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Tutti gli articoli con tag polemiche

SCO: è tutta colpa di Linux!

pubblicato da Andrea de Palo

SCO
La posizione di SCO diventa sempre più kafkiana: in principio c’era Caldera, con la sua distribuzione GNU/Linux, i suoi fedeli utenti e il progetto United Linux ( in collaborazione con SUSE, TurboLinux, Conectiva ), poi venne il cambio di nome in SCO e Linux divenne il male assoluto. Ora, come un bambino a cui hanno rotto il giocattolo, SCO Group incolpa il successo di Linux e la pubblicità negativa come cause del suo declino e della sua entrata nel Chapter 11.

Chiedere un po’ di decenza è troppo?

[ via OSNews ]

Un fork per Linux?!

pubblicato da Andrea de Palo

TuxNonostante le distribuzioni GNU/Linux acquistino sempre più consensi anche sui sistemi desktop, InfoWorld ci informa che il futuro del pinguino rimarrà legato ai server di fascia alta, a causa della dittatura di Torvalds e della dipartita di Con Kolivas.

Ignorando tutti gli aspetti estremamente tecnici che riguardano gli scheduler di processi, InfoWorld ci spiega come il pinguino sia sempre meno adatto ai desktop, non per colpa del supporto hardware ma per l’assenza dello SD scheduler di Kolivas (!!). La soluzione proposta da InfoWorld? Forkare il kernel e mantenere una versione desktop ed una server, come Microsoft insegna da anni.

Io sono senza parole, lascio a voi lettori ogni commento.

[ via Slashdot ]

Con Kolivas si confessa

pubblicato da Andrea de Palo

Con KolivasA distanza di qualche settimana dall’abbandono di tutte le sue attività relative alla programmazione in kernel-space il Dr. Kolivas ha rilasciato una lunga ma interessantissima intervista ad APC Magazine, nella quale affronta non solo le motivazioni che lo hanno portato a questa decisione ma anche questioni più generali sullo sviluppo tecnologico dei PC, sul ruolo di Microsoft e su quello di Linux ( e dei suoi sviluppatori ).

Per chi volesse evitarsi la lettura di tre pagine di fitto inglese riportiamo qui di seguito i punti più salienti dell’intervista…

Continua a leggere: Con Kolivas si confessa

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InformationWeek colpisce ancora

pubblicato da Andrea de Palo

TuxDopo la manipolazione delle affermazioni di Torvalds, InformationWeek torna alla carica sull’argomento Linux, dedicando un editoriale alle 300 e passa distribuzioni che nascono, vivono e muoiono attorno al pinguino.

Stando all’autore dell’articolo la moltitudine di distribuzioni esistenti rende caotico l’open source ( “Too many linux distros make for Open Source mess” ), confonde l’utente e allontana le aziende; dal pezzo appare evidente come il giornalista non abbia la minima idea di quello di cui sta parlando, tant’è che arriva ad affermare che Red Hat e Novell ( come distribuzioni ) non sono incluse nella classifica di DistroWatch solo perché si tratta di un sito di semplici di Linux.

Non riesco a capire se si tratti di FUD o di scarsa preparazione tecnica, resta il fatto che con il precedente articolo, con quello di oggi e con un altro pubblicato in passato l’editorialista di InformationWeek ( e più in generale la testata ) non può certo ambire a diventare una fonte di notizie obiettiva per la comunità del software libero / open.

PS qui e qui potete trovare alcune perle di puro divertimento: OpenOffice è la ragion d’essere di Linux ed Helix Player è il player audio raccomandato ad un utente che si avvicina al pinguino per la prima volta. Fantastico, abbiamo un degno erede del Panerai!

