Lo chiamavano il gordo, ma alla fine era quello che faceva sempre gol. No, non è Ronaldo ai tempi del Real Madrid, ma il kernel Linux che lo stesso papà Torvalds ha recentemente definito bloated, gonfio. La redazione di Phoronix.com, magazine specializzato nei test di benchmark, propone infatti una serie di test eseguiti negli ultimi due anni da cui si vede come le performance del kernel non siano in costante miglioramento, come si vorrebbe. Anzi, il nuovo kernel 2.6.33, da poco rilasciato e che prometteva diverse novità, come abbiamo riportato, ne esce con le ossa rotte.
Poco o nulla sembra infatti cambiato, in termini di prestazioni, per quanto riguarda la compressione con 7zip e Lzma fra la versione 2.6.24 e quella 2.6.33 del kernel. Idem per quanto riguarda Apache, che anzi ha accusato un calo di prestazioni da versione a versione per poi posizionarsi sugli stessi livelli di inizio rilevazione, mentre in diversi altri test le prestazioni crescono nelle ultime tre release prima di tornare a livelli decisamente inferiori con la 2.6.33, come per esempio per quanto riguarda l’uso di PostgreSql.
Se le conclusioni dei tester sono più ponderate, le nostre di utenti sono drastiche: Linux è diventato un ciccione. Intel, a dire la verità, l’aveva già anche detto: il kernel ha perso il 12% in termini di prestazioni nelle ultime 10 release. E Torvalds aveva sancito: Tux è diventato un pinguino grasso e lento. “Un signore grasso e lento giunto al viale del tramonto” cantavano Elio e le storie tese in una sigla di Mai dire gol di diversi anni fa. Che proseguiva invitando il protagonista della filastrocca ad appendere le scarpe al chiodo: “Dai ascolto a chi ti vuole bene campione / fallo anche tu / Meglio adesso che sei un mito / da domani sarai un peto”.
Ora, nessuno vuole vedere Linux in panca ma forse occorre davvero riflettere sul tentativo degli sviluppatori del kernel di correre dietro a ogni novità. E il fatto che Ubuntu 10.4 dovrebbe montare il kernel 2.6.32 aggiunge un altro spunto alla riflessione, alla luce dei test di cui abbiamo parlato.
Linus Torvalds ha dichiarato che il lavoro al nuovo kernel 2.6.28 è quasi ultimato. Le novità di questa nuova release sono diverse: in primo luogo, la fase di sviluppo del filesystem Ext4 è stata ultimata, correggendo gli errori del precedente Ext3. Sono state apportate delle modifiche alla gestione della memoria e delle ottimizzazioni all’utilizzo della batteria dei portatili. Inoltre, un miglioramento delle prestazioni della GPU dovrebbe garantirne una maggiore velocità.
Sono anche stati introdotti nuovi driver, quali quello per il touchpad Elantech (presente in molti notebook, tra cui l’EeePC della Asus). Non sono stati aggiunti nuovi driver per le schede wireless, ma sono stati migliorati i driver esistenti, soprattutto quelli per i chip Atheros. Nuovi driver anche per quanto riguarda il sistema Video 4 Linux/DVB, tra cui quello per le webcam con chip Ali M5602. Il driver sonoro alsa è stato aggiornato alla versione 1.0.18.
Queste e molte altre novità hanno richiesto oltre 10 milioni di righe di codice. Torvalds ha affermato che il nuovo kernel dovrebbe essere rilasciato durante le vacanze di Natale.
Via | Heise Online
Di recente, Microsoft ha annunciato l’intenzione di aprire alcune delle sue API agli sviluppatori, in modo da favorire interoperabilità e portabilità fra sistemi Windows ed altri, compresi quelli GNU/Linux.
Red Hat, attraverso il suo vice-presidente Michael Cunningham, ha mostrato un forte scetticismo sulle promesse del colosso di Redmond, sottolineando altresì che Microsoft dovrebbe smettere di far fuori i diretti concorrenti con citazioni ed accuse per presunte violazioni di brevetti e, piuttosto, iniziare a concentrarsi sul supporto ad OpenDocument e a permettere l’utilizzo dei suoi protocolli in applicazioni open source.
Intanto, in una mail, Linus Torvalds ha scritto parole di elogio nei confronti di Microsoft, spesso (specifica il padre del kernel Linux) protagonista di iniziative divertenti, tendenti allo stupido, ma che stavolta ha imboccato la strada giusta.
Via | TuxJournal
Linus Torvalds, attraverso la LKML, ha comunicato il rilascio della prima release candidate del kernel Linux 2.6.25. Le differenze con la versione 2.6.24, uscita verso fine gennaio scorso, consistono in oltre un milione (1.4M) di linee, per un ammontare complessivo di 11MB; le percentuali indicate da Torvalds mostrano come la maggior parte del lavoro abbia interessato driver (44%) ed architettura (38%).
Alcune delle novità riguardano il funzionamento (nativo) del driver grafico Intel per le modalità suspend/resume, svariati cambiamenti ad ACPI e driver IDE e molti clean-up derivati dal merge per x86.
ChangeLog completo e download (2.6.25-rc1) sono disponibili, come sempre, su Linux Kernel Archives.
Via | KernelTrap
La Linux Foundation ha annunciato una serie di podcast in cui Jim Zemlin, direttore esecutivo della fondazione, intende intervistare membri di rilievo del panorama libero / aperto come Ron Hovsepian ( CEO di Novell ), Marten Mickos ( CEO di MySQL AB ) e Mark Shuttleworth ( famoso astronauta miliardario ); il primo intervistato è stato, ovviamente, Mr. Torvalds: la sua chiacchierata è disponibile sul sito della Linux Foundation in formato Ogg, MP3 e testo.
