Ancora un importante aggiornamento per la forse più famosa distribuzione adibita al ripristino/recupero dei file accidentalmente perduti/danneggiati. SystemRescueCd arriva infatti alla versione 1.3.0 la quale introduce al già solidissimo sistema Gentoo-based un kernel 2.6.31.0 e l’interessante utility gDisk.
Aggiornamenti anche per altri pacchetti come FSArchiver, E2fsprogs e soprattutto per NTFS-3G che, con il rilascio odierno, raggiunge la versione 2009.4.4-AR17. Update inoltre per il desktop environment XFCE (4.6.1), per Python (2.6.2) e per il browser predefinito di sistema Firefox (3.5.2).
Ricordiamo che SystemRescueCd è rilasciata interamente sotto licenza GNU/GPL v2; sul sito ufficiale del progetto è possibile trovare il changelog di versione, il link per il download ed una interessantissima guida per l’installazione della distro attraverso dispositivi USB.
Via | Distrowatch
Siamo abituati a vedere i livecd Linux come gli strumenti definitivi per il recupero di dati da PC (soprattutto con Windows) che non vogliono avviarsi, ma cosa fare quando è Linux a non voler leggere i dati presenti in un filesystem? Se i vari mount, e2fsck e soci non riescono a risolvere il problema e si ha a disposizione un’installazione di Windows, è possibile tentare un’ultima strada prima di gettare la spugna.
Linux Reader è uno programma per Windows che consente di accedere (in sola lettura) a partizioni Ext2/Ext3 anche quando queste non sono leggibili da Linux, rendendo estremamente semplice il recupero dei file presenti nel filesystem. Il programma è anche in grado di creare immagini di intere partizioni e, pur non essendo software libero, rappresenta sicuramente uno di quei tool da tenere nella propria “cassetta degli attrezzi”, soprattutto se si lavora con entrambe le piattaforme.
via | TechRepubblic
Google dimostra ancora una volta il proprio “amore” per l’opensource. Con un post pubblicato sul blog Code Updates il Software Engineer Mark Callaghan ha annunciato il rilascio di alcune patch per MySQL. Il codice rilasciato sotto licenza GPL apporta miglioramenti nella funzioni di alta affidabilità che comprendono replicazione semi-sincrona, copia del binlog da master a slave, promozione rapida da slave a master durante un failover, mantenimento della consistenza di InnoDB e dello stato di replicazione su uno slave durante un crash recovery. Per maggiori informazioni rimando comunque al post sul blog di Google che fornisce dettagli su tutte le nuove feature introdotte.
Le patch sono scaricabili sotto forma di archivio tar.gz di 10,6MB e si applicano a MySQL 4.0.26, anche se a breve Google dovrebbe rilasciarne altre compatibili con la versione 5 del database.
[Via | /. & InformationWeek]
La più piccola e leggera tra le distribuzioni basate su Slackware è stata aggiornata. In meno di 50 MB questa LiveCD (installabile anche su hard disk) include praticamente tutto il software necessario per un utilizzo desktop o per mettere in piedi un server di tutto rispetto.
Gli aggiornamenti per la versione1.3.0 di Astrumi riguardano Enlightenment, abiword, firefox, nmap, openssh, qemu, squashfs, xorg, openssl e il kernel linux 2.6.18.1. Tra le aggiunte più interessanti invece troviamo due frontend per la configurazione rispettivamente di Apache e vsftp, oltre al supporto in scrittura di partizioni ntfs. Ho testato questa nuova release e oltre alla velocità di risposta di Enlightenment devo notare come grazie ai tool grafici inclusi sia possibile attivare in pochi minuti un server FTP o un web server Apache (in quest’ultimo caso si possono abilitare Virtual host IP o name based con pochi clic).
Per funzionare Astrumi ha bisogno di 128MB di RAM e di un processore Intel Pentium o successivi.
[Via | Distrowatch]
Sta facendo parlare molto bene di sè Zmanda, un tool piuttosto semplice da configurare e gestire che consente di effettuare backup di una database MySQL sia locale che remoto. Caratteristiche principali del software sono: scheduling dei backup completi e incrementali, notifiche via mail sui salvataggi effettuati, recovery di un database in maniera semplice ed efficace.
La nuova versione 1.1.1 si conforma al Filesystem Hierarchy Standard (FHS) posizionando i plugin nella directory /usr/share/mysql-zrm oltre a correggere alcuni bug riscontrati nella precendente versione 1.1. Un buon punto di partenza per iniziare ad usare il software è l’articolo How to setup and verify a backup solution for MySQL in 15 minutes. E visto che siamo in tema backup&recovery di MySQL colgo l’occasione per segnalare uno script realizzato da Paolo di ILDN (grazie per la segnalazione :D) che si occupa di controllare e riparare tutte le tabelle ISAM di un DB.