È questa l’idea di Eben Moglen, professore di legge alla Columbia University e fondatore del Software Freedom Law Center. La “brutalità” del messaggio nasconde un’analisi decisamente più approfondita e a tratti condivisibile. Con un intervento al LinuxCon 2010, Moglen ha esposto la sua tesi circa la necessità di combattere il sistema dei brevetti software utilizzandolo per tutelare l’open source.
Il discorso di Moglen è stato ripreso in dettaglio da Ryan Paul per Ars Technica. Ciò che di primo acchito può sembrare un paradosso inaccettabile si rivela in realtà un’arma piuttosto efficace. A sostegno delle sue argomentazioni, Moglen ha citato l’Open Invention Network (che ha liberato dei brevetti acquistati da Microsoft) e sottolineato la pericolosità della sentenza per il caso Bilski vs. Kappos.
I pericoli di una strategia simile sono evidenti: basti pensare alla sorte di OpenSolaris con Oracle. Se le aziende attualmente impegnate in progetti open source dovessero investire nell’acquisto e nella registrazione di brevetti, la libertà sarebbe compromessa. Perché le imprese risulterebbero proprietarie di quelle tecnologie che dovrebbero opporsi ai monopoli. È il caso di studiare delle alternative.
Foto | Han Soete
La Licenza GPL in tutte le sue varianti è molto particolare e può capitare facilmente di trovare codice che viene sfruttato in maniera non conforme alla licenza.
Queste violazioni spesso vengono seguite da una gogna telematica nei confronti dell’azienda rea. Brad M. Kuhn del Software Freedom Law Center (SFLC) ha affermato che da agosto sta trovando ogni giorno una nuova violazione alla gpl e che potrebbe andare avanti con questo ritmo per almeno due anni.
Dati che possono fare capire quali possano essere le stime, per difetto, del problema. Per cercare di migliorare la situazione Brad ha scritto un lungo articolo in cui spiega come denunciare al meglio queste violazioni.
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Lo scontro e successivo accordo su alcuni brevetti fra TomTom e Microsoft ha creato un grosso tumulto nella comunità del software libero.
Bradley Kuhn della Software Freedom Law Center, SFLC, a causa del recente accordo fra le due sopracitate aziende, raccomanda a tutti i progetti che utilizzano ancora la GPL versione 2 di passare al più presto alla GPL versione 3 per avere una migliore protezione nei confronti dei brevetti.
La confidenzialità dell’accordo impedisce di valutare se la sezione 7 della GPLv2 è stata rispettata. Nella GPLv2 è possibile che, in seguito ad accordi, solo due parti ed i relativi clienti abbiano accesso alla licenza del brevetto, come potrebbe manifestarsi nel caso in questione.
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