Java 7 è stata finalmente rilasciata: si tratta di una release da “record” per diversi motivi. Il più importante riguarda senza dubbio il fatto che la piattaforma, per la prima volta, si basa sul codice fornito da OpenJDK. È il progetto open source per la distribuzione di Java, adottato soprattutto da Linux e di recente da Mac OS X.
L’altro primato si deve al fatto che Java 7 è pure la prima major release da quando Sun Microsystems è stata acquisita da Oracle. Gli altri record riguardano i numeri: la piattaforma risolve 9494, introduce 1966 miglioramenti, include 9018 update e ha avuto 147 build. Larga parte di questi aggiornamenti si devono proprio a OpenJDK.
Mark Reinhold, nonostante la defezione di Apache dal Java Community Process, sostiene che l’impegno di Oracle per coinvolgere la comunità open source nello sviluppo di JDK 7 sia un grande successo. Ormai lo sguardo è a Java 8, un rilascio (atteso per la fine del 2012) almeno altrettanto entusiasmante per i progetti Lambda e Jigsaw.
Via | The H Online
Google, accusata da Oracle di plagio su Java, non soltanto risulterà probabilmente innocente: ha fatto un “colpaccio” assumendo James Gosling, il creatore del linguaggio per la defunta Sun Microsystems. Ad annunciarlo è stato ieri lo stesso Gosling, specificando di non sapere quale sarà il suo ruolo in Google e farà un po’ di tutto.
Non stupisce il fatto che Gosling abbia soltanto un’idea di massima del proprio lavoro a Google: l’assunzione, a prescindere dalle indubbie doti di Gosling, appare piuttosto come una strategia di marketing. Gosling aveva rifiutato il passaggio a Oracle: l’ingresso in Google è un chiaro messaggio per gli sviluppatori del linguaggio.
Nell’ultimo anno, Gosling ha rifiutato una serie di offerte illustri. L’accettazione del contratto di Google suona come un riconoscimento dell’impegno della società a proseguire il percorso di Sun Microsystems su Java, benché i brevetti e il marchio siano in possesso di Oracle. Per Google è un’assicurazione (sul futuro di Android).
Immagine | Richard Masoner
Oracle non ha avuto molto tempo per “festeggiare” gli esaltanti risultati sul piano economico: forse, proprio a causa degli introiti da record della multinazionale, qualcuno ha pensato di perpetrare un attacco al sito (ex-Sun Microsystems) MySQL.com… con una SQL injection. Violato pure il sito Sun.com, anch’esso gestito da Oracle.
L’attacco è stato rivendicato da due hacker che utilizzano gli pseudonimi TinKode e Ne0h su Slacker.ro: tra i mirror di MySQL, oltre a quelli francese e tedesco, sono stati violati quelli italiano e giapponese. La lista completa degli username e delle password carpiti è stata pubblicata su Pastebin.com. Meglio cambiare credenziali.
L’amministratore del CMS per il sito ha una password di quattro cifre! Non è chiaro se l’attacco fosse mirato a mettere in dubbio la sicurezza di MySQL, proprio a seguito dell’analisi di Bloomberg, tuttavia la scelta di violare i server di Oracle in una data così vicina al report trimestrale del titolo non può essere stata casuale.
Via | Sophos

L’ultimo trimestre del 2010 è stato da record per Oracle: la società è cresciuta, incrementando gli scambi del 37% e raggiungendo $8.76 miliardi di capitale. Il titolo supera le previsioni anche nel primo trimestre del 2011. L’acquisizione di Sun Microsystems non ha inciso negativamente sul business di Oracle com’era stato predetto.
Il punto non è tanto il guadagno di Oracle, quanto il ruolo dell’open source col cloud computing: benché molte aziende dimostrino la propria insofferenza nei riguardi dei database proposti da Oracle, i NoSQL non sono destinati a sostituirli sul breve periodo. Un trend comunque positivo è l’adozione di soluzioni “ibride”, SQL/NoSQL.
Ironia della sorte, l’analisi di Bloomberg è stata pubblicata in corrispondenza del NoSQL Day 2001 organizzato venerdì a Brescia. Un’alternativa al “monopolio” di fatto raggiunto da Oracle sui database potrebbe derivare dai fork di MySQL: Drizzle, MariaDB, SkySQL, ecc. non sono stati considerati, tuttavia continuano ad aggiornarsi.
