EMeSeNe, la popolare alternativa open source a Windows Live Messenger, ha in progetto d’estendersi maggiormente sui social network. Andrea Stagi ha pubblicato un resoconto del proprio lavoro, illustrando le opportunità di EMeSeNe nel dialogo con le Application Programming Interface (API) di piattaforme come Facebook oppure Google+.
In particolare, Stagi è al lavoro sul recupero dei messaggi privati di Facebook con EMeSeNe: l’applicazione permette già d’utilizzare la chat del social network o GTalk grazie al plugin per il protocollo XMPP. Le novità riguardano altri aspetti della comunicazione, dall’invio di posta elettronica all’impostazione delle foto–profilo.
Quanto ha realizzato Stagi con Facebook può essere predisposto anche per Google+ o altri social network. Non si tratta di creare delle estensioni, bensì di ristrutturare EMeSeNe in una nuova direzione: gli sviluppatori interessati a collaborare sul progetto in Python sono i benvenuti. Diventerà un’applicazione più simile a Gwibber?
Via | EMeSeNe
Work for Pie è un social network dedicato ai programmatori che vogliono mettersi in mostra per essere assunti. È un ibrido fra Klout, la piattaforma che misura il livello d’influenza sul web, e LinkedIn, il portale per le assunzioni. Gli avvisi e gli aggiornamenti proposti da Work for Pie sono ridotti al minimo per evitare lo SPAM.
Il portfolio redatto da Work for Pie somma il recupero dei commit effettuati su GitHub e Bitbucket all’attività su Stack Overflow. Il curriculum vitæ può essere completato dalle informazioni fornite al profilo di LinkedIn, qualora fosse stato connesso a Work for Pie, e gli utenti ricevono un punteggio basato sulle operazioni svolte.
Il social network è stato appena completato e, di conseguenza, alcune popolari piattaforme per l’hosting dei progetti open source potrebbero ancora risultare assenti. Work for Pie è uno strumento interessante per condividere le proprie esperienze di programmazione e, magari, ottenere un giusto riconoscimento nell’ambito lavorativo.
Via | The Next Web

Ford e Bug Labs hanno realizzato una piattaforma open source per stimolare i costruttori di auto ad ampliare l’informatica nella creatività automobilistica e offrire maggiori servizi ai propri clienti. La piattaforma di sviluppo e ricerca OpenXC è stata presentata al TechCrunch Disrupt 2011 a San Francisco da Venkatesh Prasad della Ford Research e da Pete Semmelhack capo esecutivo di Bug Labs.
Questo progetto è stato sviluppato in sei settimane e vuole «…creare un’esperienza personalizzata di guida…», come afferma Pete Semmelhack, tramite la realizzazione di un sistema basato su hardware, software e cloud services open source per una nuova concezione di interazione tra auto, persona e ambiente circostante.
OpenXC in-car ha una schermata connessa a internet che da l’opportunità di individuare amici e aziende come un social network tramite il servizio cloud Bugswarm. Tipo Google Maps localizza le automobili che hanno lo stesso dispositivo e i beni di servizio di nostro interesse determinando su una mappa il luogo e la distanza. Ma non solo, questo dispositivo ha la possibilità di diagnosticare l’auto determinando, per esempio, quanto carburante c’è nella vettura, e se necessario, segnalare il distributore più vicino.
È stata realizzata una sandbox per dare a Ford Research e singoli sviluppatori la possibilità di lavorare per lo sviluppo di idee, concetti e teorie per testare e condividere i progetti e la realizzazione di un App Stores. La Bug Labs realizzerà per la fine dell’anno un tool kit per lo sviluppo della piattaforma.
Via | Bug Labs - Venture Beat
LinkedIn, il social network dedicato alla condivisione d’esperienze e titoli professionali, ha integrato l’attività svolta su GitHub tra le competenze segnalabili sui profili. La scelta, tra gli hosting riservati allo sviluppo con Git, è ricaduta su GitHub perché ospita più di 1,8 milioni di progetti con oltre 600.000 utenti attivi.
L’integrazione di GitHub per LinkedIn avviene in forma d’applicazione: una volta aggiunta, questa chiede di autorizzare l’accesso alle informazioni del profilo su GitHub. L’associazione degli account permette di controllare quali sono i progetti in corso nella propria rete di contatti e di mostrare i progressi realizzati su GitHub.
La sincronizzazione degli eventi di GitHub su LinkedIn è speculare: scegliendo di seguire un progetto rintracciato da LinkedIn, il “watch” sarà salvato anche sul profilo di GitHub. Lo stesso vale per i contatti appartenenti alla propria rete o ai gruppi cui si è iscritti su LinkedIn. È un’opportunità per mostrare il proprio lavoro.
Via | GitHub
Gli studenti dell’università scozzese di St. Andrews stanno lavorando a un social network basato sulla tecnologia P2P. PeerBook non è ancora disponibile pubblicamente, nonostante gli sviluppatori sostengano che sia già entrato in una fase avanzata dello sviluppo. Rispetto ad altri progetti la novità di PeerBook è nella struttura priva di server cui appoggiarsi per la trasmissione dei dati personali.
PeerBook sfrutta Chord per la costruzione del network attraverso il quale distribuire le informazioni. Gli utenti dovranno scaricare un’applicazione, molto probabilmente in Java, con cui collegarsi alla rete e condividere messaggi privati, fotografie ed eventi. I contenuti sono crittografati tanto per chi invia, quanto per chi riceve con un sistema ibrido per garantire la sicurezza delle trasmissioni.
