U1DB, la soluzione annunciata da Canonical nel corso dell’Ubuntu Developer Summit (USD) di Precise Pangoline in ottobre, è stata rilasciata in forma d’anteprima. In occasione del rilascio Stuart Langridge è intervenuto per chiarire cos’è – e, soprattutto, cosa non è – U1DB. Fugando ogni dubbio sul database utilizzato da Ubuntu One.
O, almeno, ha provato: l’unica conferma di Langridge è che U1DB non è un database e Canonical non intende crearne uno a sé. Ancora, U1DB è utilizzabile con qualunque database… tuttavia, al momento esiste soltanto un’integrazione con SQLite. La confusione su U1DB è stata creata, più che da Canonical, attorno a essa. Specie da Apache.
La contraddizione nella quale sono caduto anch’io è dovuta ai termini: come avevo – in ultima istanza – ipotizzato, Canonical non sostituirà affatto CouchDB. Rimpiazzerà, invece, Desktop CouchDB. Ubuntu One avrà soltanto un nuovo “connettore” per il database, che rimarrà lo stesso. E, cioè, CouchDB con le patch rigettate da Apache.
Continua a leggere: Canonical precisa la natura e le caratteristiche di U1DB al rilascio
Canonical ha aggiornato Ubuntu One, in occasione del Natale imminente, offrendo la possibilità d’ascoltare la propria musica in streaming sul web. L’operazione era già possibile dalle applicazioni per Android e iOS: richiede la sottoscrizione del servizio di Music Streaming a $3,99 al mese o $39,99 all’anno. È gratis per 30 giorni.
L’ascolto avviene dalla dashboard di Ubuntu One con qualunque browser e sistema operativo. L’attivazione del servizio di Music Streaming è abilitata a prescindere dalla sottoscrizione dei servizi per le applicazioni mobile e il periodo di prova non è vincolante sull’eventuale acquisto. L’aspetto della soluzione ricorda Google Music.
Ubuntu One s’arricchisce periodicamente di nuove funzionalità e Canonical lascia intendere che il prossimo anno la crescita del servizio per il cloud computing continuerà. Tuttavia, rispetto ai competitori è una soluzione impegnativa dal punto di vista economico. Dropbox, ad esempio, offre quasi le stesse possibilità gratuitamente.
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Canonical ha rilasciato Ubuntu One for Windows 2.0, il primo rilascio considerato stabile per il client dedicato al sistema operativo di Microsoft. Il numero di versione non è indicativo, perché la 1.0 era ancora sperimentale: le prestazioni dell’aggiornamento si allineano al programma per Linux. È possibile registrarsi con Windows.
Gli sviluppatori hanno sentito il bisogno di giustificarsi per la realizzazione di un client su Windows: a quanto pare, un numero consistente di utenti ha manifestato la necessità di condividere i propri documenti su sistemi operativi diversi da Linux. Ubuntu One è disponibile anche per Android e iOS. All’appello manca giusto OS X.
Ubuntu One «ha deciso di essere multi-piattaforma» al punto da ignorare proprio le altre distribuzioni di Linux. L’installazione del client è subordinata, a eccezione di Ubuntu, alla compilazione dei sorgenti oppure all’utilizzo di pacchetti realizzati da terze parti: è una scelta legittima, essendo un’applicazione legata a Ubuntu?
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Canonical ha annunciato il raggiungimento di un milione di utenti per Ubuntu One, la soluzione cross-platform per il cloud computing. Il traguardo è stato possibile soltanto grazie alla disponibilità di Ubuntu One Files, l’applicazione per gestire i documenti in mobilità con Android. Con l’occasione, cambiano i piani per lo storage.
Gli account gratuiti passano automaticamente da 2Gb a 5Gb di spazio per ospitare i file: Ubuntu One Basic, da oggi, si chiamerà Free. L’acquisto di 20Gb resta, invece, fissato a $2,99 al mese, contro i $3,99 del servizio di streaming per la musica che include la riproduzione offline su Android. Le applicazioni mobili sono gratuite.
Oltre all’aggiornamento dell’offerta commerciale, Ubuntu One ha aperto una piattaforma per gli sviluppatori. Sarà più semplice realizzare programmi per interfacciarsi col servizio di Canonical da sistemi operativi e distribuzioni diversi da Linux e Ubuntu. Esistevano già, ad ogni modo, le soluzioni ufficiali per Windows e Mac OS X.
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Ubuntu One Files è la nuova applicazione di Canonical per portare il cloud computing su Android. Insieme a Ubuntu One Music, è già disponibile gratuitamente per il download dall’Android Market. Per la prima volta si potranno gestire i documenti caricati sullo spazio registrato su Ubuntu One da tutti i dispositivi mobili con Android.
