
Google, dopo l’avvio della conversione di tutti i video di YouTube a WebM (un preludio dell’abbandono di H.264 su Android?), ha annunciato la nascita di una sorta di fondazione per l’interscambio dei brevetti software. WebM Community Cross-License (CCL) parte con diciassette partner, tra cui Mozilla e Opera, con Xiph.org e Matroska.
Di cosa si tratta, nello specifico? WebM CCL è sostanzialmente un “patto” tra i produttori di hardware e software affinché si scambino la possibilità d’accedere gratuitamente alla proprietà intellettuale altrui, mediante la realizzazione di licenze appropriate. Questo, beninteso, non equivale a rendere open source delle tecnologie.
L’importanza di WebM CCL, per quanto possa sembrare paradossale, è proprio in questo aspetto: l’interscambio dei brevetti permette alle aziende di sfruttare le risorse dei partner per realizzare le proprie risorse dedicate a WebM/VP8. Una sorta di consorzio alternativo a MPEG LA, per abbandonare H.264 e diffondere il nuovo formato.
Via | WebM
Nell’ultimo periodo l’accelerazione hardware per le GPU è un tema estremamente dibattuto. Spesso, per quanto riguarda Linux e i sistemi operativi UNIX-like, s’omette di sottolineare che per avvantaggiarsene occorre l’installazione di driver proprietari (nella maggioranza dei casi). Non è un problema legato al software in esecuzione.
Gallium 3D, la “nuova” infrastruttura open source di VMware per la realizzazione dei driver grafici di FreeDesktop, non supporta OpenCL e altre tecnologie protette da DRM. Qualcosa potrebbe cambiare con la GSoC 2011, sia per WebM/VP8, sia per H.264 con VDPAU su nVidia e VA-API su Intel. È più difficile predisporre lo stesso su ATI.
Si parla perciò di decodifica video: Emeric Grange ha risposto all’appello di FreeDesktop per applicarsi su Gallium 3D e H.264. Christian König, che ha portato XvMC su R600g, vorrebbe fare altrettanto con Theora per WebM. Bisogna attendere il prossimo 25 aprile perché sia pubblicata la lista dei progetti approvati per la GSoC 2011.
Via | Phoronix

Due giorni fa Steve Jobs ha pubblicato una lettere con le sue idee riguardanti flash.
Ciò che è più interessante è stata la domanda che gli ha fatto Hugo Roy sulle motivazioni che hanno spinto Apple a scegliere di supportare solamente H.264. Le sue parole in una mail coincisa affermano che tutti i codec video sono brevettati e che un gruppo sta per muoversi contro Theora.
Monty Montgomery di Xiph non si è dimostrato molto impensierito da questa lettera ed ha risposto che le prime “minacce” sono state fatta da Thomson Multimedia circa 10 anni fa.
MPEG-LA brontola da qualche anno ed ha insinuato, senza dirlo troppo chiaramente, che è impossibile realizzare un codec video senza infrangere uno dei loro brevetti. Una velata ammissione di monopolio che in un mondo ideale condurrebbe ad un’indagine su questa storia e su tutto il meccanismo dei brevetti software.
MPEG-LA sarà anche infastidita da Theora perché quando ha deciso di far slittare il pagamento delle royalty per H.264 fino al 2016 dev’essere stato per la scelta fatta da Firefox.
Via | Slashdot

Matthew Gregan ha annunciato di essere riuscito a spostare gran parte del lavoro necessario per la riproduzione di un video codificato con Theora all’interno del DSP Texas Instrument OMAP 3.
Il risultato pratico consente di riprodurre un filmato su Nokia N900 a pieno schermo con un’occupazione del processore principale del 20% e quindi anche aumentare la durata delle batterie. Il carico imputabile al driver Pulse Audio va dal 10% al 15%.
Questo porting potrà essere utilizzato anche dai possessori di schede come la Beagle Board.
Via | Mjg

Nei mesi scorsi abbiamo cercato di approfondire lo stato del supporto video HTML5 e da quale parte sono schierati tutti i giocatori di questa importante partita.
Google, a sorpresa, ha deciso di finanziare lo sviluppo di Theora per Arm (theorarm) da utilizzare nel segmento mobile. Questa mossa a qualcuno potrà sembra poca cosa, ma significa che l’azienda considera il codec sicuro sul fronte dei brevetti.
L’implementazione di Theora può, se sviluppata accuratamente, essere fatta girare senza hardware dedicato come invece è richiesto per altri e più blasonati codec. Vedremo presto Theora per Chrome? Per il momento non ci è dato saperlo, ma il futuro come lo vorrebbero alla Apple, fiera sostenitrice di H.264, è decisamente meno probabile.
Via | Google
Gli azionisti di On2 hanno dato il consenso per far proseguire l’acquisizione da parte di Google.
Possiamo quindi immaginare che nei prossimi mesi VP8 cambierà di mano, ma cosa succederà? Un’ipotesi interessante è la liberazione del codice e l’uso di VP8 come codec video per HTML5, ma purtroppo non basterà.
Bisogna convincere tutti i player ad accettare questo codec e l’unico modo è assicurare che non ci saranno cause per brevetti infranti neanche nei confronti di implementazioni indipendenti.
Continua a leggere: On2, l'acquisizione di Google può continuare ed ora?

