A neanche due settimane dal rilascio della versione 8.04 di Ubuntu Linux, i programmatori del famoso sistema operativo sono già al lavoro per preparare la prossima Intrepid Ibex 8.10, attesa precisamente per giovedì 30 Ottobre 2008.
Da qualche giorno inoltre, dopo il ricorrente sync dei pacchetti con Debian, sono stati aperti i nuovi repository dedicati; per chi volesse è infatti già possibile modificare nel proprio sources.list tutte le diciture hardy con intrepid, così da seguire in prima persona lo sviluppo della prossima release.
Pubblicata da qualche tempo anche la roadmap, la quale ci indica come prossima data importante quella del 12 Giugno, quando verrà rilasciata la prima delle sei Alpha di Ubuntu 8.10. A queste seguiranno una Beta, disponibile dai primi di Ottobre, ed una RC, attesa come di consueto una settimana prima del rilascio finale.
Via | Ubuntu Mailing List
Continua a leggere: Ubuntu 8.10, partito lo sviluppo di Intrepid Ibex
Un’ottima notizia per chi abbia bisogno di creare un repository che ospiti i propri pacchetti Ubuntu. Con l’aggiornamento di Launchpad alla versione 1.1.11 è uscito finalmente dal beta test il servizio Personal Package Archives (PPA).
Grazie a questo tool, accessibile a tutti gli iscritti al servizio di hosting/sviluppo/bug tracking di Canonical, sarà possibile creare automaticamente pacchetti binari per Ubuntu caricando i propri source package.
I repository APT creati con PPA potranno facilmente essere utilizzati da chiunque modificando il file /etc/apt/sources.list per consentire l’installazione dei pacchetti creati con il classico “apt-get install”.
Inoltre PPA potrà essere utilizzato anche per compilare i sorgenti di altre distribuzioni che usino pacchetti .deb.
Tutti i repository creati sono (e saranno) disponibili per la consultazione via web da qui.
Per prendere dimestichezza con Personal Package Archives consiglio la lettura della guida PPAQuickStart oltre alla The Ubuntu Packaging Guide, vera e propria bibbia per chi si avvicina alla pacchettizzazione su Ubuntu.

La fanfara per il rilascio di Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon si sta lentamente affievolendo ma ecco arrivare la carica delle derivate.
Per tutti gli artisti digitali, i musicisti e i i videomaker è stata rilasciata Ubuntu Studio 7.10.
Questo flavour di Ubuntu offre una selezione molto vasta di pacchetti che comprendono ad esempio Ardour 2, The Gimp, Inkscape, Blender, PiTiVi, Kino, Cinepaint.
Con la versione 7.10 Ubuntu Studio include pieno supporto ai 64 bit, un kernel real-time di default, un nuovo menu che divide razionalmente le applicazioni audio e video.
La distro è scaricabile sotto forma di immagine ISO-DVD ospitata direttamente sui server Canonical. Inoltre i pacchetti ubuntustudio sono disponibili direttamente nei repository di Ubuntu rendendo molto semplice la “trasformazione” di una Gutsy normale in un sistema multimediale completo.
[Via | Distrowatch]
PackageKit raggiunge la versione 0.10 ed inizia a diventare sempre più stabile ed efficiente. Per chi non lo sapesse, il software in questione, nasce come il frontend multi-pacchetti / repository di Gnome, insomma permette di gestire da un’unica postazione APT, YUM,
Conary, etc.
Il software si compone di diversi moduli, un demone che controlla i pacchetti da aggiornare ed un’interfaccia utente per installare e rimuovere quelli già sul sistema, un pò come Synaptic o Yumex.
PackageKit ha riscosso, fin dal primo annuncio, un ottimo riscontro di interesse dovuto essenzialmente alla mancanza di uno strumento unico di gestione per la maggior parte delle distribuzioni e sarà molto probabilmente incluso in Fedora 8 (per ora è possibile installarlo da un repository esterno).
Essendo comunque ancora una versione preliminare il supporto non è garantito per tutte le tipologie di package infatti, come si può leggere dal sito, l’unico tipo di repository pienamente supportato è YUM (95%) mentre per quello che riguarda Conary e APT il supporto è rispettivamente del 70% e 40%.
Avere il proprio repository personale non sarà più un problema grazie a Personal Package Archives (PPA). Il servizio annunciato qualche tempo fa è stato reso ancora più facile da provare per tutti gli aspiranti pacchettizzatori con un beta test allargato a chiunque decida di aderire al Launchpad Beta Testers team.