L’applicazione non dovrebbe richiedere la sottoscrizione dell’abbonamento per il piano Ubuntu One Mobile, associato allo streaming di Ubuntu One Music su Android e iOS. Quindi dovrebbe funzionare coi piani gratuiti da 2Gb di spazio. Utilizzo il condizionale perché tentando l’accesso Ubuntu One Files sembra fallire l’autenticazione.
Con Ubuntu One Files si possono caricare, scaricare e rinominare i documenti. L’applicazione è in grado di effettuare automaticamente il backup delle fotografie salvate nelle gallerie di Android. In attesa della disponibilità gratuita di Ubuntu One Contacts, Ubuntu One Files è una soluzione molto vicina al programma per il desktop.
Via | Canonical
Ubuntu One comincerà a distribuire gratuitamente una nuova applicazione per Android e iOS in sostituzione a quella in distribuzione. A partire dal prossimo 31 maggio, i contatti sincronizzati con Ubuntu One Contacts cesseranno di funzionare e con essi il servizio in abbonamento. Da giugno, poi, non sarà più previsto alcun pagamento.
Chi ha già sottoscritto l’abbonamento per le applicazioni mobili su Android e iOS di Ubuntu One sarà risarcito del periodo non fruito. Canonical ha deciso di risolvere in positivo il paradosso di Ubuntu One Contacts: l’applicazione è sempre stata gratuita, il servizio a pagamento. Perciò di fatto installarla gratis non aveva senso.
Dopo la sincronizzazione dei contatti di Facebook il servizio di Ubuntu One cambia nuovamente. Quella delle applicazioni mobili non è l’unica novità: il 31 maggio saranno inutilizzabili le estensioni per Outlook di Windows e Thunderbird. Soltanto Evolution e l’interfaccia web continueranno a sincronizzare i contatti con Ubuntu One.
Via | Canonical
All’indomani del rilascio di Natty Narwhal, Jono Bacon è intervenuto per proporre delle modifiche a Ubuntu One: il servizio di cloud computing offerto da Canonical ha un limite nell’impossibilità di provvedere alla modifica collaborativa dei documenti. Bacon avrebbe una soluzione del tutto simile al comando “Invia a…” di Nautilus.
Ubuntu One è stato aggiornato per includere, oltre a quelli dei provider di posta elettronica, i contatti di Facebook. Però non dispone ancora di un ingresso nel menù contestuale di Nautilus per inviare i file ai contatti da nautilus-sendto. Il mockup consente l’anteprima e la modifica dei file accettati dai contatti di Ubuntu One.
Nelle intenzioni di Bacon, la modifica sarà discussa al prossimo Ubuntu Developer Summit (UDS). Siamo ancora lontani da una piattaforma per l’ufficio alternativa, in stile-Google Docs, tuttavia il progetto di Bacon coinvolgerebbe applicazioni diverse da LibreOffice. Sarebbe un ulteriore valore aggiunto, per Ubuntu One di Canonical.
Via | Jono Bacon
Ieri non è stato soltanto il giorno del rilascio ufficiale di Natty Narwhal: Canonical ha approntato una modifica a Ubuntu One per importare i contatti di Facebook. La funzionalità è gratuita ed è accessibile direttamente dall’interfaccia web del servizio. Non c’è il pericolo che possa inviare dei messaggi “indesiderati” agli amici.
L’importazione da Facebook segue quelle già disponibili dal desktop (in particolare, col client per la posta elettronica di Evolution) e dalle applicazioni mobili su Android e iPhone. Queste ultime sono gratuite, però richiedono una sottoscrizione mensile per essere abilitate. L’opzione di Facebook non ha bisogno di sottoscrizioni.
Ubuntu One può riconoscere automaticamente i contatti duplicati, qualora fossero già presenti nel database, e unirli. Facebook fornisce la miniatura dell’immagine del profilo, oltre a nome e cognome del contatto: laddove accessibili, la data di nascita e il sito web. Più ovviamente l’indirizzo e-mail. Il processo dura cinque minuti.
Via | Canonical
Quando non si occupa del fork di GNOME, Canonical presta una particolare attenzione a Ubuntu One. Il servizio di cloud computing non si limita a Ubuntu: abbiamo già visto come siano stati realizzati dei port ufficiali per Android e iOS. All’appello mancava soltanto Windows e non ci vorrà molto perché il gap con Dropbox sia colmato definitivamente. Ubuntu One per Windows è, infatti, in fase di beta testing su iscrizione.
