Apache OpenOffice.org, il nuovo progetto di Incubator, prosegue per la propria strada con più di settanta contributori attivi. Passato a The Apache Software Foundation (ASF) da Oracle, OpenOffice.org non ha affatto intenzione di concedere spazio a LibreOffice. Lo sviluppo continuerà «alla maniera di Apache». E con quali prospettive?
The Apache OpenOffice.org Podling Project Management Committee (PPMC) è dieci volte più grande degli altri progetti, oltre centosettanta, previsti dal programma di Incubator. ASF ha raccolto la sfida con entusiasmo, disponendo tutti gli strumenti affinché OpenOffice.org riprenda l’aggiornamento a un anno circa dall’ultimo rilascio.
Perché Apache OpenOffice.org torni sulla scena, il codice dev’essere adeguato alle esigenze di ASF: è un processo che richiederà ancora del tempo, poiché i contributori sono abituati a dieci anni di lavoro tra Sun Microsystems e Oracle. Nel frattempo, tuttavia, LibreOffice si è imposto come l’erede naturale del progetto originario.
Via | PR Newswire

LibreOffice 3.4.2 è stato rilasciato per Linux, OS X e Windows da The Document Foundation. Gli sviluppatori considerano questa versione, la terza per la serie 3.4, «pronta all’utilizzo nelle imprese» grazie alla soluzione dei problemi più rilevanti della suite. Insomma, LibreOffice è abbastanza maturo per rimpiazzare OpenOffice.org.
Quanto alle nuove funzionalità, LibreOffice 3.4.2 genera il testo utilizzando Cairo su Linux (una scelta opposta a quella di Mozilla), affinché non vi siano disparità nell’output. Su tutte le versioni è stata migliorata l’esportazione dei documenti in HTML con un’anteprima dei risultati. Molte tra le nuove funzioni riguardano Calc.
Un’enfasi particolare, anche nella risoluzione dei problemi, è stata data allo sviluppo per Linux. LibreOffice 3.4.2 supporta il menù globale di Unity (previsto inizialmente dal pacchetto lo-menubar) e incrementa la compatibilità col tema Gtk+ del desktop. The Document Foundation ha fissato la prima conferenza a Parigi per ottobre.
Via | The Document Foundation
OpenOffice.org è a un passo dal diventare un progetto di The Apache Software Foundation: la volontà manifestata dalla comunità degli sviluppatori della suite è stata accolta positivamente da Oracle. Non si trattava, perciò, di un’ipotesi così «remota» com’era lecito pensare. Questo richiederà un cambio di licenza per OpenOffice.org.
Luke Kowalski, vice-presidente per l’Oracle Corporate Architecture Group, ha espresso in un comunicato l’intenzione di collaborare con IBM per la transizione di OpenOffice.org ad Apache Incubator. Esattamente quanto era stato auspicato dalla community di Oo.o. Magari non sarà un processo immediato, però non sussistono più ostacoli.
The Document Foundation, la fondazione di LibreOffice, non ha fatto attendere una reazione piuttosto stizzita alla notizia. La posizione del fork non cambia: la fondazione è pronta ad accogliere una “riunione” dei progetti, a patto che avvenga con LibreOffice. Pur rispettando Apache, The Document Foundation esclude una convergenza.
Via | LWN
OpenOffice.org potrebbe avere un futuro con The Apache Software Foundation. Almeno questo è il desiderio manifestato da alcuni membri della community sulla mailing list ufficiale della suite. Tutte le applicazioni di OpenOffice.org dovrebbero perciò essere rilasciate sotto Apache License 2.0. Potrebbe essere una soluzione credibile?
A metà del mese scorso Oracle ha dichiarato l’intenzione di lasciare lo sviluppo di OpenOffice.org alla comunità. Pochi giorni dopo com’era prevedibile The Document Foundation ha replicato chiudendo le porte a una fusione tra Oo.o e LibreOffice. I manutentori di OpenOffice.org devono trovare una soluzione di marketing per la suite.
