A detta dei più famosi economisti del nostro paese, la crisi che sta investendo tutta l’economia mondiale pare abbia superato la cosiddetta fase critica. Entro la fine del 2009 i mercati dovrebbero dare i primi segnali di risveglio e nel corso del 2010 la situazione tenderà lentamente a stabilizzarsi.
Nei momenti più difficili, ovviamente, l’obiettivo è quello di adottare una politica di riduzione dei costi, mirata però a non intaccare la produttività. Risparmiare soldi in licenze per sistemi operativi e software specializzati è sicuramente un ottimo modo per iniziare ad intravedere la fine del tunnel. Questo è quello che sta succedendo al livello globale da quando la crisi finanziaria è divenuta una crisi reale.
A confermare questa tesi vi è una ricerca fatta il mese scorso da IDC la quale ha portato alla luce l’accresciuta propensione dei maggiori professionisti IT (trecento tra Stati Uniti, Europa ed Italia) nei confronti del sistema operativo del pinguino. Il 72% degli interpellati ha infatti dichiarato di essere in una “fase attiva di valutazione per incrementare l’adozione di Linux lato server” mentre il 68% “lo sta facendo lato desktop“.
Continua a leggere: Tempo di crisi? I professionisti guardano a Linux

Il 10 Marzo prossimo si terrà presso il Parco Scientifico Tecnologico VEGA, dalle ore 15, un incontro in cui verranno resi noti i risultati di uno studio di ampio spettro sull’offerta di software e servizi legati all’Open Source in Italia.
L’obiettivo di questa ricerca, è quello di delineare un quadro di quello che è l’utilizzo e la portata economica in italia dell’Open Source, sia dal punto di vista di software utilizzato che come modello di business.
Organizzato in collaborazione con Sun Microsistems e la VIU, l’incontro prevede interventi oltre che dei ricercatori che hanno realizzato lo studio e che ne esporranno i risultati, anche di personalità del mondo della ricerca, dell’Università, delle imprese e della comunità Open Source italiana. I dettagli logistici nonché il programma è reperibile sul sito della manifestazione.
Via | Tuxjournal
L’Istituto di Fotonica del Politecnico di Lyngby in Danimarca è riuscito ad oltrepassare la soglia del terabit, trasmettendo dati alla velocità di 1000 miliardi di bit al secondo.
Si tratta di un esperimento di laboratorio ottenuto incanalando i fotoni in fibra ottica. Lontano dalla commercializzazione per ora, il sorprendente risultato raggiunto permette di risparmiare tempo e consumi di energia elettrica.
Per comprendere l’ impresa ottenuta a Lyngby, basta ricordare che il precedente record mondiale aveva raggiunto la velocità di 640.000 bit al secondo, mentre i laboratori di ricerca giapponesi hanno sospeso ogni tipo di ricerca nel 2004, dopo anni dedicati al tentativo di superare tale soglia di trasmissione.
Foto | Flickr
Via | e-linux.it
Ci giunge gradita la segnalazione che, presso l’Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Archeologia, si terrà il 3° Workshop Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica.
L’evento si svolgerà nelle due giornate dell’8 e 9 maggio 2008 a Padova. La natura e le finalità del workshop – descritte più ampiamente nel documento di presentazione – sono sintetizzabili nei seguenti binari tematici:
Al fine di organizzare nella maniera più opportuna l’evento, i membri del comitato organizzatore richiedono a tutte le persone interessate a partecipare al workshop come relatore, come pubblico o con un poster, una pre-iscrizione informale e non vincolante.
A tale scopo - e/o per richiedere ogni altra informazione in merito - è sufficiente inviare al più presto una semplice e-mail all’indirizzo: workshop.archeologiaos@unipd.it.
A quanti avranno comunicato la propria iscrizione sarà consegnato un attestato di partecipazione al workshop.
La scadenza prevista della call-for-paper, da parte di quanti vogliono partecipare come relatori o con poster, è fissata al 31 marzo 2008. Le modalità di invio delle proposte sono consultabili nella apposita pagina.
La pagina ufficiale dell’evento è raggiungibile a questo indirizzo.
La Deskbar Applet, applicazione che adoro dal primo rilascio, raggiunge finalmente la prima release stabile per Gnome 2.20.
L’applet ha visto durante l’estate una riscrittura completa del codice che è sfociata in una nuova interfaccia e nuove API per interagire con il desktop environment. Purtroppo queste ultime sono incompatibili con quelle precedentemenete rilasciate e, quindi, gli handlers non ufficiali non funzioneranno più.
Se non potete aspettare Fedora 8 o Ubuntu Gutsy Gibbon trovate i tarball di Deskbar Applet qui.
Spesso ci capita di dover trovare una certa libreria necessaria ad un programma o controllare che non esistano più copie della stessa nel sistema.
Se non vogliamo installare software come Beagle o Tracker una delle migliori alternative è il sano, vecchio comando find, che però diventa un po’ ostico con il complicarsi dei parametri di ricerca.
Ecco perchè è stato scritto FSlint, una piccola applicazione, già pacchettizzata per le maggiori distro, che permette di fare ricerche anche complesse e ricche di parametri all’interno del nostro filesystem. Tramite FSlint, potremmo quindi cercare file escludendo path o aggiungendo specifici pattern, il tutto da una comoda ed immediata gui.