[ via Slashdot ]

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Il premio per il peggior driver GNU/Linux...

pubblicato da Andrea de Palo

Samsung…è vinto, con lode, da Samsung e dal suo driver unificato per stampanti. Già, se fino ad oggi si pensava che i driver per schede video ATI fossero il peggio che potesse essere sviluppato per GNU/Linux, allora è giunto il momento di ricredersi…

Evidentemente ispirati dalla solida tradizione maturata con Windows XP di garantire i permessi di amministratore per svolgere qualsiasi operazione non triviale, gli sviluppatori di Samsung hanno deciso di inserire, all’interno del setup del driver, dei comandi per cambiare i permessi di svariate applicazioni, applicando loro il bit setuid; dopo l’installazione dei driver, quindi, queste applicazioni ( OpenOffice, xsane, etc ) risultavano eseguite con i permessi dell’utente root, con tutto quello che ne consegue in termini di sicurezza.

Il caso è scoppiato su un forum di Ubuntu ma temo che la situazione sia indifferente per tutte le distribuzioni. Un altro punto a sfavore dei driver closed source?

[ via Slashdot ]

Torvalds si scaglia contro gli autori della GPL3

pubblicato da Andrea de Palo

Linus TorvaldsChe Torvalds avesse sempre espresso dubbi sulla bontà della GPLv3 è cosa risaputa, tant’è che quando, in occasione dell’ultima draft, si era detto compiaciuto di alcune modifiche, in molti avevano ripreso a sperare in un passaggio di Linux alla più recente licenza della FSF.

Le dichiarazioni di Torvalds riportate da InformationWeek smorzano, però, le già flebili speranze dei sostenitori del fronte Linux@GPL3: il papà di Linux avrebbe accusato di ipocrisia gli autori della nuova licenza, paragonandoli a fanatici religiosi che desiderano imporre la loro moralità personale nelle leggi che governano il mondo del software free / open. Per Torvalds soltanto i fanatici religiosi e gli stati totalitari identificano la moralità con la legalità.

Dobbiamo aspettarci polemiche per i prossimi giorni?

UPDATE L’articolo di InformationWeek è fazioso ed incorretto e mi scuso personalmente per averlo segnalato; la mail da cui sono state tratte, impropriamente, le frasi di Torvalds è disponibile qui mentre su Free Software Magazine potete trovare un’ulteriore rettifica all’infausto pezzo.

[ via Slashdot ]

Canonical libera ( pezzi di ) Launchpad

pubblicato da Andrea de Palo

CanonicalIl periodo estivo, solitamente, non riserva grosse sorprese e questo vale anche per il mondo del software libero / aperto. Fortunatamente Canonical ha deciso di ravvivare la situazione annunciando cambiamenti sulla licenza dei componenti di Launchpad, il bugtracker / collaboration tool closed-source utilizzato dai suoi progetti ufficiali ( Ubuntu, Kubuntu, Edubuntu ), da tempo al centro di polemiche.

Il primo componente ad essere stato liberato è Storm, un object-relational mapper ( ORM ) per Python che agevola lo sviluppo di applicazioni web che necessitino l’accesso simultaneo a database di grosse dimensioni; la licenza scelta per Storm è la LGPL 2.1, anche se, stando ad alcune voci, la maggior parte dei sorgenti include la dicitura “2.1 o superiori”, permettendo quindi l’integrazione di codice GPL3 all’interno di esso.

[ via Slashdot ]

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Red Hat trattò con Microsoft

pubblicato da Andrea de Palo

RedHatSubito dopo l’accordo tra Microsoft e Novell, buona parte della comunità GNU/Linux si ritrovò ad apprezzare l’integrità morale di Red Hat, che non solo condannava il fatto ma sottolineava anche la sua volontà di rimanere estranea a fatti simili, rimanendo fedele ai principi del software libero. Novell cattiva, Red Hat buona.

Nonostante l’essere umano ami le cose semplici e nette, la storia potrebbe essersi svolta in modo differente rispetto a quanto raccontato da Red Hat: ben prima dell’accordo tra Novell e Microsoft, infatti, l’azienda del cappello rosso avrebbe avuto incontri con il colosso di Redmond per valutare le possibilità di un accordo sull’utilizzo dei brevetti.

