
GNOME 3.1.4 è una versione di sviluppo per la 3.2, prevista entro il prossimo 28 settembre: rilasciato ieri, avvicina a una novità sostanziale nella gestione dei documenti. Le anteprime dei file acquisiranno un ruolo fondamentale, in Nautilus, riprendendo le interfacce di applicazioni desktop e web (come iTunes oppure Google Music).
Gli sforzi degli sviluppatori si stanno concentrando sopratutto sulle cartelle-utente per evolvere il concetto di shell per il desktop: la directory per memorizzare la musica presenta le novità più evidenti, trasformandosi in un player piuttosto completo. Mostrerà le copertine e i dati ID3v2 in evidenza la riproduzione degli album.
Inoltre, i documenti per l’ufficio dovrebbero essere modificabili da un’interfaccia alla Google Docs. Per quanto riguarda le immagini, Eyes of GNOME potrebbe essere integrato a tutto schermo in Nautilus. Nel frattempo è stata aggiunta la gestione degli archivi rimovibili dall’area di notifica e reintrodotta la tastiera sul monitor.
Via | The H Online
Segue il release scheduling di Amarok il rilascio della versione 2.2.2 (volendo essere pignoli sarebbe in ritardo di 10 giorni, ma qualcuno sarà pur andato in ferie): Amarok 2.2.2 è essenzialmente una versione di bug fixing, però – oltre ad aver riportato in auge i Custom Labels precedentemente rimossi – introduce una versione usabile della Moodbar.
A cambiare sono anche le dipendenze di compilazione: ormai è necessario KDE 4.3 con le librerie Qt 4.5 — nei prossimi giorni dovrebbero essere disponibili i pacchetti per le principali distribuzioni nei repository ufficiali. Alcuni cambiamenti riguardano anche il layout dello UX design di Amarok, ma niente di ché.
Tornando invece alla Moodbar – introdotta insieme ai Custom Labels con Amarok 2.2 e successivamente “ritirata” per delle modifiche sostanziali – è interessante seguire l’evoluzione del cd. “desktop semantico”: questa può (opzionalmente) sostituire la tradizionale barra di scorrimento dei file multimediali e indicare lo stato d’animo associato alla singola traccia. Utile per ricerche emozionali.
Mandriva – rilasciata con un canale “ibrido”, tra gratuità e sottoscrizione – non è una distribuzione tra le più in voga negli ultimi tempi, eppure i suoi sviluppatori contribuiscono più di altri alla crescita del software di cui gli utenti Linux usufruiscono quotidianamente: al punto che il team di KDE ha deciso d’illustrare le nuove feature di Nepomuk attraverso Mandriva 2010.
Per meglio descrivere i passi avanti del progetto, gli sviluppatori di KDE hanno intervistato alcuni programmatori di Mandriva che sono coinvolti in altrettanti cicli di sviluppo del software che compone il desktop environment: Stéphane si occupa specificatamente di Nepomuk, mentre Sebastien (Mandriva è principalmente francese) ha in carico K3b.
Nonostante Mandriva 2010 installi KDE 4.3.2 – non proprio l’ultima versione disponibile – Stéphane sostiene che Nepomuk sia già maturo per la user experience: lui stesso gestisce ogni giorno il proprio lavoro attraverso il semantic desktop. Grazie a Stéphane, Sebastien ha cominciato a occuparsi anche di Nepomuk e ne descrive lo stato dell’arte.
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