Google, Mozilla e Opera stanno lavorando all’implementazione della videochiamata dentro al browser attraverso lo sviluppo di quello che vorrebbero uno standard per il web.
Il progetto si chiama WebRTC ovvero real time communication via web. Esiste già un’app di esempio. La tecnologia usata sfrutta javascript e html 5.
Il progetto è già stato collegato a Chromium, segno che a breve dovrebbe arrivare in Chrome, andando di fatto a sostituire il plugin di Gmail Gtalk con un software open source che utilizza solo codec open source.
Se il progetto davvero prendesse piede, Microsoft si potrebbe ritrovare ad aver buttato via la bellezza di 8.5 milioni di euromiliardi di dollari (scusate la distrazione, ndr). Quelli investiti nell’acquisto di Skype. Se Redmond piange, l’altra metà del mondo ride ;)
Qualche giorno fa Google ha pubblicato un simpatico video per dimostrare visivamente l’incremento prestazionale della nuova versione di Chrome.
Opera ha colto l’occasione per rispondere per le rime a Google. Il video che vedete è una parodia che sbeffeggia il tipo di test presentati nel precedente Google Chrome Speed Tests che potete trovare anche dopo il salto.
Continua a leggere: Opera, più veloce di una patata... come Chrome!

Non sto certo parlando dell’omonima distribuzione di BSD, ma del tool di debugging di Opera: trattandosi di un altro progetto open source – peraltro rilasciato sotto licenza… BSD, per l’appunto – la scelta del nome non è stata propriamente “geniale” (capita spesso di trovare informazioni sul sistema operativo e viceversa).
Parentesi chiusa, Dragonfly è uno strumento rilasciato inizialmente nel 2008 per contrastare lo strapotere di Firebug a livello di diffusione tra i web developer: nonostante si tratti del primo progetto aperto di Opera, il codice sorgente di Dragonfly è sempre rimasto sui server dell’azienda.
Almeno fino a ieri, quando Opera ha annunciato lo spostamento dei sorgenti di Dragonfly su BitBucker — un hosting provider esterno che offre repository Mercurial per il controllo delle versioni. Per quanto possa sembrare d’interesse relativo, l’esistenza di un archivio indipendente per Dragonfly è molto importante per la libertà del progetto.
Con il rilascio di Dragonfly sotto licenza BSD, Opera Software ha compiuto un piccolo passo verso il software libero/aperto, indipendentemente dal fatto che questa scelta possa essere stata influenzata dalla sempre maggiore popolarità tra gli sviluppatori dell’accoppiata Firefox/Firebug.
Nonostante condividano lo stesso obiettivo (semplificare la vita degli sviluppatori web), Dragonfly e Firebug si distinguono per diversi aspetti, primo fra tutti lo status di “tool ufficiale” di Dragonfly in Opera: per accedere alle sue funzionalità, infatti, non è necessario installare nulla al di fuori di quello che già si trova nel setup di base.
La pubblicazione di una vulnerabilità in Firefox ed Opera ha avuto, oltre alle conseguenze puramente tecniche, anche degli strascichi diplomatici: uno degli sviluppatori del noto browser norvegese ha infatti stigmatizzato il comportamento di Mozilla, rea di aver segnalato privatamente la vulnerabilità solo un giorno prima della pubblicazione dell’advisory di sicurezza, impedendo quindi un intervento tempestivo da parte degli sviluppatori del browser “concorrente”.
Al momento nessun rappresentate di Mozilla ha commentato l’accaduto.
via | Slashdot
Il Team Vexillium ha segnalato un grave bug che affliggerebbe tutte le versioni precedenti (con supporto a canvas.getImageData) a Firefox 2.0.0.12, nonché la beta di Opera 9.50 (le versioni 9.24 e 9.25 risultano non vulnerabili).
Tale bug sarebbe dovuto ad un problema di gestione del formato bitmap (.bmp), a causa del quale un’immagine BMP, creata ad arte, potrebbe consentire l’accesso alla memoria del browser; il rischio è, quindi, che alcuni dati possano essere prelevati ed inviati, mediante l’uso di uno script apposito, ad un server remoto.
Vexillium ha messo a disposizione, oltre ad una descrizione dettagliata del tutto, anche un video esemplificativo (5.7MB, AVI, DivX 6.6.1) su come il bug opererebbe.
Via | TechUP
E’ ancora una versione di sviluppo, dunque non sufficientemente stabile, ma finalmente è approdata su Nokia N800.
Sto parlando del motore di rendering Gecko che permetterà di avere Firefox anche sul tablet pc basato su Linux della società finlandese.
Gecko 1.9 (lo stesso di Firefox 3), preview degli RSS, supporto a AJAX e soprattutto alle estensioni del browser del panda rosso sono le principali feature che ne fanno da subito un degno rivale di Opera, browser utilizzato di default su N800.
Come detto si tratta di una versione ancora non matura dunque bisognerà aspettare ancora del tempo prima di avere un browser affidabile e adeguatamente debuggato.
E sempre rimanendo sull’argomento N800 bisogna ricordare come da qualche giorno sia stata rilasciato un aggiornamento della versione di sviluppo di Internet Communications Software, sottosistema basato sul framework Telepathy.
Nell’update la feature più importante è l’implementazione del protocollo SIP, grazie al quale è possibile effettuare sia chiamate VoIP uno-a-uno verso numeri della rete telefonica generale, sia videochiamate tra due terminali N800.
[Via | InternetTabletTalk & Planet Maemo]
Haiku si sta muovendo, passo dopo passo, nella direzione giusta per realizzare il sogno di un clone di BeOS 5 completamente libero e gli sviluppi delle ultime settimane non fanno che confermare questa sensazione. Primo fra tutti è stato l’annuncio, da parte dello sviluppatore Peter “Darkness” Speybrouck, dell’implementazione di un driver per poter accedere alle partizioni SkyFS / BeFS direttamente da Windows: questo consentirà agli utenti più intrepidi la possibilità di sfruttare il dualboot e condividere i file tra i due sistemi senza nessuna complicazione.
Ma le notizie positive non terminano qui: Opera 3.62 ( l’ultima versione disponibile per BeOS 5 ) è ora funzionante su Haiku e, nel caso possedeste un Intel Mac, sappiate che è finalmente possibile utilizzare VMware Fusion per virtualizzare Haiku in Mac OS X.
[ via OSNews ]