Il rilascio di JavaFX 2.0 è stato, probabilmente, l’annuncio più importante del JavaOne 2011 di San Francisco: Oracle ha deciso di riprendere lo sviluppo e completare il progetto di Sun Microsystems. Una Rich Internet Application (RIA), che potrà competere con Adobe Flash. JavaFX 2.0 non è compatibile con la serie 1.3.x o inferiori.
L’evento degli sviluppatori di Java si conclude oggi, tuttavia è escluso che emergano altri progetti rilevanti (almeno, da parte di Oracle). JavaFX 2.0 passa all’open source con OpenJFX sotto OpenJDK: è un “ibrido” tra le RIA esistenti e l’approccio di HTML5 più JavaScript. Propone un nuovo linguaggio di markup, FXML, anziché XAML.
Il download del Software Development Kit (SDK) di JavaFX 2.0 è disponibile per Windows, insieme col runtime: il porting per Mac OS X è ancora sperimentale e quello per Linux è previsto entro la fine del 2012. Quest’ultimo sarà supportato ufficialmente da Canonical per Ubuntu e dovrebbe essere rilasciato in contemporanea con Java 8.
Via | ReadWriteWeb
Twitter è ufficialmente un nuovo membro di Java Community Process (JCP) e OpenJDK, una scelta motivata dall’importanza «critica» dell’ecosistema di Java Virtual Machine (JVM) per l’infrastruttura del popolare servizio di microblogging. Twitter attinge ogni giorno all’open source tanto per i propri servizi quanto per le applicazioni.
In particolare, l’interesse degli sviluppatori di Twitter spazia da Java e JavaScript a Clojure, Ruby e Scala. Riguardo a OpenJDK, Twitter è intenzionato a contribuire essenzialmente per incrementare le performance di JVM: allo scopo è stato pubblicato un annuncio di lavoro per gli uffici di San Francisco. È un impegno molto serio.
La divisione open source di Twitter (@TwitterOSS) è già impegnata in una serie di progetti, alcuni dei quali abbiamo descritto in passato, che includono pure il kernel di Linux. L’ingresso in JCP e OpenJDK ha rinnovato l’apertura dell’azienda alla comunità: un impegno pari o superiore a quello di Facebook, sul software open source.
Via | Twitter
Gli sviluppatori di IcedRobot hanno raggiunto un altro traguardo, nell’accesso alle funzionalità di Android sul desktop: la piattaforma è in grado di dialogare con lo stack per il Bluetooth con Java. Il supporto non è ancora completo, però non occorrerà molto perché siano aggiunte le funzioni mancanti e diventi davvero utilizzabile.
Nonostante la disponibilità di una Service Provider Interface (SPI) integrata, allo scopo i manutentori del progetto hanno scelto di utilizzare BlueCove. Il risultato è l’accesso al Bluetooth di Android nel modo più semplice possibile. IcedRobot era già stato capace di avviare Java2Demo compilato per il sistema operativo di Google.
È bene ricordare che IcedRobot non è un tentativo di rendere free software Android sui dispositivi mobili, al contrario di Replicant. Né un porting come Android-x86. È una piattaforma, basata su OpenJDK, per portare le applicazioni di Android sul desktop di Linux. Al JavaOne saranno svelati altri «grandi piani», riguardo IcedRobot.
Via | Mario Torre
Java 7 è stata finalmente rilasciata: si tratta di una release da “record” per diversi motivi. Il più importante riguarda senza dubbio il fatto che la piattaforma, per la prima volta, si basa sul codice fornito da OpenJDK. È il progetto open source per la distribuzione di Java, adottato soprattutto da Linux e di recente da Mac OS X.
L’altro primato si deve al fatto che Java 7 è pure la prima major release da quando Sun Microsystems è stata acquisita da Oracle. Gli altri record riguardano i numeri: la piattaforma risolve 9494, introduce 1966 miglioramenti, include 9018 update e ha avuto 147 build. Larga parte di questi aggiornamenti si devono proprio a OpenJDK.
Mark Reinhold, nonostante la defezione di Apache dal Java Community Process, sostiene che l’impegno di Oracle per coinvolgere la comunità open source nello sviluppo di JDK 7 sia un grande successo. Ormai lo sguardo è a Java 8, un rilascio (atteso per la fine del 2012) almeno altrettanto entusiasmante per i progetti Lambda e Jigsaw.
Via | The H Online
IcedRobot, il progetto per portare le applicazioni di Android sul desktop sviluppato dal team di OpenJDK, sta facendo passi da gigante nell’ultimo periodo. Tant’è che IcedRobot/Daneel può avviare Java2Demo compilato come .dex e .apk per Android su una macchina con Linux. Servono dei workaround, però Java2Demo funziona correttamente.
La missione di IcedRobot è quella d’ottenere un framework in grado d’avviare qualsiasi applicazione scritta per Android sui sistemi compatibili con OpenJDK, non solo con Linux. Il progetto risponde a una domanda che ci siamo fatti in molti: perché un’applicazione dovrebbe funzionare su Android e non su Linux? Presto sarà possibile.
È importante tenere separato IcedRobot da Replicant, il fork mantenuto dalla Free Software Foundation, e da progetti come Android-x86. Replicant sta ad Android come Linux-Libre a Linux mentre Android-x86 installa il sistema sulle architetture a 32-bit e 64-bit. IcedRobot si “limita” a far girare le applicazioni scritte per Android.