Via | ReadWriteWeb
C’è qualcosa d’infantile nell’atteggiamento di Oracle verso Illumos, il fork che continua idealmente lo sviluppo di OpenSolaris: ieri gli interventi degli sviluppatori di Illumos sono stati rimossi da Planet OpenSolaris, sul quale restano esclusivamente quelli dei dipendenti di Oracle, apparsi sul dominio che fu di Sun Microsystems.
Ad accorgersene è stato Garret D’Amore, sviluppatore e intestatario del trademark di Illumos. Per verificare la propria tesi, D’Amore ha provato a pubblicare un intervento: fino a qualche tempo fa il blog era aggregato a Planet OpenSolaris. Inutile sottolineare che né il suo ultimo articolo, né gli altri sono più presenti sul sito.
D’Amore non è stato il primo ad avvertire qualche differenza rispetto al passato: Dan Mick e Darren Reed se ne sono accorti con qualche giorno d’anticipo. Però, essendo dipendenti di Oracle, i loro interventi sono comunque apparsi su Planet OpenSolaris. Strano che Oracle non abbia chiuso tutto il sito dall’abbandono di OpenSolaris.
Via | Garret D’Amore
La “scaramuccia” tra Google e Oracle su Java è fatta anche di reciproche scorrettezze. Da quando Oracle ha denunciato la violazione di alcuni brevetti relativi a Java su Android, la situazione sta letteralmente degenerando. L’ultima parola è quella di Google sul JavaOne 2010.
L’edizione 2010 sarà la prima interamente controllata da Oracle e, dal momento che quest’ultima ha minacciato un’azione legale su Android, Google ha deciso di ritirare i propri speaker dall’evento. Una mossa più che comprensibile, ma che non fa certo onore a Mountain View.
Il JavaOne 2010 è la manifestazione principale degli sviluppatori di Java. Tuttavia, non è presenziando che si dimostra il proprio impegno. A grandi linee è questa la posizione di Google, che non intende abbandonare il linguaggio, né tanto meno gettare la spugna su Android. È comunque un peccato che si sia dovuti arrivare a questo punto.
Via | Google Code
Per una distribuzione che procrastina Btrfs c’è un’azienda che si appresta a distribuire ZFS per Linux. L’avevamo anticipato all’inizio dell’estate: Brian Behlendorf di LLNL sta lavorando su ZFS per aggirare quei limiti della licenza CDDL di Sun Microsystems che finora hanno impedito il porting del filesystem. Non ci è voluto molto perché arrivasse a un risultato concreto. Il modulo andrà compilato a sé.
Sussistono, infatti, due problemi alla definitiva integrazione: come sottolineato in occasione dell’annuncio di giugno, a causa delle incompatibilità di licenza il modulo di LLNL non potrà essere implementato direttamente nel kernel. Un altro aspetto (che ZFS condivide con Btrfs) riguarda la creazione di applicazioni compatibili. Senza un programma come Time Slider il filesystem ha poco senso.
C’è poi un terzo problema che non si può sottovalutare. Sia Btrfs, sia ZFS sono attualmente nelle mani di Oracle. Ciò riguarda un elevato numero di progetti open source, ma nella circostanza diventa un aspetto primario. Escludendo LVM2 (con caratteristiche totalmente differenti) i progetti più interessanti per gli snapshot dei dischi sono entrambi nelle mani di una sola azienda. Finché li vorrà mantenere.
Via | Phoronix
Che sia un folle o, un visionario… Daniel Eran Dilger è sicuramente bene informato. La seconda metà di agosto si è aperta con l’inaspettata uscita di Oracle, che ha imputato a Google la violazione di sette brevetti relativi a Java su Android. Pochi giorni dopo Il giorno prima Eben Moglen aveva esposto al LinuxCon 2010 una tesi antagonista sulle strategie per sconfiggere il pericolo delle software patent. Sull’intera questione l’idea di Dilger si spinge anche oltre quella di Moglen: la sconfitta di Google in un ipotetico processo intentato da Oracle potrebbe essere addirittura positiva. Un’opinione come minimo bizzarra.
Mentre Oracle è riuscita nella riabilitazione di Google proprio grazie all’attacco ad Android e gli sviluppatori open source la stanno abbandonando per progetti alternativi, Dilger riesce a vedere qualcosa di buono nella politica di Larry Ellison. Del resto, per avvalorare la sua tesi, Dilger difende Apple nei confronti di Adobe: è come sostenere che in un incidente rimediare una paralisi definitiva sia sempre meglio che morire. Opinabile e per nulla confortante (mi scuso per il paragone piuttosto forte). Ricorda un po’ la questione di SCO e Novell, in cui la vittoria di quest’ultima non è un successo.
