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Tutti gli articoli con tag systemd

OpenSUSE 12.1 beta slitta!

pubblicato da Marco Usai


Nella giornata di ieri era attesa la versione beta di OpenSUSE 12.1, che è però slittata probabilmente di due settimane. Il team di sviluppo ha ritenuto che la versione necessitasse di ulteriori rifiniture, prima di esser resa disponibile al grande pubblico; nello specifico gli sviluppatori stanno cercando di migliorare l’integrazione di systemd e questo pare richiedere più tempo del dovuto.

Systemd è il nuovo demone che si occupa dell’avvio dei servizi nei sistemi unix-like, andrà a sostituire il classico sysvinit-system. Il prodotto di Lennart Poettering, dopo esser approdato su Fedora 15 ecco che arriverà a bordo della distro del verde camaleonte. Un grande passo avanti per una sua diffusione.

Separatamente dai problemi di openSUSE 12.1, il maintainer di Tumbleweed, Greg Kroah-Hartman vuole rimuovere systemd dai repository per la versione 11,4. Kroah-Hartman cita interdipendenze su pacchetti che non sono pronte per systemd, e “altre interazioni”, che hanno creato problemi ad alcuni utenti. Questo, dice, dovrebbe consentire agli sviluppatori di dedicare più tempo in modo da poter disporre di una versione stabile per il rilascio della versione 12.1. Nonostante il rinvio della beta, la versione stabile dovrebbe essere rilasciata comunque il giorno 11 Novembre 2011.

Via | openSUSE News

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Red Hat rilascia Fedora 16 Alpha dopo un periodo di procrastinazione

pubblicato da Federico Moretti

Fedora 16 AlphaFedora 16 Alpha è pronta per il download: la disponibilità dell’aggiornamento sperimentale, per la distribuzione della comunità di Red Hat, è “slittata” di una settimana a seguito di un meeting degli sviluppatori. È valsa la pena attendere sette giorni per provare quello che sarà il futuro di Fedora. Il rilascio avverrà in novembre.

La novità più evidente di Jules Verne, nome in codice per Fedora 16, è indubbiamente GRUB2: è il primo aggiornamento di Red Hat a utilizzare la versione di sviluppo del boot loader in fase di sviluppo. È la scelta predefinita soltanto sui sistemi x86, per il momento. L’Hardware Abstraction Layer (HAL) è stato rimosso completamente.

Systemd, invece, era già stato introdotto con Fedora 15. Gli aggiornamenti del desktop prevedono GNOME 3.1 (tuttora in fase sperimentale) e KDE Software Compilation 4.7. La virtualizzazione ha riportato in auge Xen.org con le novità di Linux 3.0: Fedora 16 sarà pronta al cloud computing. Non può mancare una lista dei problemi noti.

Fedora 16 Alpha

Via | Adam Williamson

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Fedora 15 Beta: systemd può montare i network file system al bisogno

pubblicato da Federico Moretti

Fedora 15 BetaFedora 15 Beta, con il passaggio a systemd, ha rimosso il servizio netfs di Upstart dall’init di sistema. Ciò significa che la distribuzione attende il montaggio dei file system remoti presenti in /etc/fstab durante il processo d’avvio: Fedora 14 permette di disabilitare questo servizio e saltare la procedura per un boot più rapido.

Qualora tra le opzioni del file system sia specificato noauto, systemd non proverà a montarlo in avvio: si potrà montare in seguito manualmente. Una caratteristica comune a molti file system, di norma sfruttata per chi usa una partizione di /boot separata (smontata in automatico dopo l’init di sistema). Esiste un’altra possibilità.

Aggiungendo l’opzione comment=systemd.automount a noauto, systemd monterà il file system di rete al primo tentativo di accesso. Automaticamente. Una funzionalità che non “pesa” sui tempi d’avvio del sistema e facilita il montaggio dei file system remoti. Motivo in più perché Ubuntu possa decidere di passare al più presto a systemd.

Via | Adam Williamson

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Canonical non intende sostituire Upstart con systemd su Ubuntu 12.04

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu

Ubuntu 12.04, la prossima distribuzione con Long Term Support (LTS) di Canonical, non effettuerà il passaggio a systemd. È la sentenza degli sviluppatori, preoccupati dal «poco tempo a disposizione»: undici mesi non sarebbero sufficienti per garantire una stabilità da LTS. L’abbandono di Upstart può attendere, un anno e mezzo circa.

Non esistono obblighi che vincolino Canonical a implementare systemd, la nuova soluzione per l’init di sistema sviluppata da Lennart Poettering di Red Hat. Tuttavia, Fedora 15 Beta ha già effettuato lo switch e con la defezione di Scott Remnant approdato a Google ci si sarebbe aspettati un qualche cambiamento già da Oneiric Ocelot.

