
È stato finalmente annunciato il rilascio di Fedora 11, la nota distribuzione open source sponsorizzata da Red Hat.
Con alcune settimane di ritardo dovute ad alcuni bug critici, i fans potranno apprezzare le numerose novità di questa nuova versione, come al solito descritte in maniera assai dettagliata nelle curatissime note di rilascio.
Tra le features più attese, senza dubbio il supporto al kernel modesetting (KMS) per alcuni modelli di schede video Intel e Nvidia, oltre che ATI, per una maggiore velocità del boot grafico.

So che il termine service pack citato nel titolo potrebbe evocare tristi ricordi a molti lettori ma qui, fortunatamente, si parla di semplici raccolte di aggiornamenti per le distribuzioni che hanno adottato PackageKit.
Grazie al lavoro svolto durante il Google Summer of Code 2008, PackageKit offre infatti la possibilità di raccogliere in un unico file tutti i pacchetti di aggiornamento della propria distribuzione per poterli riutilizzare su altre macchine: che siate semplici utenti impegnati nell’opera di evangelizzazione di Linux (quindi sempre intenti ad installare distribuzioni ad amici e conoscenti) o amministratori con numerosi sistemi da gestire, questa funzionalità vi farà risparmiare banda e, soprattutto, tempo.
Attualmente la creazione e la successiva installazione del service pack può essere effettuata solo dalla riga di comando ma, come potete notare osservando lo screenshot, è in cantiere anche un’interfaccia grafica che semplifichi tali operazioni.
Continua a leggere: PackageKit aggiunge il supporto ai service pack
Con circa una settimana di ritardo è stata resa disponibile la prima beta di Fedora Cambridge, il decimo rilascio per questa distribuzione che proprio nel 2008 festeggia i suoi primi cinque anni.
Di novità ce ne sono parecchie, merito anche della volontà di offrire una distribuzione che includa software sempre recente: supporto alla condivisione della connessione wireless tramite NetworkManager, miglior gestione delle webcam e delle stampanti, aggiornamento di Eclipse alla versione 3.4 e download automatico dei codec GStreamer sono solo quelle più evidenti all’utente finale
Sul fronte dei “pacchetti fondamentali” troviamo inoltre l’aggiornamento all’ultima versione di sviluppo di GNOME (non la finale 2.24), Linux-2.6.27-rc7, X.org 7.4, RPM 4.6 ed una nuova versione di PackageKit.

Non solo Gnome per PackageKit. Si potrebbe sintetizzare così la notizia del rilascio di QPackageKit, il primo frontend QT per il gestore universale di pacchetti che probabilmente sarà incluso di default in Fedora 9.
Grazie al lavoro di Adrien Bustany dunque anche KDE, come già Gnome con gnome-packagekit, potrà avere un frontend di tutto rispetto che userà D-BUS.
I sorgenti di QPackageKit sono disponibili su repository git dando il comando:
“git clone git://people.freedesktop.org/~hughsient/QPackageKit”.
[Via | liquidat]
Chi ha tempo non perda tempo recita il proverbio. E gli sviluppatori Fedora sembrano conoscerlo molto bene dato che a pochi giorni dal rilascio di Fedora 8 Werewolf hanno già allestito una lista di feature, ancora tutta da valutare e approvare, per Fedora 9.
Ecco solo alcune delle proposte più interessanti:
- Integrazione perfetta di KDE 4
- Inclusione di PackageKit come gestore di pacchetti
In perfetto orario con la roadmap, gli sviluppatori di GNOME hanno reso disponibile il primo rilascio “di servizio” del ramo 2.20: come da tradizione non ci sono nuove feature ma solo bug-fix e correzioni, elencate nei vari changelog ( platform, desktop, admin, bindings, devtools ).
In concomitanza con GNOME 2.20.1 è stata rilasciata Foresight 1.4.1 che, oltre ad includere l’ultimissima versione del desktop environment, integra per la prima volta PackageKit, il nuovo meta package manager di cui ha già parlato ieri Fullo. Se avevate intenzione di provarlo senza perdere troppo tempo, ora avete la possibilità di farlo tramite il livecd di Foresight.
[ via OSNews ]
Continua a leggere: Rilasciati GNOME 2.20.1 e Foresight 1.4.1