La differenza tra i due servizi è molto sottile: Dropbox supporta Linux da tempo e Ubuntu One si affretta a coprire tutti i sistemi operativi per cui non è ancora disponibile. Benché non esista un’applicazione per OS X, è comunque possibile accedere allo spazio remoto attraverso servizi di terze parti o, dal web. Senza dimenticare che Canonical propone musica da Ubuntu One, sincronizzata coi principali riproduttori per Linux.
Ci sono soltanto due aspetti per cui Dropbox è ancora preferibile all’offerta di Canonical. Il primo riguarda il programma promozionale, che consente di accumulare spazio aggiuntivo invitando gli amici a sottoscrivere il servizio. Il secondo sarebbe il cloud printing, ma Linux risolve il problema con CUPS. Per provare Ubuntu One su Windows bisogna lasciare la propria e-mail nella richiesta di partecipazione al beta testing.
Via | Ubuntu One
È in continua crescita Ubuntu One, il servizio di online storage ideato da Canonical. Dopo l’arrivo del Music Store e la gratuità (estesa fino al 10 ottobre) dell’applicazione per Android, Canonical ha annunciato Mobile Music Streaming. L’applicazione consente di ascoltare in streaming sul proprio cellulare tutta la musica salvata nel disco remoto di Ubuntu One: non è necessario che sia stata acquistata da Canonical.
Music Streaming è disponibile in versione beta per Android, ma quando sarà completo approderà anche su iOS. La soluzione di Canonical è ancora più appetibile. Ubuntu One ha una capacità iniziale ridotta, tuttavia le funzioni aggiuntive ne giustificano l’aumento (a pagamento).
L’applicazione in sé supporta, al momento, soltanto il formato MP3: una scelta vicina alle esigenze dei consumatori, eppure Canonical avrebbe potuto osare con OGG. Per provare subito Music Streaming su Android occorre richiedere le istruzioni compilando un form in cui indicare l’indirizzo e-mail di Launchpad. Il servizio è in collaborazione con Subsonic.
Via | Canonical
Ubuntu One, il servizio di Canonical per sincronizzare i file tra computer e dispositivi mobili, è gratis per Android fino al 10 ottobre. Per promuovere l’uscita di Maverick Meerkat e le nuove funzionalità per Android, Canonical ha rimosso temporaneamente il limite di 30 giorni all’uso gratuito dell’applicazione. Il limite sarà ripristinato col rilascio di Ubuntu 10.10. Il 10 ottobre, appunto (è quasi un gioco di parole).
Il client per Ubuntu One è open source e free software per Linux, ma l’applicazione per Android è considerata un progetto commerciale di Canonical ed è riservata ai sottoscrittori di un piano di spazio a pagamento. Quello che attiva 50Mb di spazio in rete al costo di $10 al mese, per intenderci. Una scelta impopolare, specie considerando che esisteva già un’applicazione ufficiale gratuita per Dropbox su Android.
L’aggiornamento del client di Ubuntu One per dispositivi mobili (per chi volesse, c’è anche una versione per iOS) aggiunge la sincronizzazione dei contatti. Come avevamo visto, Canonical tratterrà una copia delle rubriche in remoto e ciò non è propriamente il massimo per la privacy. È apprezzabile invece la compatibilità con FroYo e l’aggiunta di nuovi device.
Ubuntu One Beta su Firefox 3.6
Via | Canonical
Roman Yepishev, sviluppatore ucraino di GNOME e Ubuntu, ha cominciato il rilascio di uno script in Python per rendere automatico il processo di pubblicazione dei file da Nautilus a Ubuntu One. Lo script dev’essere associato all’avvio della sessione di GNOME. Tra le funzionalità del codice di Yepishev, il supporto a NotifyOSD e ai plugin di Nautilus. Un’estensione di Ubuntu One da tenere sott’occhio.
Il sorgente è ospitato su Launchpad (via Bazaar) e può essere scaricato col comando bzr branch lp:~rye/+junk/ubuntuone-scripts. Lo script, residente nella $HOME dell’utente, dev’essere aggiunto manualmente ai programmi d’avvio di GNOME. Associata al servizio principale di Ubuntu One, l’estensione di Yepishev caricherà al volo i file sistemati nei percorsi sincronizzati con lo spazio online.
Grazie a NotifyOSD si riceverà una notifica a caricamento avvenuto che indicherà il link al download diretto del file. L’upload automatico può essere disabilitato selettivamente dal plugin di Nautilus. La differenza rispetto al meccanismo tradizionale di sincronizzazione è che lo strumento di Yepishev considera le modifiche ai singoli file e non all’intera cartella in cui risiedono. Dovrebbe garantire più rapidità.
Via | Roman Yepishev