
Webmasterpro ha pubblicato uno studio che ha analizzato il numero di installazioni dei vari pacchetti office per gli utenti tedeschi.
Dai risultati è emerso che OpenOffice ha raggiunto il 21% dell’intera utenza. Per calcolare questi valorei non sono stati utilizzati i dati di vendita o banali questionari online per i problemi di questi approcci. Invece, i dati sono stati calcolati rilevando i tipi di font installati nei computer durante la navigazione.
Poiché ogni suite office installa tipi di caratteri differenti è possibile sapere cosa è installato sul computer. Una tecnica simile a quella usata da Panopticlick, ma che ovviamente non è in grado di considerare gli utenti di suite online come Google Docs.
Questo 21,5% rappresenta una buona notizia soprattutto se confrontato con il valore dello scorso anno che mostra un incremento di ben 3 punti percentuali.
Via | QuantenBlog

Google ha recentemente aggiornato le statistiche sulle percentuali d’uso delle varie codifiche caratteri nei siti web indicizzati.
Con il precedente aggiornamento, 18 mesi fa, avevamo assistito all’arrivo sul podio più alto per Unicode, mentre oggi assistiamo alla sua scalata inarrestabile verso il 50%.
Il problema per molti dei più comuni sistemi di codifica è l’impossibilità di rappresentare caratteri che provengono da culture differenti, mentre unicode consente di scrivere un documento in quasi tutte le lingue (comprese quelle morte) del mondo con i suoi oltre 100 mila caratteri.

Secondo Net Applications Market Share nel mese di dicembre il numero di utenti che utilizzano Chrome, il browser di Google, avrebbe superato quello degli utilizzatori di Safari.
Anche se le rilevazioni tengono in considerazione solo 40 mila siti, si tratta di una percentuale molto alta per un browser che è stato lanciato solo 18 mesi fa. Il sorpasso potrebbe essere dovuto anche al recente rilascio della beta di Chrome per Linux e Mac Os X.
Da notare anche l’aumento di utenti che navigano dal telefonino con una percentuale che sale dal 1,19% al 1,42%. Anche qui a trainare sono gli smart phone dotati di Android (+55%), seguiti da Blackberry (+22%), iPhone (+20%) e per concludere Symbian (+19%).
Via | OsNews

Da una ricerca condotta da Abi Research sembra che Linux detenga, in realtà, il 32% del mercato mondiale dei netbook.
Una voce controtendenza rispetto a quelle che volevano i portatili con il pinguino sempre meno venduti. Il rimanente 68% userebbe windows, ma la microsoft ha rivisto le sue statistiche sul numero di netbook con linux scendendo dal 96% al 93%. In pratica confermano la crescita di Linux, ma non i numeri di quest’ultimo. Nulla di cui stupirsi.
La ricerca rivela che entro il 2013 il numero di netbook con linux dovrebbe superare il 50% grazie agli stati in via di sviluppo che sono meno legati al marchio windows.

Black Duck ha analizzato più di 200000 progetti open source per estrarre le statistiche dei linguaggi di programmazione più utilizzati.
come ci si poteva aspettare in cima rimane saldamente il C, con quasi la metà dei progetti, a seguire C++, 14%, e Java, 10%. Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente, come potete vedere in copertina, si notano le differenze.
A perdere maggior terreno sono i progetti che utilizzano la shell, mentre sono in grande ripresa quelli che utilizzano javascript, SQL e PHP.
Via | Black Duck
Secondo una stima apparsa sul sito HitsLink Market Share, Linux avrebbe raggiunto quota 1% del mercato desktop, posizionandosi al terzo posto dietro a Windows (80%) e Mac (10%).
Si tratta certamente di una statistica parziale, ma è comunque significativo che si registri per la prima volta il superamento della soglia dell’1%, con un incremento nell’ultimo mese dello 0,12%.
Possiamo inoltre interpretare i numeri come il segno di un trend positivo, chiaramente visibile soprattutto dall’attenzione verso il pinguino mostrata dalle principali case produttrici di personal computer, tra cui Dell o HP, che proprio qualche giorno fa ha lanciato una nuova linea di notebook con Suse 11.