La fusione con Apache, ammesso che possa mai diventare realtà, avverrebbe attraverso il programma Incubator. Oltre al rilascio dei programmi di OpenOffice.org come Apache 2.0, gli sviluppatori dovranno preoccuparsi di verificare la compatibilità delle licenze dei componenti di terze parti, tra cui Mozilla. È una prospettiva remota.
Via | Michael Meeks
Oracle trasformerà OpenOffice.org in un progetto interamente gestito dalla comunità e non ne offrirà più una versione commerciale. La nota è stata diramata ieri ed è destinata a fare discutere: la community cui fa riferimento Oracle non è certo quella di LibreOffice, perciò potremmo anche avere due suite equivalenti in competizione.
La multinazionale continuerà a supportare gli standard di Open Document Format (ODF) e a sviluppare la propria soluzione per l’ufficio, Oracle Cloud Office. Edward Screven sostiene che Oracle intenda «iniziare subito a collaborare con la comunità perché OpenOffice.org mantenga il proprio successo». Non cita The Document Foundation.
La prospettiva più probabile è quella d’avere, quindi, due progetti paralleli. Un po’ come KOffice e Calligra Suite, il fork interno a KDE. Qualunque sia il futuro di OpenOffice.org e LibreOffice, la comunità open source ha solo da guadagnarci: è davvero un peccato che Oracle non abbia predisposto altrettanto anche per OpenSolaris.
Via | Marketwire
È una notizia positiva per la crescita di The Document Foundation, però non farà piacere a tutti: Novell ha abbandonato OpenOffice.org per proporre in alternativa LibreOffice. La suite per l’ufficio è in vendita a partire da $120.00 coi servizi aggiuntivi di Novell, dal supporto ai plugin per l’interoperabilità con Microsoft Office.
Ciò dovrebbe portare dei fondi importanti al bilancio della fondazione e aiutare la diffusione di LibreOffice. Novell svolge un duplice ruolo nei confronti di The Document Foundation: è in testa nella classifica dei contributori allo sviluppo di LibreOffice, fornisce uno sbocco commerciale alla suite. Qual è il futuro dell’azienda?
È un punto su cui riflettere, perché il rischio (neanche troppo remoto) è quello di ritrovarsi da un lato con Microsoft a controllo del fork di OpenOffice.org e dall’altro con Oracle Open Office. La situazione non è idilliaca. Forse, una partnership con Red Hat o, Canonical sarebbe stata più opportuna per The Document Foundation…
Via | Novell

LibreOffice 3 sarà adottato ufficialmente da numerose distribuzioni: praticamente, da tutte quelle più diffuse. Chi, però, contribuisce maggiormente allo sviluppo della suite? Esistono dei dati, generati dai commit ricevuti dall’archivio di The Document Foundation su Git. Novell è in testa con 205 sviluppatori. Segue Oracle con 112.
Il francese Cedric Bosdonnat, laureato all’Institut National des Sciences Appliquées (INSA) di Lione, è un programmatore impegnato sullo sviluppo di OpenOffice.org per Novell. Col fork della suite, è passato a LibreOffice. Si occupa principalmente di gestire i repository della fondazione su Git, per cui ha accesso alle statistiche.
Il numero degli sviluppatori non corrisponde necessariamente alla quantità di codice prodotto, né può essere considerato un valore qualitativo. Red Hat contribuisce a LibreOffice con 39 sviluppatori, Canonical è entrata di recente nello sviluppo con 2. Tali informazioni mostrano gli equilibri esistenti all’interno della fondazione.
Via | Linux Journal
Il periodo pre-natalizio ha portato con sé molte novità per Linux – e, più in generale, per l’open source – in due ambienti: intrattenimento e produttività. Potete distrarvi con tanti nuovi giochi e preparare il ritorno in ufficio con una serie di soluzioni da OpenOffice.org 3.3 a Calligra (ex-KOffice) e LibreOffice 3. Quest’ultimo, dopo l’aggiornamento di giovedì, ha pubblicato un sito ufficiale dedicato al marketing della suite.
