Con l’uscita di Ubuntu 11.04, Canonical supporterà OpenStack, la soluzione per il cloud computing di NASA e Rackspace. I sorgenti di OpenStack sono già ospitati da Launchpad, però fino a Ubuntu/Maverick la scelta predefinita è stata l’infrastruttura per la virtualizzazione di Eucalyptus. Natty Narwhal supporterà entrambe le risorse.
OpenStack ed Eucalyptus sono due progetti piuttosto diversi, benché condividano lo stesso scopo. Finora, Ubuntu Server ha sfruttato Eucalyptus per la gestione dei sistemi virtuali: poiché OpenStack è un progetto relativamente recente, la transizione a un nuovo modello non sarà immediata. Entrambi continueranno a essere disponibili.
Nonostante OpenStack proponga delle funzioni appetibili per tutti gli utenti, rispetto ad esempio a ownCloud (con cui condivide parte delle dipendenze dal sistema) si tratta di una soluzione orientata alle imprese. La gestione della cloud, eventualmente pure su Windows con un server IIS, non si presta certo a un utilizzo domestico.
Via | ReadWriteWeb
La NASA sta concludendo in queste ore l’Open Source Summit 2011, l’evento trasmesso in diretta su UStream (una piattaforma dedicata allo streaming di eventi su internet). Il governo statunitense in generale e la NASA in particolare sono molto attenti all’open source e il summit che si è tenuto in questi giorni è l’ennesima conferma.
Insieme a RackSpace, la NASA contribuisce attivamente allo sviluppo di OpenStack: una soluzione open source per il cloud computing il cui codice è ospitato da Launchpad. In questa due giorni la NASA ha tenuto delle conferenze insieme ad alcuni rappresentanti del software libero, da Red Hat a IBM, discutendo delle tecnologie in uso.
Pascal Finette (Mozilla), Robert Sutor (IBM), Brian Stevens (Red Hat), Chris Wanstrath (GitHub) e Chris Di Bona (Google) si sono alternati al microfono per discutere dell’interazione tra la NASA e la comunità open source e viceversa. Le sessioni hanno accolto la collaborazione del pubblico attraverso Twitter con l’hashtag #NASAoss.
Via | Sharable