
Facebook sarebbe sul punto d’acquistare webOS da HP, per utilizzare il sistema operativo nella produzione di smartphone. Queste, almeno, sono le indiscrezioni degli analisti: la stessa ipotesi era stata avanzata quando Palm era stata messa in vendita per fronteggiare il fallimento. La conseguenza era stata l’acquisto da parte di HP.
Prima di citare Facebook, i bene informati avevano dato per scontato l’assorbimento di webOS da Samsung, alla quale è stato associato anche MeeGo. La società ha smentito entrambe le ipotesi. Come, del resto, Facebook ha smentito a più riprese d’essere in trattativa per la produzione di smartphone (con un proprio sistema operativo).
A ribadire con forza l’opportunità che Facebook acquisti webOS è stato Peter Misek, un’analista di Jefferies: la teoria di Misek è coerente, tuttavia pecca d’eccessivo “positivismo” imprenditoriale. Perché lanciarsi nella produzione di smartphone non è un’impresa così semplice e i fallimenti di Palm e HP sono degli esempi lampanti.
Continua a leggere: Facebook per gli analisti è prossimo all'assorbimento di webOS da HP

Leo Apotheker, Chief Executive Officer (CEO) di HP, è intervenuto nel D9 di AllThingsD per parlare di webOS. Il sistema operativo Linux-based acquisito con Palm non sarà un’esclusiva dei prodotti di HP: non sono ancora trapelati dettagli più specifici, tuttavia webOS 3.0 si potrà installare anche sui dispositivi di altri produttori.
Per quanto riguarda il settore mobile, Apotheker ha citato esplicitamente HTC tra i produttori che distribuiranno smartphone con webOS. Dal prossimo anno il sistema operativo di HP approderà su desktop, laptop e netbook. Quale sarà la formula di distribuzione del sistema? HP offrirà un modo per scaricare webOS su altre piattaforme?
Il settore di webOS è quello di Android e iOS, benché HP abbia allargato il sistema alle stampanti per il web e s’appresti a produrre il TouchPad, un tablet con webOS 3.0. L’utilizzo sul desktop potrebbe non essere così efficace. Il Chromebook di Google, riguardo ai laptop, non ha avuto un grande successo. C’è un margine per webOS?
Via | TG Daily

PreCentral.net, un portale dedicato agli smartphone di HP (ex-Palm), ha recuperato dal canale degli sviluppatori la beta di webOS 3.0 e, avviato l’emulatore, ne ha registrato un video. Il filmato è stato rimosso da YouTube, però sono rimasti degli screenshot del prossimo sistema operativo universale di HP… somiglia molto a JoliOS.
Perché webOS 3.0 possa adattarsi a tablet, laptop e persino desktop prodotti da HP per il 2012, all’interfaccia è stato aggiunto un launcher del tutto simile a quello di Jolicloud. Altre immagini svelano una tastiera QWERTY a scomparsa come su Android, il primo “rivale” di webOS, e la gestione di reti e batteria richiama Chrome OS.
Se Google non avesse rimosso il video da YouTube, probabilmente potremmo farci un’idea di come webOS 3.0 affronti il problema dell’usabilità con mouse e tastiera, oltre al multitouch. HP dovrebbe comunque aprire al pubblico il SDK di webOS 3.0 quando uscirà dalla fase beta, incluso l’emulatore per Linux. Bisognerà attendere ancora.
Via | PreCentral.net

