Stufi di dover visualizzare le pagine di man in bianco e nero? Volete qualcosa di più gradevole dei vetusti comandi more e less ( scusate il gioco di parole
)? Abbiamo quello che fa per voi: most!
Most è un pager multi-piattaforma ( supporta anche Windows ) che, oltre a disporre delle stesse caratteristiche dei concorrenti, offre anche la possibilità di visualizzare file compressi on-the-fly, di mostrare più file contemporaneamente e di colorare l’output delle pagine di man.
Il programma è incluso nella maggior parte delle distribuzioni ed il suo setup risulta particolarmente semplice, visto che l’unica operazione necessaria è l’aggiunta della riga
export PAGER=most
al file di configurazione della propria shell ( solitamente ~/.bashrc ).
Perché approfondire il proprio rapporto con la Bourne Again Shell? Perché imparando a programmare in Bash la nostra interazione quotidiana con GNU/Linux diventerà più divertente, produttiva ed “integrata”, visto che saremo in grado di lavorare con tutti quei meccanismi *nix ( pipeline e redirezioni, per esempio ) che noi tutti apprezziamo .
Grazie ad una serie di tre articoli scritti da Daniel Robbins ( sì, proprio quel Daniel Robbins ) verremo introdotti nel mondo della programmazione Bash tramite semplici esempi, partendo dai principi fondamentali sino ad arrivare alle caratteristiche più avanzate di quest’arte, in modo praticamente indolore.
Siete stanchi del solito vecchio, monotono e triste top? Beh, perchè non passare ad HTOP?
In tutto lo splendore delle librerie ncurses permetterà di avere un visualizzatore di processi finalmente interattivo e colorato! Inoltre htop permette di usare (se disponibile) il mouse per uccidere i processi, ha una migliore e più semplice da usare interfaccia. Ma soprattutto permette di modificare i cruscotti di analisi, volete vedere l’ora? Preferite tenere sott’occhio il carico di lavoro delle CPU? Vedere come un albero di processi sta consumando la vostra memoria? HTOP è tutto questo! :)
Spesso ci capita di dover portare a termine alcuni compiti non banali usando la sola shell, e siccome non si ricorda il nome di questo o quel comando si usano le più assurde sequenze di istruzioni coadiuvate dal santo | (pipe).
Tra questo mare di comandi alcuni, nonostante la reale utilità, sono poco noti al grande pubblico. Ecco quindi che Bash Cures Cancer ce ne illustra 10, i meno conosciuti (almeno secondo lui… ), affiancandoli ad altri 5 comodi tips.
Chi amministra più di due pc sa cosa si prova a dover ripetere dei comandi ( o una serie di comandi ) su ogni macchina: se anche voi sentite un irrefrenabile desiderio di automatizzare ogni volta che vi trovate di fronte ad un task ripetitivo allora non dovreste perdervi questo articolo pubblicato su IBM Developerworks.
Il pezzo è una continuazione ideale di quello sull’utilizzo avanzato della Z-shell, da noi segnalato qualche tempo fa; vengono illustrate le metodologie da applicare per poter creare shell script che svolgano per noi compiti ripetitivi, ad esempio eseguire la sincronizzazione di una directory su più macchine remote.
Citando Larry Wall
Laziness drives one to work very hard to avoid future work for a future self