Via | Roman Kennke
O, le argomentazioni di James Gosling hanno convinto Apple, oppure Steve Jobs soffre di un disturbo bipolare. Potrebbero essere realistiche entrambe le prospettive. Il risultato è che OS X passerà a OpenJDK e contribuirà allo sviluppo di Java SE 7 ricevendone gli aggiornamenti direttamente da Oracle. Insomma, la prospettiva si è ribaltata e la censura sulle applicazioni dell’iTunes Store dovrebbe essere scongiurata.
Dopo essersi lamentata dei ritardi nell’aggiornamento di Java (non più tardi di un mese fa), Apple ha stretto una partnership con Oracle per risolvere il problema in via definitiva. Esattamente come IBM nella prima metà di ottobre, Apple contribuirà alla crescita di OpenJDK: il ramo aperto di Java raggiunge così l’ennesimo traguardo… proprio all’indomani delle aspre critiche esposte dall’Apache Software Foundation.
Per la precisione, ASF si è lamentata nell’ambito del Java Community Process (JCP) che è un organo diverso e separato da OpenJDK. Nelle ultime settimane sono subentrati dei contrasti tra i rappresentati delle rispettive governance soprattutto in merito alla monetizzazione di Java pianificata da Oracle. Un atteggiamento che non è gradito a Google, ancora nel mirino di Oracle per la questione del codice di Android.
Via | Oracle
Il rapporto tra Java e i sistemi operativi per dispositivi mobili non attraversa certo il momento migliore. Nonostante piattaforme come GetJar sembrino non conoscere crisi, Oracle è in polemica con entrambi i principali distributori di OS per smartphone di ultima generazione (almeno, stando ai dati di vendita). Il problema con Google è noto, tanto che non varrebbe la pena aggiornare ai dettagli dell’ultimissima ora.
È meno popolare, ma altrettanto importante lo scontro con Apple. Il caso è scoppiato con l’ultimo keynote di Steve Jobs: con una serie di dichiarazioni, dapprima per nulla esplicite, è emerso che Java non sarà presente nel futuro di Mac OS X. Ciò significa essenzialmente che tutte le applicazioni distribuite via App Store dovranno escludere il linguaggio, che è stato deprecato un po’ come avvenuto con Adobe Flash.
Se ne sono occupati anche i colleghi di Melablog.it: Apple polemizza sull’aggiornamento di Java. Ne avevamo parlato proprio su queste pagine, poiché la roadmap di JDK7/8 ha subito delle alterazioni recenti. Secondo Steve Jobs, Java di Oracle sarebbe sempre in ritardo di una versione. James Gosling, padre del linguaggio, ha smentito citando l’esempio di IBM e HP. Intanto, un trojan affligge OS X a causa di Java.
Via | Ars Technica
Oracle ha aggiornato la pagina delle features che saranno presenti in JDK 7. La lista, che dovrebbe essere definitiva, presenta alcune nuove caratteristiche che non facevano parte del precedente piano di sviluppo ma daranno un notevole valore aggiunto agli sviluppatori e agli utenti. Alcune features, inoltre, sono state aggiornate.
Di seguito, brevemente, alcune delle features presenti nella prossima versione:
Continua a leggere: JDK 7, Oracle aggiorna la lista delle features
Gli sviluppatori di JNode hanno rilasciato la versione 0.2.7 del loro sistema operativo scritto in Java (se si esclude il nano kernel in assembler). Questo rilascio presenta l’integrazione dell’implementazione OpenJDK di Swing e AWT, miglioramenti significativi all’intera GUI (soprattutto sul versante del font rendering), supporto generico a VESA, una rinnovata shell, Samba con supporto in lettura/scrittura, maggiore stabilità e numerosi bugfix (changelog completo).
Dalla pagina dei download è possibile scaricare l’immagine ISO di JNode, la virtual machine per VMware ed i sorgenti.
via | OSNews
Gli utenti Java e Ubuntu saranno felici di sapere che OpenJDK 6 è stato migrato nel repository principale della distribuzione “umana”, diventando il Java Run-Time Environment (JRE) e Java Development Kit (JDK) di default di Ubuntu 8.10. OpenJDK è la versione libera di Java nata dall’apertura dei sorgenti di della versione 6 e dal lavoro della comunità (ma anche di aziende come RedHat).
L’annuncio ufficiale e l’elenco delle architetture interessate da questo cambiamento sono presenti nell’archivio della mailing list ubuntu-devel-announce.
via | Phoronix
JNode è un sistema operativo libero scritto quasi completamente in linguaggio Java ( ed accezione del nano-kernel, scritto in assembler ) di cui abbiamo già parlato in passato; recente è stata rilasciata una nuova versione che introduce il supporto all’hotswapping dei dischi, ad NFS ed HFS+. JNode 0.2.6 sfoggia anche una migliore integrazione con openJDK ed una compatibilità decisamente elevata ( 99% ) con le API di Java 6.
Interessati al download? Qui potete trovare il changelog mentre qui sono presenti le varie edizioni di JNode ( immagine ISO, sorgenti, immagine VMWare ).
via | OSNews
Il progetto IcedTea fornisce l’infrastruttura necessaria per la compilazione del codice sorgente di OpenJDK utilizzando esclusivamente software libero ed integra librerie sostitutive ( provenienti dal progetto GNU Classpath ) per quelle parti di Java che risultano ancora proprietarie.
La recente versione 1.6 include “Zero-assembler”, una feature che permetterà il porting di IcedTea su tutte le varianti di GNU/Linux che dispongano di libffi e GCC; oltre a questo, IcedTea 1.6 introduce il supporto a JNLP, alla base delle applicazioni Java Web Start.
via | OSNews