L’idea alla base di PeerBook non è del tutto nuova e in qualche modo è già stata utilizzata da Osiris, una specie di CMS peer-to-peer. Gli sviluppatori di PeerBook sono convinti che il futuro dei social network sia nel P2P e si augurano che anche Diaspora usi la stessa tecnologia perché le reti un domani possano interagire. La soluzione sarebbe un protocollo aperto cui tutti i progetti confluiscano.
Foto | Wikipedia
Non è certo per rispondere alla nuova community di MSDN che Red Hat ha inaugurato in questi ultimi giorni OpenSource.com — un portale destinato alle conversazioni sull’open source a 360°: al contrario, la concomitanza delle presentazioni appare del tutto fortuita. Diversi sono pure i motivi alla base dell’apertura dei due siti: quello di Red Hat non riguarda specificatamente un’applicazione.
In primo luogo OpenSource.com è completamente “aperto” anche nella tecnologia alle sue spalle: ospitato dalla nota piattaforma EC 2 di Amazon si appoggia su Acquia Drupal ed è installato su un web server Apache con database MySQL e ovviamente sistema operativo Red Hat Enterprise Linux. Sono gli stessi amministratori a sottolinearlo, nel caso qualcuno avesse dei dubbi.
Secondariamente l’apertura è nell’estrema duttilità della sua natura: ciò che sarà di OpenSource.com dipende principalmente dall’utilizzo che intenderanno farne i suoi utenti. Red Hat ha messo la piattaforma a disposizione dell’intera comunità, cominciando a stimolare il dibattito con alcuni interventi — ma a determinarne il successo saranno i suoi membri, chiamati a esprimersi su cosa/come debba diventare lo stesso portale.

A quattro mesi dal rilascio delle versione 1.2 è arrivata la tanto attesa major release di Flock, il browser sociale basato su Firefox. La novità principale di questa nuova incarnazione è sicuramente il passaggio al codice di Firefox 3: grazie a Gecko 1.9 ed alle attenzioni dedicate dagli ingegneri di Mozilla ai consumi di memoria del panda rosso, Flock 2 risulta quindi essere più performante rispetto la precedente versione.
Se fate un uso intensivo di social network o se il blogging è la vostra passione, Flock vi mette a disposizione una serie di strumenti a cui non riuscirete più a rinunciare. La People Sidebar, per esempio, vi mostrerà le informazioni sulle attività dei vostri contatti, indipendentemente dal fatto che essi siano registrati su Twitter, Facebook e YouTube. Flock 2 aggiunge inoltre il supporto a MySpace.
Oltre alla People Sidebar, Flock include anche una homepage personalizzata (chiamata MyWorld) che integra feed RSS, attività dei social network ed altro, un editor per le piattaforme più popolari di blogging e Media Bar: quest’ultima agregga foto e video provenienti da Flickr, Digg, Revver, YouTube e Photobucket in un riquadro posto nella parte superiore del browser e permette di trascinarli direttamente all’interno del blog editor o della Web Clipboard (una versione potenziata e personalizzata dagli appunti di sistema).
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Nonostante i suoi blackout, i problemi di scalabilità e le altre problematiche che lo affliggono, Twitter rimane il servizio di micro-blogging più utilizzato. Le alternative però non mancano ed Identi.ca è l’ultima arrivata nell’elenco dei pretendenti al trono di Twitter.
Identi.ca permette i login tramite OpenID, applica la licenza Creative Commons Attribution 3.0 a tutto il traffico che trasporta e supporta il protocollo OpenMicroBlogging: questo significa che gli utenti potranno comunicare direttamente con amici presenti su altri micro-blog senza la necessità di essere registrati su più servizi.
Laconica, l’azienda che sviluppa Identi.ca, utilizza esclusivamente tecnologie libere (PHP, PEAR e XMPP, giusto per citarne alcune) e rilascia i sorgenti con licenza GPLv3; questi possono essere scaricati come tarball o direttamente dal repository Darcs del progetto.
Nuova versione per il social browser Flock il quale con questo rilascio 1.2 aggiunge alle già importanti caratteristiche anche il supporto a Pownce, alla Webmail di AOL ed all’ormai indispensabile Digg, il cui dedicato pulsante è stato aggiunto subito dopo la barra degli indirizzi.
Nonostante l’apparenza non lo faccia immediatamente notare, Flock 1.2 è integralmente basato sull’ormai vecchio motore di rendering Gecko 1.8, lo stesso di Firefox 2. Nessun problema però; dal blog ufficiale arriva notizia del previsto arrivo della prima beta di Flock 2.0 entro poche settimane, la quale sarà affidata al nuovo motore Gecko 1.9 (Firefox 3).
Per maggiori informazioni sulla versione corrente di Flock è possibile visionare il comunicato ufficiale e le note di rilascio.
Via | Gnomefiles
Se la musica vi accompagna in ogni momento della vostra vita o se ascoltare sempre nuovi artisti, senza limitarvi a quello che { mtv | allmusic | $radio } vi propongono, allora dovete assolutamente provare Last.fm
Last.fm è il servizio musicale del “geek che non deve chiedere mai“: oltre a tracciare i vostri gusti musicali (con tanto di classifiche settimanali/mensili relative all’artista più ascoltato ed alle canzoni più amate) è disponibile un client che vi permetterà di ascoltare, in streaming, tutta la musica che desiderate, semplicemente indicando i/il nome dell’artista o il genere musicale.
Continua a leggere: Last.fm, musica per GNU/*/Linux (e non solo)