Anche a causa della mancata inclusione nel kernel mainline, la società che sviluppa* OpenVZ ha ben pensato di recuperare un po’ di popolarità “alleandosi” con Canonical: a breve verranno infatti rilasciate delle virtual machine basate su Ubuntu progettate per permettere ai sysadmin ( ma anche ai semplici utenti ) di dispiegare un sistema “specializzato” in pochi minuti; questi sistemi, chiamati virtualised template, non sono altro che macchine virtuali preconfezionate: potremmo avere, per esempio, un web server con tutte le ottimizzazioni del caso, piuttosto che un fileserver Samba ( magari già pronto per essere integrato in con ActiveDirectory ) o ancora un desktop comprensivo di tutti gli strumenti per programmare in un determinato linguaggio di programmazione.
Il supporto commerciale sarà offerto da entrambe le società.
* OpenVZ è un progetto portato avanti da Parallels ( conosciuta con il nome di SWsoft fino a qualche mese fa ) e costituisce la base per il software di virtualizzazione proprietario Virtuozzo. SWsoft è nota anche per il famoso Plesk.
via | Digg
La disponibilità di numerose soluzioni per la virtualizzazione su GNU/Linux non lascia a nessun “giocatore” il tempo per potersi godere una momentanea vittoria: mentre qualcuno si appresta ad ottenere il supporto ai processori a 64 bit, qualcun altro mostra al mondo le seameless windows osservando con interesse le scelte di licenza dei concorrenti.
Nonostante il clima di concorrenza spietata ( ricordiamoci che l’obiettivo rimane l’inclusione nel mainline kernel ) gli sviluppatori di OpenVZ non si sono fatti spaventare ed hanno anzi presentato la novità principale dell’ultima versione del loro software: le live migration; grazie a questa tecnologia ( ed un kernel del ramo -mm ) è possibile migrare una macchina virtuale da un server ad un altro senza nessun tipo di disservizio o periodo di downtime, in maniera del tutto trasparente.
Maggiori informazioni sull’installazione, configurazione ed utilizzo di kernel patchato con OpenVZ sono disponibili sul wiki ufficiale del progetto.
[ via Linux.com ]
Un nuovo concorrente si aggiunge alla lista dei software per la virtualizzazione. Dopo Vmware, Xen, OpenVZ, KVM ecco arrivare VirtualBox. Il software è prodotto dalla società InnoTek che ha deciso di rilasciarlo con licenza GPL, rendendolo con questa mossa appetibile anche per la comunità di sviluppatori.
Attualmente VirtualBox gira su host Windows e Linux a 32bit e consente l’installazione di molte tipologie di sistemi guest: Windows (NT 4.0, 2000, XP, Server 2003, Vista), DOS/Windows 3.x, Gnu/Linux (kernel 2.4 e 2.6), e OpenBSD.
A giudicare dagli screenshot l’interfaccia di creazione delle macchine virtuali sembra davvero molto semplice e simile a quella di Vmware.
[Via | LXer]
Visto che qualche giorno fa ho parlato di Linux-VServer mi sembra corretto citare anche questo articolo dedicato ad OpenVZ: i due software possiedono un’architettura simile e sono entrambi rilasciati con licenza GPL, quindi perchè non dare una chance anche al prodotto di SWsoft?
Il tutorial pubblicato da Linux.com è dedicato a Debian Etch ma i passi da seguire dovrebbero essere praticamente identici anche per tutte le altre distribuzioni ( come avviene quasi sempre ); la configurazione si riduce, essenzialmente, all’installazione di un kernel patchato ( con supporto a OpenVZ ), al tuning di /etc/sysctl.conf ed infine alla creazione / gestione dei vari Virtual Environment ( VE ).
Qualcuno di voi lettori ha avuto esperienze “di prima mano” con OpenVZ? Se si, come lo avete trovato?
[ via Newsforge ]
Visto che il 2007 dovrebbe essere l’anno di consacrazione della “virtualizzazione per tutti” vi propongo un articolo estremamente interessante pubblicato su IBM DeveloperWorks: dopo un’introduzione sui vari tipi di virtualizzazione ( hardware emulation, full virtualization, paravirtualization ) vengono illustrate le varie soluzioni disponibili per GNU/*/Linux, prestando particolare attenzione ai pro/contro ed alla licenza di ciascuna.
Sicuramente una pagina da mettere tra i segnalibri!