Non si può certo sostenere che gli sviluppatori di Nexenta abbiano fretta di proporre nuovi rilasci: la versione precedente della distribuzione GNU/ON che integra parte degli archivi di Ubuntu risale a più di un anno fa. Peraltro, Nexenta Core Platform 3.0 è ancora basata su Hardy Heron (esattamente come nel maggio del 2009). L’impressione è che la scelta di Oracle nell’abbandono di OpenSolaris sia stata provvidenziale per il futuro di Nexenta, altrimenti obsoleta.
Sì, perché se è vero che la discontinuità negli aggiornamenti di OpenSolaris hanno avuto ripercussioni su tutte le derivate è altrettanto corretto affermare che Nexenta non abbia fatto granché per sopravvivere. Almeno, fino a quando è stato annunciato Illumos. Nexenta era (dopo OpenSolaris, ovviamente) la distribuzione più semplice per approcciare il sistema operativo di Sun Microsystems. L’ultimo rilascio è piuttosto un modo di chiudere rapidamente col passato.
Ubuntu 8.04 LTS è una distribuzione che non riceve più aggiornamenti da tempo e se intendete installare GNOME su Nexenta Core Platform 3.0 dovete farci i conti. È quasi preferibile mantenere un sistema a riga di comando. Scattare degli screenshot dell’installazione ha poco senso, perché l’interfaccia grafica è incompleta… soprattutto a 64-bit. L’ultima ISO di NCP è poi la stessa della terza release candidate. L’augurio è che Illumos possa davvero “illuminare” Nexenta.
Via | Nexenta
Prima di Natale, parlando dell’avvicendamento ai vertici dell’azienda, si era accennato al fatto che Mark Shuttleworth non avrebbe certo abbandonato Canonical, ma si sarebbe occupato di altro — e nello specifico dei rapporti coi partner. Che ve lo foste domandati anche voi oppure no, da qualche ora è evidente di cosa stesse parlando.
È infatti apparso un comunicato ufficiale in cui Canonical – affidandosi alle parole di Steve George – annuncia la disponibilità di IBM Client for Smart Works (ICWS) con il supporto di Ubuntu: si tratta essenzialmente di una versione di Ubuntu Netbook Remix, che dalla prossima release sarà rinominata come Ubuntu Netbook Edition, concepita per l’uso professionale.
Questa particolare versione di Ubuntu contiene la suite per la produttività di IBM (ovvero Lotus Symphony) e può essere interfacciata coi servizi di cloud computing a pagamento offerti da LotusLive: l’immagine in sé – che purtroppo si riferisce ancora alla release di Hardy Heron – è scaricabile e utilizzabile gratuitamente, benché sia disponibile un servizio di supporto a pagamento — che poi costituirebbe la vera novità.