Insomma, Dilger pensa che Android debba entrare in crisi perché Linux possa emergere. Non soltanto, perché dovrebbe essere Oracle a renderlo possibile. Eppure, nella follia generale della tesi di Dilger c’è un aspetto interessante e per certi versi innovativo: a differenza degli innumerevoli processi sul tema quello contro Google potrebbe porre fine al pericolo dei brevetti software. È un’idea utopistica, vaneggiante e pericolosa che rischia di far emergere un nuovo “caso” SCO. Ma, se avesse successo, porrebbe fine una volta per tutte ai processi su proprietà intellettuale, diritti e patenti.
Via | RoughlyDrafted Magazine
L’ultimo meeting della Government Board di OpenSolaris ha stabilito un termine entro il quale l’istituzione si “suiciderà”, qualora non ricevesse risposte da Oracle. Il fallimento continuo nel rilascio delle versioni del sistema da quando Sun Microsystems è stata acquisita da Oracle ha convinto i responsabili di OpenSolaris a redigere un ultimatum. L’azienda ha a disposizione un mese per decidere le sorti dell’OS.
Quella degli amministratori di OpenSolaris è una scelta sofferta, coraggiosa e responsabile. Purtroppo, non si conoscono le intenzioni dei membri della Government Board in caso di esito negativo. È certo che l’organigramma si scioglierà autonomamente, ma non sono trapelate indiscrezioni circa un eventuale fork di OpenSolaris (forse l’unica soluzione per tenerlo in vita). L’ultima parola spetta comunque a Oracle.
In questi mesi ci siamo occupati spesso di OpenSolaris. Le novità dal fronte sono state molto contraddittorie e la sola certezza riguarda l’indifferenza pressoché totale di Oracle nei suoi confronti. L’epilogo più probabile è la chiusura definitiva del progetto, che faticherà a trovare maintainer esterni a causa della reticenza di Sun nel rendere OpenSolaris realmente libero. Un errore che pagherà la community.
Via | Phoronix
Dopo la pessima notizia che riguardava l’esclusione dell’Italia dalle tappe del tour mondiale dell’Android Developer Lab, a meno di 24 ore ne arriva un’altra che riguarda tutt’altro eppure potrebbe rincuorare più di qualcuno: nel mese di febbraio – e nello specifico mercoledì 10 – si terrà un seminario ospitato da Sun su MySQL e Java.
L’evento è totalmente gratuito ed è perciò richiesta una registrazione attraverso il sito di MySQL (sul quale è necessario avere un account, anche registrabile contestualmente alla richiesta di partecipazione): i posti sono limitati… per cui è bene affrettarsi, se interessati.
Data la natura del seminario – che tratterà di MySQL clustering in abbinamento all’integrazione del linguaggio Java – nonché l’orario in cui si tiene (tra le 10 e le 13 di un giorno lavorativo) è evidente che si tratti, usando le parole di Sun, di una “colazione” rivolta ai professionisti. Non è stata ancora pubblicata una location più specifica della città di Milano.
Dopo la notizia shock arrivata ieri dell’acquisizione di Sun da parte di Oracle, quest’ultima ha deciso di pubblicare un documento in cui cerca di rispondere ai molti interrogativi suscitati.
Uno dei punti è dedicato a MySQL e l’azienda afferma che andrà a inserirsi nella gamma di database insieme ad Oracle 11g, TimesTen, BerkeleyDb ed il motore transazionale InnoDB.
Nel documento vengono confermati i contratti già stipulati da Sun e proseguirà anche l’assistenza a tutti i clienti. La sezione hardware verrà potenziata per la produzione di soluzioni che consentano di migliorare le prestazioni dei software.
Via | Oracle
Nel pomeriggio è arrivata la notizia che Oracle ha comprato Sun Microsystems per 7,4 miliardi di dollari.
Un’acquisizione a sorpresa questa, dopo voci che la davano Sun nelle mani di Ibm. Sun oltre a Solaris e Java è anche proprietaria di famosi software come MySQL e VirtualBox.
Quali possano essere i prossimi sviluppi non possiamo ancora saperlo, ma Larry Ellison afferma che disporre di Java e Solaris porterà futuri vantaggi per i clienti. Ovviamente si riferisce ai clienti Oracle che avranno un sistema completamente integrato per le loro esigenze.