Eppure dallo scambio di e-mail sulla mailing list di Ubuntu emerge un altro aspetto: a prescindere dal tempo a disposizione per pubblicare Ubuntu 12.04 LTS, Canonical dubita della superiorità di systemd rispetto ad Upstart. È la stessa posizione assunta da Google, che per Chromium OS ha preferito ingaggiare Remnant. Chi ha ragione?

Via | Phoronix

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È stata rilasciata Fedora 15 Beta: non è ancora il momento di GNOME3

pubblicato da Federico Moretti

I Am GNOMEIeri è stata rilasciata Fedora 15 Beta: è l’anteprima di quella che probabilmente sarà la prima grande distribuzione a implementare GNOME 3/Shell. A dispetto del LiveCD, infatti, openSUSE 11.4 richiede dei repository aggiuntivi per aggiornarsi alla major release di GNOME. Ciò nonostante la beta di Fedora 15 non offre GNOME3 stabile.

A causa del feature freeze, come ricorda Adam Williamson, quello attualmente fornito con Fedora 15 Beta è soltanto un “ibrido” tra GNOME 2.95 e GNOME 3.0. Proprio oggi il team di Fedora effettuerà il test day di GNOME3 e al più tardi da domani sarà disponibile l’aggiornamento, per quanti avranno già installato la beta di Fedora 15.

Ad ogni modo, GNOME 3/Shell non è l’unico motivo per cui dare una chance a Fedora 15 Beta: l’aggiornamento sancisce il passaggio definitivo a systemd (preferito ad Upstart) ed entro il rilascio finale sarà completata la transizione a GCC 4.6. Gli altri desktop installabili sono KDE 4.6, Xfce 4.8 ed LXDE attraverso la Spin dedicata.

Via | Adam Williamson

Systemd, come funziona e capirlo

pubblicato da Lpt on fire!


Systemd è un sistema, scritto da Lennart Poettering, che si occuperà dell’avvio dei servizi nei sistemi unix-like. La filosofia è far partire tutti i servizi contemporaneamente e solo quando sono realmente necessari.

Essendo uno stravolgimento dell’architettura usuale per comprendere meglio come funziona e come interagire con esso, Lennart ha scritto una serie di guide che ci illustrano il funzionamento e le caratteristiche di Systemd.

Si parte con la verifica della fase di boot, come controllare a chi appartengono i vari processi, come convertire uno script SysV in un service file SystemD, come fermare i servizi (ed i livelli di “off” disponibili), come gestire un chroot e, infine, controllare quanto tempo è stato necessario per avviare i vari demoni.

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Systemd, lo stato attuale

pubblicato da Lpt on fire!


Negli ultimi mesi si è parlato di systemd e delle distro che lo supportano o lo supporteranno in futuro, ma qual è il suo stato attuale?

La parte logica di controllo che gestisce lo shutdown smontando tutti i filesystem ed uccidendo i processi rimanenti è stata riscritta in C con vantaggi dal punto di vista dell’esecuzione e della pulizia del codice. Systemd ora include un’implementazione minimalistica del readahead sfruttando fanotify(), fadvise() e mincore() che può incrementare la velocità di boot in computer meno recenti.

Tutti i servizi, utenti e sessioni utente vengono create in un cgroup appropriato per aiutare lo scheduler della cpu a minimizzare la latenza. È possibile caricare regole di SELinux o attivare partizioni criptate LUKS/dm-crypt utilizzando /etc/crypttab. Questa funzionalità è stata introdotto utilizzando un’interfaccia che consente a systemd di comunicare con processi esterni ed utilizzarli quasi come plugin.

Continua a leggere: Systemd, lo stato attuale

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Systemd, ripensare initd

pubblicato da Lpt on fire!


Lennart Poettering ha scritto un interessantissimo articolo in cui cerca di proporre una sua idea di come si potrebbe riscrivere il sistema di avvio dei sistemi unix like.

Passi fondamentali della sua filosofia sono far partire meno servizi (cioè solo quando sono realmente necessari) e farli partire tutti contemporaneamente. Per provare le sue idee ha implementato queste caratteristiche all’interno di systemd.

Al momento Systemd è già utilizzabile anche se si tratta di un progetto molto delicato e che non è stato testato in tantissimi ambienti. Scott James Remnant, maintainer del progetto Upstart, si è detto interessato ed ha anche apprezzato il significato del nome scelto dal progetto.

Vedremo cosa ci porterà il futuro, ma siamo molto contenti di vedere una nuova idea arrivare sulla piazza con concretezza.

Via | OsNews

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