Attivo sulla scena dei sistemi operativi liberi da ben prima di Indiana, il progetto Nexenta ha pubblicato la seconda release candidate di ciò che diventerà Nexenta Core Platform 1.0; questa rc2 è basata su OpenSolaris build 8x, integra un sistema che sfrutta ZFS per gli aggiornamenti di APT ( apt-clone ) ed offre il supporto alle Solaris Zone ( il sistema di virtualizzazione di Solaris ).
L’immagine di ISO di Nexenta disponibile sul sito del progetto non include nessun ambiente grafico: ad installazione terminata può essere aggiunto tramite apt.
via | OSNews
IBM e Sun sono nelle fasi finali di un progetto durato ben 18 mesi che prevede l’adattamento di OpenSolaris per essere eseguito in maniera ottimale sui famosi System Z di Big Blue ( sui quali è già possibile utilizzare Red Hat e SLES ); il presidente e dirigente tecnologico della società di consulenza che ha gestito gran parte del processo di porting non ha rilasciato tempistiche precise ma ha comunque dichiarato che questa nuova versione di OpenSolaris sarà pronta a breve.
Nel frattempo potete dare un’occhiata a questi cinque ( I, II, III, IV, V ) video introduttivi pubblicati su YouTube.
via | OSNews
Completa interoperabilità con Windows grazie a un’implementazione in kernel space del Common Internet File System (CIFS) anche noto come SMB cioè il protocollo usato da Microsoft per la condivisione di documenti nei propri sistemi.
Questo l’ambizioso obiettivo che si sono posti gli ingegneri Sun con il progetto CIFS Server.
Come spiegato dallo sviluppatore Alan Wright, il lavoro di implementazione ha riguardato il kernel Solaris ma anche i filesystem NFS e ZFS e le utility in user space, pesantemente modificate per consentire aderenza totale al protocollo CIFS e ai servizi MSRPC di Windows.
Continua a leggere: CIFS server, l'interoperabilità con Windows secondo Sun
Con una mossa che potremmo definire a sorpresa ( visti gli anni trascorsi da rivali ), Sun e Dell hanno annunciato che Solaris ed OpenSolaris saranno supportati sui server prodotti da quest’ultima, andando ad aggiungersi alla lista di sistemi operativi già disponibili ( Windows, Red Hat Enterprise Linux e SUSE ).
Dopo anni di concorrenza, le due aziende hanno deciso di collaborare spinti probabilmente dalla possibilità di raggiungere nuovi fasce di mercato: Sun potrebbe volersi avvicinare alle piccole / medie imprese ( lasciando i suoi prodotti hardware ai clienti più esigenti ) mentre Dell potrebbe voler far leva sul brand Solaris e sfruttare l’attenzione generata dal progetto OpenSolaris ( e da tecnologie come ZFS ).
Sicuramente un’ottima chance per il sistema operativo di Sun. Siete d’accordo?
[ via OSNews ]
Dopo aver speso tante parole sul suo progetto di punta, Sun Microsystems ha annunciato che una prima versione di Indiana verrà finalmente resa disponibile entro la fine del mese di ottobre. Si tratterà di un rilascio dedicato agli sviluppatori, che potranno cominciare a prendere confidenza con i nuovi componenti introdotti dal team di Ian Murdock: tra questi figura Image Packaging System, un nuovo package manager la cui inclusione è prevista per Solaris 11 ma non per la versione attualmente disponibile ( la 10 ).
Altri software dati per certi nella prima versione di Indiana sono GNOME 2.20, le librerie di KDE4, Open Sound System v4 ( scelta resa possibile dall’apertura dei sorgenti del progetto ), Compiz, ZFS, Caiman installer e, last but not least, un sistema a-la Revisor per consentire la creazione di versioni modificate del sistema. Ad impreziosire il tutto aggiungete la compatibilità con la Linux Standard Base ( LSB ).
Tutta la tecnologia sviluppata in seno al progetto Indiana verrà trasferita in OpenSolaris, confermando ancora una volta la volontà di Sun di valorizzare il suo sistema operativo libero. Il rilascio completo di Indiana è previsto per marzo con il nome di OpenSolaris 3/08 mentre OpenSolaris 9/08 adotterà il codename Jerico.
[ via OSNews ]
Ian Murdock ne è convinto: Sun può applicare quanto appreso osservando Linux per trasformare Solaris in un degno rivale del pinguino, con un bacino d’utenza almeno pari a quello di Java; proprio in questi giorni Sun ha rilasciato Update 4 per Solaris 10, aggiornamento che introduce miglioramenti notevoli nella tecnologia di virtualizzazione Solaris Containers: grazie ad esso i clienti di Sun sono ora in grado di eseguire binari Linux ( per Red Hat Enterprise Linux e CentOS ) senza nessuna la necessità di modifiche ai sorgenti.