Non più soltanto smartphone, come nell’era di Palm, e stampanti: HP ha dichiarato l’intenzione d’installare webOS su tutti i dispositivi in vendita dal 2012. Ciò significa tablet, netbook, laptop e addirittura desktop. Una “rivoluzione” della gamma dei prodotti di HP paragonabile alla scelta di Apple con OS X e iOS… però, è Linux.
Benché webOS non sia considerato un sistema operativo per il desktop, HP ha deciso di puntare su di esso in ogni segmento di mercato. Una scelta coraggiosa, diversa da Google perché HP (diversamente da quanto accade con Android) produce sia l’hardware, sia il software preinstallato: da qui il paragone con la soluzione di Cupertino.
Linux è pronto per il mainstream? Forse, non come siamo abituati a conoscerlo: Android l’ha dimostrato con una formula diversa da quella tradizionale. HP farà altrettanto con webOS. Meno controllo sulla configurazione di base corrisponde anche a una maggiore facilità d’uso; webOS dovrà supportare x86 a 32-bit e 64-bit oltre ad ARM.
Via | ZDNet
Forse, Chrome OS e il netbook CR-48 di Google costituiscono la novità più attesa per il settore mobile di Linux… benché l’innovazione del prodotto sia molto relativa e da più parti parlino prematuramente di un fallimento annunciato. Google dimostra comunque di credere nel progetto, tanto da avere assunto Scott Remnant per Upstart. Dal 9 febbraio un altro soggetto dovrebbe inserirsi nella competizione.
È Hewlett-Packard (HP), che ha acquisito Palm e con essa WebOS — un sistema operativo Linux-based installato sul Pre Plus e su altri smartphone tuttora assenti dal mercato italiano. WebOS 2.0 è stato annunciato in ottobre e l’evento di HP del 9 febbraio dovrebbe estendere le funzionalità del sistema a tablet e netbook. Un segnale positivo, che conferma l’interesse per un segmento duro a “morire”.
Gli analisti, magari condizionati dall’iPad, si sono affrettati a determinare la scomparsa dei netbook in favore dei tablet. Ciò nonostante, aziende del calibro di Google e HP continuano a investire sui computer ultra-portatili. Prezzi e versatilità sono caratteristiche che portano molti utenti ad acquistare ancora dei netbook: WebOS ha più affinità con Android che con Chrome OS e può essere intrigante.
Via | ZDNet
Il CEO di Palm, Ed Colligan, ha pubblicato sul blog ufficiale dell’azienda una lettera rivolta a clienti, soci e sviluppatori della società. Nel post ha annunciato la chiusura del progetto Foleo nella sua attuale forma, per permettere a Palm di concentrarsi sui nuovi smartphone basati Linux in cantiere già da diverso tempo. Che la concorrenza di dell’EEE PC di Asus li abbia convinti a cambiare progetto?
[ via OSNews ]
A meno di due mesi di distanza dall’annuncio ufficiale, Palm ha già rivisto le tempistiche per l’arrivo del suo nuovo sistema operativo basato su Linux, che slittano dall’anno attuale a “non prima del 2008″ e cioè, nel linguaggio tipico del marketing, verso la fine dell’anno.
Speriamo che almeno Foleo venga risparmiato dalle folli politiche aziendali di Palm, che si appresta a fronteggiare Apple iPhone, Microsoft Windows Mobile ed altri concorrenti con un sistema operativo che ormai non viene aggiornato in modo consistente da anni.
[ via OSNews ]
…e, contrariamente ai molti rumor circolanti da diverse settimane, non è il primo smartphone Linux-powered di Palm di cui tanto si vocifera e neppure un concorrente del Nokia N800 ma, piuttosto, un nuovo tipo di dispositivo, denominato “mobile companion”; nelle intenzioni della società americana il dispositivo è destinato ad incrementare le possibilità di prodotti simili al Treo, estendendo le capacità degli applicativi mobile grazie all’aggiunta di una tastiera completa e di uno schermo più grande.
Purtroppo Palm non ha ancora rivelato molte notizie su Foleo ma si da per certo che alla base del nuovo dispositivo ci sia un kernel Linux, su cui poggiano applicazioni closed ( Opera, per esempio ) ed open source, modificate per integrarsi meglio con lo stile che contraddistingue i prodotti Palm.
Dopo il salto potrete gustare qualche screenshot di Foleo…
Con mossa a sorpresa, ma neanche tanto, Palm Inc ha annunciato che a breve rilascerà con licenza opensource la nuova piattaforma PalmOS basata su Linux.
Interessante il discorso fatto da Colligan, CEO di Palm, che prevederà un sistema di backup e restore semplice ed immediato anche attraverso il web (e/o con tecnologie web standard).
La piattaforma in questione non ha nulla a che fare con quella da poco annunciata da Access presentata durante l’ultimo 3GSM e sarà resa pubblica a maggio con i primi prototipi.
A seguire una breve galleria di immagini tratte da Linux.wordpress.com
Finalmente ACCESS ha presentato al 3GSM il nuovo cellulare/palmare basato sulla piattaforma ALP, Access Linux Platform, che avrebbe dovuto essere il successore di PalmOS Cobalt.
Infatti nel 2005 PalmSource venne acquistata da ACCESS e l’allora PalmOS Cobalt venne rilasciato solo su alcuni prototipi di cellulari in Korea e Taiwan, senza mai vedere la luce sul vecchio continente.
Comunque la versione di ALP presentata ieri è ben lungi da essere considerata stabile ed a detta di molti necessita di ancora molte rifiniture. Chissà se ALP riuscirà ad entrare mai nel Vaporware Awards… ormai gli anni di attesa per il prodotto più volte rimandato ci sono tutti…
via engadgets