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Tutti gli articoli con tag open hardware

HexBright, una torcia elettrica open source

pubblicato da Lpt on fire!

HexBright è il nome di un progetto per la realizzazione di una torcia elettrica open source.

Questo significa che potrete manipolare nel modo che più preferite l’involucro esterno, il circuito elettrico ed il software che la gestisce. Il progetto è stato presentato su KickStarter per raccogliere i fondi con cui avviare la produzione ed il target minimo è già stato raggiunto. Verranno quindi realizzate due versioni, entrambi utilizzando i potenti led CREE XM-L, la prima con una potenza di 350 lumen e la seconda che arriva a 500 lumen ed è ricaricabile via USB.

Sempre attraverso la porta USB sarà possibile anche modificare il firmware di gestione della torcia elettrica per impostare tutte le modalità che possono esservi utili, dalla potenza della luce al lampeggio.

Via | KickStarter

L'open source come base dello sviluppo rurale

pubblicato da Lpt on fire!

Il movimento FLOSS ottiene grandi riscontri nel mondo del software, ma negli ultimi anni sta facendo progressi anche nel mondo “reale” grazie a vari movimenti che si possono racchiudere sotto il termine open hardware e sono accomunati dalla distribuzione sotto licenze libere sia dei firmware sia degli schemi necessari per la realizzazione di vari tipi di macchinari.

Marcin Jakubowski ha intrapreso un’iniziativa simile, ma dalle grandissime ricadute pratiche. Ha fondato un progetto per la realizzazione di una serie di trattori/macchine operatrici da utilizzare nei paesi in via di sviluppo o nelle piccole realtà rurali dove grossi mezzi possono essere troppo costosi e poco utilizzati per ipotizzarne l’acquisto.

Lo scopo è quello di arrivare alla creazione di tutto quello che serve per rendere sostenibile senza aiuti dall’esterno un villaggio con un budget di 10.000$, che possono sembrare tanti, ma se si mettono in rapporto con il risultato finale sembrano proprio pochi.

Al momento delle 50 macchine che si vogliono costruire ce ne sono già 8 che si possono costruire e con l’aumentare della conoscenza su questo progetto il numero dei collaboratori aumenta e così anche la velocità di sviluppo finale.

Via | OpenSourceEcology

Gameduino

pubblicato da Lpt on fire!

Poiché non si vive di solo software ed un po’ di bisogna pur svagarsi un po’ ogni tanto voglio presentarvi il progetto a href=”http://excamera.com/sphinx/gameduino/”>Gameduino.

Come si può intuire dal nome del progetto si tratta di un modulo aggiuntivo per Arduino legato al mondo dei videogiochi. In pratica si tratta di una scheda che vi consente di collegare un monitor VGA e degli altoparlanti per poter far girare videogiochi. Un tuffo nel passato che ognuno può fare con una spesa piuttosto contenuta trovando un nuovo uso per il già utilissimo Arduino.

Al momento sul sito del progetto sono presenti solo dei demo che potete vedere anche nel video qui sopra, ma le potenzialità per diventare un progetto di tutto rispetto ci sono tutte. Il progetto hardware è rilasciato sotto licenza BSD, mentre per il codice è stata scelta la GPL.

Ora non resta che vedere se si svilupperà qualche titolo lo-fi per attirare un buona massa critica in grado di dare il via ad un vero e proprio ecosistema. Magari facendo rinascere anche vecchie glorie del passato.

Via | Gameduino

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Arduino, il documentario

pubblicato da Lpt on fire!

Il movimento FLOSS continua a crescere ed ogni singolo progetto è diventato un mattone con cui oggi si possono costruire dei sistemi complessi e potenti completamente liberi.

Fino a che si parla di software è tutto piuttosto semplice se ci confronta con i problemi di chi sviluppa hardware. È per questo motivo che la scena open hardware è più indietro, ma anche in questo caso l’open source sta facendo dei grandi passi in avanti. Uno dei contributi significativi è sicuramente Arduino, un piccolo mattoncino italiano, che è ormai alla base di tantissimi progetti in tutto il mondo.

Arduino, per chi non lo sapesse ancora, è una semplice scheda open source con un microcontrollore programmabile che vi consente di giocare o imparare l’elettronica a basso costo e senza particolari competenze iniziali. Sono tantissime le persone che hanno iniziato quasi per gioco ed hanno sviluppato progetti importanti. Il video che trovate qui sopra è un documentario, in inglese, che intervista tutti i protagonisti di questo successo e ne presenta tutte le caratteristiche. Sicuramente da guardare.

Via | Geek

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Open-source hardware statement 0.4

pubblicato da Lpt on fire!

Qualche mese fa vi avevamo parlato della Open Source Hardware Definition, un documento per creare una licenza dedicata all’hardware Open source.

L’incontro che si è svolto recentemente ha consentito di migliorare il documento che ora è alla versione 0.4, ma gli organizzatori vorrebbero coinvolgere tutti per vagliare ogni possibile idea di modifica, in modo da ottenere un documento finale veramente condiviso da tutta la comunità.

Potete partecipare attraverso il forum o la mailing list.

Via | OpenHardwareSummit

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PandaBoard

pubblicato da Lpt on fire!


PandaBoard è una nuova scheda di sviluppo per ARM dotata del nuovo OMAP 4430.

Il design ricorda un altro progetto molto simile e che è diventato famoso in rete, BeagleBoard, ma questa nuova arrivata ha caratteristiche più avanzate come il dual core Cortex-A9 da 1GHz, l’acceleratore grafico in grado di riprodurre filmati HD 1080p ed un 1GB di DDR2, non poca considerando che stiamo parlando di un sistema embedded.