Nell’ultimo periodo abbiamo visto alcuni siti importanti come Youtube e Vimeo aprire le porte a HTML5 utilizzando come codec H.264.
Una mossa pericolosa che con la decisione, presa da MPEG-LA, di rimandare il pagamento delle royalty fino al 2016 rappresentano un attacco al web libero come abbiamo avuto modo di discutere spiegando che Theora è l’unica salvezza.
In un web diviso in tre fra browser che puntano su Theora o H.264 ed internet explorer che non supporta nessuno dei due la notizia che è stato effettuato il porting di Theora su Silverlight non può che strappare un sorriso.
Continua a leggere: HTML5 e Theora, la rivicinta grazie a Silverlight

Al momento attuale per quanto riguarda il tag video di HTML5 il web è diviso in due fra i browser che supportano theora e quelli che supportano h.264.
Per cercare di capire meglio le implicazioni delle licenze h.264 sul software libero Trelane ha scritto al consorzio MPEG-LA. Dalla risposta si evince che tutti i software hanno bisogno di una licenza e che gli utenti finali sono passibili di denuncia tanto quanto i distributori o le compagnie.
A questo punto voglio condividere una considerazione di Thom Holwerda:
Usare h.264 per HTML5 è una scelta miope e stupida. Tutti gli sviluppatori web che fanno questa scelta non hanno imparato niente dai precedenti casi come Gif, Flash e Internet Explorer 6.
L’unica alternativa potrebbe essere Vp8 di Google se deciderà di rilasciarlo come open source. Voi, invece, cosa ne pensate?
Via | OsNews
La scorsa estate vi abbiamo presentato la possibilità che Google acquistasse On2 Technologist, l’azienda che ha realizzato i famosi codec VP* da cui è nato il progetto Theora.
In questi giorni l’accordo è arrivato ad una fase definitiva per controvalore di 106,5 milioni di dollari che verranno versati nelle tasche degli azionisti. Dopo le recenti notizie riguardanti il supporto video per HTML5 viene da chiedersi: Google aprirà i sorgenti di VP8 e lo renderà libero?
Attualmente sul web non c’è una definizione univoca su quali codec video dovrebbe essere supportato e questo porta ad una frammentazione del supporto che si traduce in una relativamente scarsa spinta all’innovazione.

Ieri YouTube ha annunciato la possibilità di poter usare il tag <video> HTML5 ed oggi si unisce anche Vimeo che probabilmente non vuole farsi staccare dal portalone di Google.
Purtroppo anche Vimeo utilizza come codec h.264 e richiede, quindi, Chrome o Safari anche se ha il vantaggio di caricarsi in maniera molto veloce e non avere problemi con il buffering del video. Tutti gli utenti che utilizzano firefox sono quindi tagliati fuori.
Ormai è palese che i big del mercato non hanno intenzione di supportare Theora e se tagliano fuori gli utenti di firefox difficile che altro possa fargli cambiare idea. La soluzione per gli utenti di questo browser è spingere per l’introduzione del backend gstreamer per i video html5.
Via | Vimeo

Quante volte avete avuto un problema con flash o vi è crashato il browser per colpa di questo plugin?
Se non volete rinunciare alla possibilità di vedere la maggioranza di video online che ancora sono distribuiti attraverso flash potete usare il servizio offerto da TinyOgg. Un servizio che vi consente di sbarazzarvi di flash senza alcun rimpianto.
Al momento è supportato solo youtube, ma presto verranno integrati anche altri siti. A differenza di altri servizi simili il tutto è realizzato utilizzando software open source come python, django, ffmpeg, urip e watchvideo. I sorgenti del sito sono disponibili sotto licenza Affero GPL.
Via | LinuxCrunch

Ultimamente ha fatto discutere la decisione presa dal W3c di eliminare i riferimenti ai codec da HTML5.
Chris Double ha scritto alcuni brevi tutorial per spiegare come decodificare e come gestire un file in formato ogg con audio vorbis e video theora utilizzando la suite messa a disposizione da Xiph.