distribuzioni Linux moderne identificano le componenti del sistema in maniera dinamica senza richiedere la presenza di tutti i possibili device node in /dev.
Questa funzionalità, che consente anche di attaccare e scollegare periferiche mentre il sistema sta girando, viene implementata attraverso tre software: Udev, HAL e DBus.
Su Linux.com è stato presentato un articolo introduttivo sul funzionamento di Udev, il demone che gira in spazio utente e si occupa della gestione dinamica delle periferiche in /dev leggendo i messaggi inviati da l kernel attraverso netlink.
Alla fine, dopo le spiegazione sul funzionamento, viene mostrato un esempio pratico per impostare un nome fisso per una determinata interfaccia di rete.
Via | Linux
Con l’arrivo della serie 2.6 del kernel nacque anche udev da allora avrebbe gestito la creazione dinamica delle periferiche in /dev andando a prendere il posto del vetusto, criticato ed afflitto da problemi devfs.
Linus ha deciso di includere devtmpfs all’interno del kernel 2.6.32, una decisione che suscitato qualche polemica. Il nuovo filesystem è stato salutato da molti in maniera ironica e dispregiativa devfs2.
Si tratta di un filesystem virtuale in cui creare tutti i device presenti sul computer fin dalle primissime fasi di boot e che dopo verrà montato come /dev. I vantaggi sono la maggior velocità rispetto all’uso di udev ed alla semplificazione della gestione.