Dal punto di vista delle connessioni sono presenti WiFi, Bluetooth, porta seriale RS232, due porte USB 2.0, ethernet 10/100, DVI, HDMI ed una scheda SD. Un bel progetto che chi lavora in un progetto open source può addirittura richiedere gratuitamente. Gli altri possono mettersi in coda in attesa dell’arrivo effettivo, ma non ancora specificato, sul mercato.

Via | PandaBoard

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Open Source Hardware Definition 0.3

pubblicato da Lpt on fire!

Alcuni famosi sviluppatori del mondo dell’open source hardware hanno pubblicato una prima bozza per una nuova licenza: Open Source Hardware (OSHW).

La versione attuale è un incrocio fra la GPL, Creative Commons e la licenza TAPR Open Hardware License. Quest’ultima, purtroppo, fa riferimento sollo all’hardware tralasciando l’importante discorso relativo al firmware. La nuova licenza cercherà di eliminare questi problemi e diventare uno standard per i progetti hardware open source.

Al momento nella licenza OSHW sono citati 11 requisiti a cui un progetto deve sottostare, dalla documentazione, agli schemi senza dimenticare la libera distribuzione senza restrizioni. I collaboratori al progetto cercheranno di presentare la versione finale entro il summit del 23 settembre.

Via | OpenHardwareSummit

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Paparazzi, droni per tutti

pubblicato da Lpt on fire!


Paparazzi è un misto di open source ed open hardware con lo scopo di creare dei velivoli dotati di autopilota.

Il progetto è molto variegato per tutte le esigenze a partire dai componenti per i droni fino ai sistemi di controllo da terra. Hardware e software sono disponibili sotto licenza GPL e molte aziende stanno vendendo gli autopiloti o gli accessori più richiesti.

Paparazzi può essere utilizzato per una gran quantità di velivoli a partire dagli alianti fino a quelli che producono una gran quantità di vibrazioni. Supporta una gran varietà di servocomandi ed è facile inviare a terra uno stream video.

Via | Paparazzi

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Qbo, un robot open source

pubblicato da Lpt on fire!


Avete sempre desiderato darvi alla robotica, ma non disponete dei fondi necessari per progetti complessi?

Qbo dovrebbe essere la risposta open source a queste voglie. Si tratta di un piccolo robot, senza arti, ma con due telecamere ad alta definizione, due microfoni come orecchie ed un’altoparlante/bocca.

All’interno del pancione del robot c’è una scheda madre Mini-ITX con un processore Intel Atom, WiFi e Bluetooth. Il tutto è controllato da Linux. L’azienda ha pubblicato le specifiche ed alcuni degli schemi per la creazione di questo bot. Attenderemo l’annuncio ufficiale dopo questo interessante teaser.

Via | TheCorpora

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Open Hardware: sì, è possibile guadagnare!

pubblicato da Lpt on fire!


Spesso si sente tanta incredulità dietro alle possibilità di guadagnare con l’open hardware, ma ci sono progetti che si stanno concretizzando velocemente.

Ad oggi ci sono già 13 aziende che riescono a fatturare milioni con prodotti open hardware (OSHW). Phillip Torrone e Limor Fried hanno tenuto una presentazione durante la conferenza per hacker O’Reilly’s Foo Camp East che si è tenuta nel campus Microsoft vicino al Massachusetts Institute of Technology (MIT).

Quest’anno i progetti OSHW sono oltre 200 con un valore di circa 50 milioni di dollari e con la crescita attuale del settore si arriverà a circa un miliardo di dollari entro il 2015. Numeri che non si potranno più certamente definire di nicchia.

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Open source hardware, la prossima frontiera

pubblicato da Lpt on fire!

Ormai l’open source è presente in tutti gli ambienti e continua a prendere piede come numero di utenti.

L’open hardware è la prossima frontiera che ci attende. Non è lontano come alcuni credono e wired ha realizzato un’interessante articolo che ipotizza un futuro florido per l’open hardware spinto dall’onda lunga dell’open source.

Per illustrare i concetti esposti viene presentato il caso di Local Motors un’azienda che produce automobili da montare grazie a software liberi ed al crowdsourcing.

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Cambia l'hardware (e non solo) del WarMouse

pubblicato da Federico Moretti

WarMouse Comincio subito col dire che a mio avviso le polemiche innestate da OpenOffice.org e Sun nei confronti del mouse in oggetto – e le modifiche allo sviluppo che hanno generato – si potrebbero rivelare più controproducenti che altro: a prescindere dalla credibilità, come hanno affermato i suoi ideatori, che l’uso del marchio era stato richiesto e autorizzato — prima del passo indietro di OOo.

Lo dico perché la suite open source per l’ufficio avrebbe potuto giovare dalla “regolarizzazione” di una simile partnership, che avrebbe portato (siamo sempre nel campo delle ipotesi) a un’alternativa sempre più credibile a Microsoft. Azienda che già distribuisce con successo hardware ottimizzato per i propri programmi.

Ma così non è stato e non possiamo sapere se l’idea avrebbe avuto successo: l’unica certezza è che il progetto iniziale è stato completamente stravolto e il WarMouse – come si chiama adesso – ha cambiato colore, aggiunto nuovi pulsanti e da ottico è diventato un mouse a laser configurabile da 100 a 5600 CPI/DPI. Ormai anche a livello di supporto software è l’ideale per i videogiochi.

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