[ via OSNews ]
Non sono passati nemmeno sette giorni dalla sentenza sul caso SCO che già Novell sente il bisogno di chiarire le sue intenzioni, affermando che, nonostante possieda i diritti su UNIX, non ha intenzione di perseguire una strada simile a quella della sua avversaria e che si asterrà quindi dal denunciare a destra e a manca ( presunte ) violazioni dei suoi copyright.
Comunque sappiamo che Linux non ha nulla da temere e sembra che anche OpenSolaris sia al sicuro da eventuali cause legali. Una SCO basta e avanza.
[ via OSNews ]
Nonostante l’incompatibilità tra le licenze di ZFS e del kernel Linux sembra che il filesystem di Sun verrà usato in produttività con il pinguino.
A renderlo noto è la società Cluster File Systems che ha deciso in accordo con Sun di integrare ZFS con il proprio filesystem per cluster Lustre.
Tuttavia ZFS non sarà utilizzato con sistemi Solaris ma con Linux grazie all’utilizzo di Fuse (come ipotizzato da liquidat e parzialmente confermato da un paper di Cluster File System). Con l’esecuzione in userspace consentita da zfs-fuse è già possibile infatti accedere al filesystem di Sun senza violare la GPLv2 con cui è rilasciato il kernel Linux.
Insomma nonostante tutto ZFS sta già facendo il suo ingresso nel mondo del pinguino passando direttamente in ambienti mission critical in cui non sono ammessi errori e malfunzionamenti.
[Via | /home/liquidat]
Ricordate lo scambio di opinioni tra Torvalds e Schwarz in merito al reale interessamento di Sun nei confronti del software aperto / libero? Beh, anche Theo de Raadt ha voluto dire la sua in merito, citando in particolare il caso di alcune specifiche tecniche relative alle Sun Ultrasparc III.
De Raadt si lamenta del fatto che, nonostante il suo team abbia donato al mondo software come OpenSSH ( di cui anche gli utenti Sun beneficiano ), l’azienda non abbia collaborato minimamente con gli sviluppatori OpenBSD intenzionati a portare il sistema operativo sulle macchine Ultrasparc III, di cui sono sì disponibili le specifiche tecniche, ma solo quelle relative al processore e non al resto della scheda madre ( prodotta da Sun ).
Continua a leggere: Theo de Raadt interviene nel dibattito Torvalds / Schwarz
Ci sono due scuole di pensiero su OpenSolaris: quella che lo vorrebbe come kernel da inserire in ambiente GNU e quella che lo vorrebbe come uno Unix fedele alla tradizione, proprio come il Solaris originale; entrambe le correnti hanno degni e fieri esponenti che tentano di dimostrare la superiorità delle proprie soluzioni tecniche: da un lato si promuove le potenzialità di APT e la vastità dei repository Debian, dall’altro si punta sulla tradizionale solidità di Solaris e dei BSD in generale. Ovviamente avrete capito che stiamo parlando, rispettivamente, di Nexenta e di BeleniX; visto che di GNU/Solaris abbiamo già parlato in occasione del rilascio della settima alpha dedicheremo questo post alla nuova versione di BeleniX.
Continua a leggere: BeleniX 0.6, OpenSolaris livecd ( e non solo )
Tra le vendite di server in caduta libera e la crescente pressione su Schwartz per dare un taglio netto ai posti di lavoro ed incrementare il valore delle azioni ( ormai sceso a 5.26 dollari ), Sun sta prendendo nuovamente in considerazione la possibilità di giocare la sua carta più estrema: rilasciare Solaris con licenza GPL.
Una scelta di questo tipo potrebbe rinvigorire Sun, elevandola al contempo in cima all’olimpo del Free Software ma potrebbe anche risultare inutile o addirittura deleteria, andando a diminuire il valore di una delle più importanti parti della proprietà intellettuale della società; se a queste considerazioni si aggiunge il noto astio degli sviluppatori openSolaris nei confronti della General Public License e la scelta quasi obbligata dell’imminente GPL v3 * ci si rende perfettamente conto di come questa decisione potrebbe influire in modo drastico sul futuro stesso di Sun.
Voi cosa ne pensate?
[*] Rilasciare Solaris sotto licenza GPLv2 significherebbe consentire agli sviluppatori Linux di “depredare” le killer-feature ( ZFS su tutti ) del sistema operativo di Sun, diminuendo ancora di più le possibilità di successo di quest’ultimo
[ via OSNews ]
Di utenti che utilizzano quotidianamente openSolaris sul desktop non ce ne sono moltissimi ma, nonostante questo, siamo felici di informarvi che Compiz 0.5 può ora essere installato ed eseguito sul sistema di casa Sun, a patto di possedere una scheda grafica NVIDIA e di utilizzare i proprietari; l’annuncio è stato dato da uno sviluppatore di openSolaris ( e probabilmente anche di GNOME ) nei primi giorni di Marzo ma solo la scorsa settimana è stato rilasciato un script in grado di automatizzare la procedura di download, patching ed installazione del noto composite manager.
Chissà che non venga integrato anche nella prossima release di Nexenta…
[ via OSNews ]