
Due anni fa l’articolo “The Sorry State of Sound in Linux” scatenò molte polemiche sullo stato dell’audio in Linux.
Dopo due anni lo stesso autore ritorna sui punti del primo articolo e riosserva lo stato dell’audio sotto linux per vedere cosa è migliorato e cosa è peggiorato. Tra le differenze l’uso estensivo di PulseAudio, il miglioramento delle libreria audio, nuove distribuzioni ed il passaggio di OSS come software libero.
L’autore spiega il funzionamento di tutta l’architettura e le differenze fra Alsa, Ossv3 ed Ossv4. Il punto fondamentale passa, secondo lui, dalla semplicità d’uso e dal problema delle latenze.
EarCandy è un manager dei volumi che sfrutta il framework PulseAudio.
Azzera completamente il volume della musica quando guardate un video su youtube, un filmato con il vostro riproduttore multimediale oppure qualcuno vi chiama per una chiacchierata su ekiga o skype.
EarCandy è uno di quei programmi da lanciare e dimenticare perché è in grado di riconoscere automaticamente il tipo di applicazioni che stanno girando leggendo il relativo file .desktop e può spostare immediatamente l’audio delle casse alle cuffie usb quando inserite.
Marciando a passo spedito verso il mese di aprile, il team di Ubuntu ha rilasciato nei giorni scorsi la quarta alpha di Hardy Heron. Questa versione include i recenti sforzi compiuti per integrare numerosi componenti “di basso” livello come il framework PolicyKit, il sound server PulseAudio, Virt-Manager o il nuovo GVFS/GIO in Nautilus e, stando a questa mini-recensione di ArsTechnica, sembrerebbe che il risultato sia decisamente soddisfacente.
Sul fronte software si segnala anche l’inclusione di X.org 7.3, Linux-2.6.24rc8, dei client Transmission ( BitTorrent ) e Vinagre ( VNC ), del programma di masterizzazione Brasero, della nuova clock applet di GNOME e del fantomatico Ubuntu Firewall.
In concomitanza con Ubuntu sono state rilasciate anche le alpha di Kubuntu, Ubuntu-Studio, Edubuntu, Gobuntu e JeOS.
via | Phoronix
E’ arrivata la seconda alpha per Ubuntu Hardy Heron e con essa fanno il loro ingresso in Ubuntu il server grafico X.org 7.3, Linux-2.6.24-rc5 ed il server audio PulseAudio ( ora impostato come default ); l’elenco delle feature da implementare è lungo ma gli sviluppatori stanno lavorando alacremente per averle nella versione finale di Ubuntu 8.04.
Seconda alpha anche per Kubuntu, che, oltre alle novità della sorella maggiore, introduce anche numerosi aggiornamenti al player audio Amarok, alle librerie Qt, al gestore di immagini Dikigam ed al filemanager / browser Konqueror.
Ubuntu / Kubuntu Hardy Heron alpha2


via | Phoronix, The Coding Studio

Il sound server delle meraviglie fa il suo ingresso nella futura openSUSE 11.0. Dopo Fedora e Ubuntu anche la distro comunitaria di Novell decide di puntare su PulseAudio per porre fine alla confusione nella gestione dell’audio che domina il mondo del pinguino e dare finalmente un unico server che permetta di dialogare con applicazioni e device (una spiegazione dettagliata dei vantaggi è stata fornita tempo fa su Linux.com).
A dare l’annuncio dell’approdo di PulseAudio nella futura openSUSE 11.0 è stato lo sviluppatore di Compiz Fusion Jigish Gohil. Quest’ultimo insieme a Rodrigo Moya ha effettuato una pacchettizzazione del sound server su openSUSE, ribadendo come PulseAudio possa essere definto a ragioneil Compiz del suono per la sua facilità di configurazione e le moltissime opzioni fornite.
Per tutti gli utenti della distro del lucertolone sono già disponibili istruzioni dettagliate per installare PulseAudio.
[Via | Planet Suse]
Chi ha tempo non perda tempo recita il proverbio. E gli sviluppatori Fedora sembrano conoscerlo molto bene dato che a pochi giorni dal rilascio di Fedora 8 Werewolf hanno già allestito una lista di feature, ancora tutta da valutare e approvare, per Fedora 9.
Ecco solo alcune delle proposte più interessanti:
- Integrazione perfetta di KDE 4
- Inclusione di PackageKit come gestore di pacchetti
Fedora 8 sarà la prima distribuzione ad includere in modo ufficiale ed abilitare PulseAudio ( qui l’intervista allo sviluppatore principale ), un sound server per Linux di nuova generazione che promette, per il futuro, una rivoluzione equiparabile a quella generata da Compiz nel campo della grafica: già ora è possibile, per esempio, impostare a runtime impostare il livello di volume di ogni singola applicazione in esecuzione e beneficiare della possibilità di effettuare l’hotplug di dispositivi audio.
Tra le feature promesse per il futuro troviamo chicche come la possibilità di regolare, in maniera automatica, il volume delle applicazioni in base al loro stato: un browser alle prese con un’animazione Flash, per esempio, potrebbe averte un volume più alto di un player audio in background, almeno fino al termine del filmato in questione. E la stessa cosa si potrebbe applicare a qualsiasi altra applicazione.
Sulla lista dei desideri troviamo anche suoni di sistema “spaziali”: un click su un tasto nella parte sinistra del monitor dovrebbe generare un suono nell’altoparlante di sinistra, così come uno nella parte destra dovrebbe generarlo nell’altoparlante destro. Piccolezze, certo, ma che potrebbero rendere ancora più appetibile il desktop Linux.
[ via Digg ]