Grazie a PPA basterà avere un account su Launchpad per poter iniziare a distribuire pubblicamente i proprio pacchetti. I passi necessari ad avere un repository funzionante sono:
1) Crezione di un pacchetto sorgente per Ubuntu
2) Upload del pacchetto su Launchpad
Launchpad provvederà automaticamente a compilare pacchetti binari per architettura x86 e AMD64
Gli utenti che vogliano usufruire del vostro repository non dovranno far altro che inserirlo in sources.list.
Nonostante PPA sia un servizio automatizzato per la creazione di binari è comunque richiesta una buona esperienza nella pacchettizzazione per Ubuntu prima di iniziare a smanettare (una guida fondamentale in questo senso è The Ubuntu Packaging Guide)
Continua a leggere: Repository personalizzati per Ubuntu con PPA
Per tutti gli sbadati che, come me, non conoscono a memoria gli indirizzi dei repository APT per Ubuntu segnaliamo questo comodissimo generatore di sources.list: tramite due semplici form web è possibile indicare se si desiderano i sorgenti, se si vuole software proprietario, backport, pacchetti di sviluppo e, se proprio lo si desidera, anche le versioni upstream di software come Wine ed Opera. Una valida controparte ad Easy-URPMI e YaSTRS.
[ via Koolinus’ blog ]
Utilizzando Debian ed i repository giusti non ho mai avuto la necessità di dover ricorrere ad Automatix ma dando uno sguardo sulla rete ( ed ai nostri post precedenti ) sembra che molti utenti ne facciano uso e lo considerino un tool fondamentale per completare il setup della propria installazione.
Vista la popolarità del tool in questione uno sviluppatore di Ubuntu ( e anche di GNOME, se non sbaglio ) ha deciso di dargli uno sguardo da vicino per analizzarne il design ed il funzionamento, scoprendo che molto di quanto presente in Automatix potrebbe risultare pericoloso per un’installazione “sana” di Ubuntu: tralasciando la non-conformità del pacchetto .deb alle policy di Debian / Ubuntu ci si trova comunque di fronte a problemi con il tracciamento delle dipendenze, possibili falle di sicurezza, operazioni azzardate con i file di configurazione e tanti altri piccoli dettagli elencati nel blog di Garrett.

Dopo qualche ritardo rispetto alle tempistiche inziali (ma in totale puntualità con quelle poi annunciate) ecco a voi la nuova sfavillante Fedora 7.
Della distro e delle relative novità abbiamo già parlato a profusione, quindi senza indugio vi passo i link ai repository ed ai tracker di bittorrent.
Buon download!
Le soluzioni opensource per virtualizzare sono molte ma poche raggiungono la semplicità dei prodotti Vmware. Ecco perchè Canonical ha deciso di includere nei propri repository commerciali Vmware Server. Per chi non lo conoscesse si tratta di un software gratuito che tuttavia include le principali caratteristiche di Vmware Workstation e consente a chiunque di eseguire più sistemi operativi virtuali su un’unica macchina. Grazie a un wizard grafico è possibile creare virtual machine in tutta semplicità.
Per installare Vmware Server su Ubuntu è necessario includere con un editor testuale il repository commerciale in sources.list o attraverso Synaptic.
Per Feisty basta aggiungere:
“deb http://archive.canonical.com/ubuntu feisty-commercial main”
[Via | Ubuntu Weekly News]
Continua a leggere: Vmware Server arriva nei repository Ubuntu
Chi ha usato SuSe almeno una volta avrà sicuramente incontrato uno dei software più invidiati alla distribuzione del camaleonte: YaST. Per chi non lo sapesse si tratta di un control-panel-on-steroids, con cui potrete gestire tutto: dall’hardware, all’elenco degli utenti, passando per installazione/rimozione di package e controllo del server NFS.
Fino a qualche anno fa YaST era un prodotto closed-source, custodito gelosamente dal team SuSe; successivamente, con l’aquisizione di quest’ultima da parte Novell, è stato rilasciato sotto GPL, per la gioia di tutte quelle persone che vorrebbero vedere questo programma in azione sulla loro distribuzione preferita.
In un post precedente ho parlato di Fink. Per caso su un blog ho trovato una guida molto ben fatta su come utilizzare Fink per installare Apache2 e SVN su MacOSX 10.4.
Il tutorial spiega come sia possibile creare un repository sicuro accessibile da web grazie a WebDav.
I colleghi di melablog spero gradiranno…
Continua a leggere: Un repository sicuro su Mac grazie a Fink