
Google ha annunciato che Google Code, il servizio di hosting per repository, ora supporterà qualsiasi licenza approvata da Open Source Initiative (OSI).
Inizialmente il numero di licenze supportate era piuttosto basso perché Big G ritiene che ci siano troppe licenze e troppo simili nel panorama open source e questo porta ad una frammentazione eccessiva. Dopo oltre 5 anni di attività è stato deciso di aprire le porte a tutte le licenze OSI per poter supportare anche progetti che utilizzano licenze che hanno scopi particolari come la AGPL.
Solo i repository di codice rilasciato sotto pubblico dominio saranno vagliati uno alla volta per i problemi legali che possono insorgere in alcuni paesi come spiegato nelle FAQ. Chi apre un nuovo progetto potrà scegliere “other open source” ed indicare poi la licenza che intende usare.
Via | GoogleCodeBlog
Non è certo per rispondere alla nuova community di MSDN che Red Hat ha inaugurato in questi ultimi giorni OpenSource.com — un portale destinato alle conversazioni sull’open source a 360°: al contrario, la concomitanza delle presentazioni appare del tutto fortuita. Diversi sono pure i motivi alla base dell’apertura dei due siti: quello di Red Hat non riguarda specificatamente un’applicazione.
In primo luogo OpenSource.com è completamente “aperto” anche nella tecnologia alle sue spalle: ospitato dalla nota piattaforma EC 2 di Amazon si appoggia su Acquia Drupal ed è installato su un web server Apache con database MySQL e ovviamente sistema operativo Red Hat Enterprise Linux. Sono gli stessi amministratori a sottolinearlo, nel caso qualcuno avesse dei dubbi.
Secondariamente l’apertura è nell’estrema duttilità della sua natura: ciò che sarà di OpenSource.com dipende principalmente dall’utilizzo che intenderanno farne i suoi utenti. Red Hat ha messo la piattaforma a disposizione dell’intera comunità, cominciando a stimolare il dibattito con alcuni interventi — ma a determinarne il successo saranno i suoi membri, chiamati a esprimersi su cosa/come debba diventare lo stesso portale.

Dallo scorso mese la European Union Public Licence (preambolo, licenza 1.1) è stata ufficialmente certificata compatibile OSI.
Si tratta di una licenza sviluppata all’interno dell’Unione Europea per adattarsi meglio alle regole e particolarità di tutti gli stati dell’Unione e favorire con più semplicità lo scambio di codice fra i governi dei vari paesi.
A differenza della GPL, con cui è compatibile, che ha una sola versione ufficiale, quella inglese, e molte traduzioni, la EUPL è stata tradotta in 22 lingue europee e tutte hanno lo stesso valore legale.
Continua a leggere: European Union Public Licence finalmente certificata OSI
Dopo lunghi tira e molla OSI ha approvato le licenze Shared Source di Microsoft e le ha fatte entrare nell’olimpo delle licenze open source “ufficiali”.
Le due licenze approvate sono la Microsoft Public License (MSP) e la Microsoft Reciprocal License (MSL) , che hanno subito qualche variazione rispetto alla stesura ufficiale prima di venire approvate.
Da notare che OSI ha imposto all’azienda di Redmond di pubblicare le licenze sul sito dell’associazione, per evidenziarne l’ufficialità e garantirne una buona durata e la conformità con OSD.
Vedremo adesso fiorire nuovi software e prodotti OSS da parte di Microsoft? O solo qualche sviluppatore Windows si avvicinerà a tale licenze? Voi che ne pensate?
via zdnet