Tenete d’occhio i feed RSS per le prossime uscite!
via | Linux.com
Chiunque avesse sperato di poter mettere le mani sull’ultima versione di Linux durante la vacanze natalizie si rassegni: con la presentazione della quinta release candidate, Torvalds ha annunciato che non ci sarà nessun rilascio finale prima del 25 dicembre; la causa di questo slittamento è dovuto al gran numero di regressioni presenti nell’attuale kernel di sviluppo ed alla mancanza di “elfi” al lavoro per la loro risoluzione.
L’annuncio ufficiale di Linus ( completo di changelog ) è disponibile a questo indirizzo.
via | Phoronix
Il buon Linus si è concesso ad InformationWeek per un’intervista sul futuro della sua amata creatura, delineando quali aree del kernel riceveranno più attenzione nel corso del prossimo anno: virtualizzazione e supporto ai dischi a stato solido sono presenti sulla lista, accompagnati da una migliore gestione delle schede video e di quelle wireless.
Gran parte dell’intervista è comunque incentrata sul rapporto con Microsoft / Windows, dalle differenze tra i processi di sviluppo ( l’open source è più efficiente ) ai punti di forza del pinguino ( flessibilità completa ) passando per i fantomatici brevetti del colosso di Redmond su Linux ( solo FUD ). L’intervista si fa leggere volentieri e, se non temete l’inglese, potete trovarla qui.
Chiunque abbia un minimo di attività su Internet avrà letto almeno una volta i famosi “Chuck Norris Facts“, frasi che descrivono i super poteri in possesso del Texas ranger più famoso della televisione. Ispirandosi ad essi qualcuno ha creato una lista altrettanto divertente di affermazioni, questa volta dedicate al papà di Linux, sua superiorità Linus Torvalds.
Sinceramente ho fatto fatica a trattenere le risate leggendo che “Linus non muore, ritorna semplicemente zero” o che naviga sul web “utilizzando solo netcat”. Fateci sapere la vostra preferita…ma ricordatevi che Linus dorme sempre con un paio di nunchuck a portata di mano! ![]()
[ via NixCraft ]
La presentazione di soluzioni come SMACK e TOMOYO non ha fatto altro che scatenare ulteriori polemiche sul ruolo di LSM e di SELinux. Nonostante la maggior parte degli esperti di sicurezza sia concorde sull’alta qualità di SELinux, molti suoi sostenitori ( tra cui figurano dipendenti di Red Hat ) stanno tentando di “forzare la mano” spingendo verso la sua elezione a standard de facto in Linux ed alla conseguente eliminazione di LSM che, ricordiamolo, consente l’utilizzo di differenti modelli di sicurezza grazie ad un insieme di moduli ( esterni ) ed agganci / hooks ( interni ) a Linux.
Questa idea ha sollevato nuovamente la collera di Linus, che, stufo di polemiche sui modelli di sicurezza da adottare in Linux, ha richiesto, prima di procedere con la rimozione di LSM dal kernel, prove concrete a sostegno dei vantaggi derivanti dall’eliminazione di questo framework. Per il momento, niente di nuovo sul fronte occidentale.
[ via OSNews ]
Nonostante le distribuzioni GNU/Linux acquistino sempre più consensi anche sui sistemi desktop, InfoWorld ci informa che il futuro del pinguino rimarrà legato ai server di fascia alta, a causa della dittatura di Torvalds e della dipartita di Con Kolivas.
Ignorando tutti gli aspetti estremamente tecnici che riguardano gli scheduler di processi, InfoWorld ci spiega come il pinguino sia sempre meno adatto ai desktop, non per colpa del supporto hardware ma per l’assenza dello SD scheduler di Kolivas (!!). La soluzione proposta da InfoWorld? Forkare il kernel e mantenere una versione desktop ed una server, come Microsoft insegna da anni.
Io sono senza parole, lascio a voi lettori ogni commento.
[ via Slashdot ]
Vedremo mai un Linux 3.x? Quale distribuzione utilizza Linus Torvalds? Quali sono le sue considerazioni sull’attuale modello di sviluppo? Come trascorre il tempo libero? A tutte queste domande ( e a molte altre ) ha risposto il papà di Linux sulle pagine di APC Magazine ( sulle quali erano già comparsi Kon Colivas e Mitchell Baker, CEO di Mozilla ).
Per chi non volesse leggere l’articolo, potremmo riassumere così il “verbo” di Torvalds: è altamente improbabile che Linux 3.x veda mai la luce perché il ciclo di sviluppo attuale offre vantaggi agli sviluppatori ( che possono sperimentare ), alle distribuzioni ( che non devono backportare in maniera eccessiva ) e perché il numero di versione è solo una pratica commerciale, che non aggiunge nulla al prodotto finale. Per quanto riguarda il resto, Linus utilizza Fedora, sembra non aver mai provato Debian ed ama trascorre il tempo libero con la famiglia e leggendo ( fantascienza, fantasy, thriller, horror ). Non impazzisce per i videogiochi.
[ via OSNews ]
A distanza di qualche settimana dall’abbandono di tutte le sue attività relative alla programmazione in kernel-space il Dr. Kolivas ha rilasciato una lunga ma interessantissima intervista ad APC Magazine, nella quale affronta non solo le motivazioni che lo hanno portato a questa decisione ma anche questioni più generali sullo sviluppo tecnologico dei PC, sul ruolo di Microsoft e su quello di Linux ( e dei suoi sviluppatori ).
Per chi volesse evitarsi la lettura di tre pagine di fitto inglese riportiamo qui di seguito i punti più salienti dell’intervista…