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Maretta in casa Joomla!

pubblicato da Andrea de Palo

Joomla!Situazione decisamente tesa per gli sviluppatori e la comunità che ruota attorno a Joomla!, il celebre Content Management System di cui abbiamo più volte parlato in passato. Come spesso accade nel ciclo di sviluppo di molti progetti liberi anche il noto CMS sta attraversando un periodo non proprio sereno, a causa di alcuni conflitti con la componente commerciale della sua comunità di utenti.

Recentemente, infatti, gli sviluppatori di Joomla! avrebbero iniziato a valutare l’ipotesi di forzare il rilascio dei plugin con licenza GPL: essi temono che la presenza di add-on proprietari possa costituire una violazione della licenza GNU e che l’ignorare la questione possa, in un certo senso, far credere che sia possibile sfruttare il lavoro della comunità per scopi meramente commerciali.

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Con Kolivas interrompe lo sviluppo delle sue patch

pubblicato da Andrea de Palo

TuxIl mondo del software libero / aperto è pieno zeppo di figure che definire come eclettiche è ben poco: Kon Colivas, ad esempio, oltre ad essere un medico si è dedicato, negli anni, allo sviluppo di patch per Linux, con lo scopo di migliorarne la reattività; chiunque sia sia interessato al tuning di una Linux box avrà sentito parlare almeno una volte delle famose low-latency patch e del patcheset -ck ( su cui si basava anche il defunto -beyond di Arch Linux ).

Purtroppo differenze prestazionali sempre più risibili rispetto al kernel ufficiale e la frustrazione causata dal vedere le proprie patch escluse sistematicamente dal kernel mainline hanno spinto Kolivas alla decisione di interromperne lo sviluppo e, cosa ancora più grave, di allontanarsi completamente dallo sviluppo di codice per il kernel.

E’ altamente improbabile che il Dr. Kolivas ritorni sui suoi passi, anche perché l’unica soluzione sarebbe l’intercessione di Torvalds per l’ingresso delle patch -ck nel mainline; l’ultima versione del patchset -ck sarà per Linux 2.6.22.

[ via OS Revolution ]

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OpenBSD bcw: possibile violazione della GPL

pubblicato da Andrea de Palo

OpenBSD logoE’ scoppiata una crisi diplomatica tra gli sviluppatori del driver Linux bcm43xx e quelli responsabili del driver bcw per OpenBSD a causa di una presunta violazione della licenza GPL da parte di quest’ultimi: stando ad una mail comparsa su linux-wireless, un componente del team OpenBSD avrebbe copiato il driver Linux ( con licenza GPL ) rilasciandolo con licenza BSD.

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Gentoo in crisi?

pubblicato da Andrea de Palo

Gentoo LogoSembra che questo non sia un buon periodo per la storica distribuzione from-scratch: dopo le continue defezioni di sviluppatori ci si era augurati che il ritorno di Daniel Robbins ( segnalato nel DistroWatch Weekly #190 ) potesse riportare un pò di ordine ed organizzazione all’interno di Gentoo. Invece, a causa di attacchi personali, Robbins ha lasciato, a distanza di pochi giorni dal suo reintegro, la posizione di sviluppatore e la situazione non sembra isolata, visto che anche il nostro connazionale Diego Flameeyes Pettenò ha abbandonato il suo ruolo dopo eventi simili.

Se a questo si aggiunge il costante flusso di utenti verso altre distribuzioni ( ArchLinux su tutte ) è evidente che Gentoo abbia qualche problema: si tratta di problemi strutturali? Gli sviluppatori sono troppo { egoisti | infantili | egocentrici } ? Oppure la distribuzione ha perso la sua ragione d’essere?

[ via Slashdot ]