Non tutti sono entusiasti del lavoro di The Document Foundation, che procede a ritmi serrati per colmare il gap con quella che è destinata a essere l’ultima versione “libera” di OpenOffice.org. O, almeno, qualcuno tiene a sfatare dei miti su OOXML (il formato proprietario di Microsoft Office) e il suo rapporto con l’open source. È Miguel De Icaza, sviluppatore di GNOME e responsabile del progetto Mono di Novell.
Com’è noto OOXML (Open Office XML) ha ricevuto il rifiuto del consorzio ISO sulla richiesta di certificazione. Tutt’altro che abbattuti, gli sviluppatori hanno lavorato per risolvere i conflitti e sottoposto alla commissione una seconda domanda: il 2010 potrebbe sancire OOXML come standard internazionale. Quale che sia la vostra opinione in merito, la possibilità di scegliere è sempre un’ottima cosa. Così dice Google.
Via | The Document Foundation

LibreOffice è ormai di fatto la suite office per le più importanti distribuzioni linux. Oracle ha chiesto ai membri dell’OpenOffice.org Council che partecipano allo sviluppo di LibreOffice o alla Document Foundation di lasciare la propria posizione per un conflitto di interessi durante un meeting su IRC.
Al momento si sono già dimessi Christoph Noack, OpenOffice.org Product Development Representative, Florian Effenberger, OpenOffice.org marketing project lead, Thorsten Behrens, co-project lead on the Graphic System Layer, e Charles-H. Schulz, lead of the Native-Language Confederation of OpenOffice.org.
Vedremo quale strada sceglierà Oracle per OpenOffice.org, ma al momento il risultato è una divisione degli sforzi per ottenere il medesimo risultato. Speriamo che questo fork sia in grado di dare una risposta sia tecnica sia esauriente alle critiche che venivano mossa al progenitore.
Via | HOnline
Oracle si tiene OpenOffice.org e saluta i “secessionisti” che hanno dato vita a LibreOffice. Lo riporta un articolo su Computer World in cui si cita una mail di Oracle.
L’azienda che di recente ha acquistato Sun Microsystem spiega, in sostanza: “E’ il bello dell’open source, chiunque può creare un fork. Vogliamo che OpenOffice sia sempre più diffuso e se questa nuova fondazione (The Document Foundation, ndr) contribuirà al progetto, le facciamo i nostri migliori auguri”.
Intanto però LibreOffice, sostenuto già da Red Hat, Canonical, Novell, Google, Fsf, Osi, Gnome Foundation, dovrebbe apparire già in Ubuntu 11.04. Ibm, sempre stando a Computer World, aspetta di vedere che succede.
Può capitare di avere la necessità di predisporre documenti in più lingue – magari a corredo di un’applicazione – e a questo scopo avvalersi del supporto di un team: i progetti di traduzione distribuita stanno avendo sempre più successo.
Google ha apportato notevoli migliorie a Google Translate negli ultimi mesi: tra queste il supporto alla traduzione in tempo reale e un numero di lingue sempre maggiore — non soltanto dall’inglese.
L’ultima modifica in ordine di tempo riguarda l’integrazione della chat di GTalk (perciò del protocollo Jabber) in Google Translator Toolkit, intesa come maggiore supporto al crowdsourcing.
Continua a leggere: Google Translator Toolkit ora ha una chat integrata
In attesa della versione 3.2 prevista per la fine di novembre, il team di sviluppo di OpenOffice.org ha deciso di rilasciare al pubblico un importante aggiornamento di sicurezza il quale andrebbe a sistemare diversi bug e una potenziale vulnerabilità scoperta nelle ultime settimane.
L’update a questa versione 3.1.1 è vivamente consigliato. I programmatori insistono sulla questione di effettuare il download direttamente dal sito ufficiale di OpenOffice.org; qualora questo fosse temporaneamente irraggiungibile per un qualsivoglia motivo, predicano pazienza e chiedono ai navigatori di riprovare in un secondo momento.
Pare che tutto questo allarmismo sia dovuto a delle segnalazioni ricevute da parte di utenti che hanno trovato “brutte sorprese” in alcuni pacchetti spacciati per ufficiali; il tutto però non è affatto chiaro. Nel dubbio non ci resta che seguire il consiglio del team di sviluppo.