Amazon avrebbe ordinato la realizzazione del Kindle Tablet a Quanta, una società thailandese, e dovrebbe mettere il dispositivo sul mercato entro il prossimo Natale. Con quale sistema operativo sarà proposto? Le indiscrezioni parlano di un fork di Android/Gingerbread che Jason Perlow di ZDNet ha definito indicativamente Kindlebread.
Anziché realizzare un sistema operativo ex novo oppure sfruttare la versione standard di Android, Amazon dovrebbe adattare Gingerbread (l’ultima versione di cui sono disponibili i sorgenti) al proprio device. La scelta di una soluzione Android-based è scontata: Amazon ha già sviluppato diverse applicazioni per il sistema di Google.
Kindle for Android, Amazon MP3, Amazon Video e adesso anche Amazon Appstore for Android e Amazon Cloud Player sono indicazioni piuttosto esplicite sull’indirizzo del futuro tablet. È improbabile che il fork possa chiamarsi Kindlebread. Tuttavia, Honeycomb è disponibile soltanto ai partner di Google ed è affetto da diversi problemi.
Via | ZDNet

Angry Birds è uno dei giochi più popolari sugli smartphone di ultima generazione. Potremmo definirlo come il FarmVille dei telefoni cellulari. Si tratta di un’applicazione a pagamento che prevede contenuti a pagamento, perciò ha tutto l’interesse a disporre del maggior numero di dispositivi possibile per il proprio business. Oltre a supportare iOS e Symbian, Angry Birds è disponibile su Android 2.0+.
Il problema di Rovio Mobile, l’azienda che mantiene e distribuisce Angry Birds è proprio questo. Nonostante le dichiarazioni di Google, la cd. frammentazione di Android è ancora una realtà: col termine ci si riferisce all’aggiornamento del sistema sui diversi dispositivi che lo supportano. Angry Birds non gira su Android 1.6 e inferiori, che però è ancora molto diffuso.
A prescindere dalle lamentele di Rovio, che hanno una motivazione commerciale, la situazione denunciata dagli sviluppatori di Angry Birds coinvolge tutti gli utenti di Android. È vero che iOS ha un ciclo di sviluppo legato unicamente ad iPad e iPhone, tuttavia proprio per questo l’imminenza di Gingerbread pone ulteriori dubbi sul futuro stato della frammentazione.
Via | Rovio Mobile
Renee James di Intel ha rivelato in un’intervista al magazine australiano APC l’intenzione di portare FroYo su netbook e tablet entro due mesi: il codice del porting sarà nativo per processori x86. I sorgenti del progetto saranno liberamente a disposizione dell’intera comunità open source. In particolare, Android 2.2 su x86 verrà ottimizzato per le CPU della famiglia Atom in concorrenza con ARM e MIPS.
La mossa di Intel, a pochi giorni dal rilascio dei sorgenti di FroYo, è un chiaro messaggio a quei produttori di computer ultra-portatili che stanno valutando il passaggio a processori ARM. Intel è tra i membri dell’Open Handset Alliance (il consorzio che si occupa dello sviluppo di Android), perciò il supporto a x86 gode di un’ufficialità negata ai fork esistenti. Progetti come Android-x86 non avranno più senso.
Resta da capire che ruolo avrà MeeGo, apparentemente “snobbato” da Intel. La distribuzione non ha ancora raggiunto la maturità e una delle aziende che la sviluppano pensa già di dedicarsi ad altro. L’unico limite di Android 2.2 risiede proprio nel mancato supporto alle architetture x86. Colmato il gap è supponibile che gli installatori OEM preferiscano appoggiarsi a FroYo anziché optare per MeeGo 1.0.
Via | The H Online

Forse non è la feature più interessante di Android 2.1, a prescindere dai recenti rapporti di Google con il kernel Linux: quella presentata è una funzione che può avere applicazioni intriganti e che tutto sommato qualcuno già utilizza in forme differenti su GNOME e KDE.
I Live Wallpapers per Android sfruttano lo stesso concetto alla base degli script installabili sul desktop per ottenere sfondi personalizzati a seconda del tempo atmosferico, ma lo fanno con metodi più “ortodossi” — se mi passate il termine.
Alla base della feature ci sono SGL e OpenGL associati all’uso del GPS integrato nel Nexus One e dell’accelerometro: già disponibili come applicazione sull’Android Market i Live Wallpapers possono essere legati alla gestione degli eventi per creare effetti personalizzati in base alle azioni in esecuzione sul device.
È lecito pensare che il futuro rilascio di Chrome OS renda inutile Android-x86, il port a 32-bit del popolare sistema operativo Linux-based di Google per i dispositivi cellulari: eppure si tratta di due sistemi dalle caratteristiche differenti e lo sviluppo della distribuzione continua imperterrito anche con Eclair.
A tale proposito – esattamente come accadde per Android 1.6 – gli sviluppatori di Android-x86 hanno già cominciato a lavorare al merging di Eclair: in realtà le ultime build relative sono tutte opera di Yi Sun — perciò si tratta di una fase lungi dall’essere completa. Le novità sono diverse, dal kernel 2.6.32 al driver per la retroilluminazione degli EeePC.
Non tutte le funzionalità sono incluse nelle immagini (disponibili come ISO e per USB stick) scaricabili dal sito del progetto e ci sono diversi problemi noti, come prestazioni grafiche ridotte e una riproduzione troppo bassa dell’audio per citarne alcune. Lo snapshot è ancora identificato come 2.0 perché troppi componenti risultano ancora assenti, ma non ci vorrà molto perché la build sia completa.
Negli ultimi mesi le novità riguardanti Android – dal punto di vista dell’hardware, come del software – sono state innumerevoli: ciò nonostante quanto ci aspetta potrebbe essere ancora di più. Tanto per citare un esempio, è probabile che presto sia “svelato” il Nexus Two (lo smartphone di Google dedicato ai professionisti) di cui avevo già accennato su Downloadblog.it.
Per questo motivo partecipare al tour mondiale dell’Android Developer Lab sarebbe molto interessante: il condizionale è d’obbligo, perché tra le tappe europee non è prevista l’Italia. La location più vicina – se non altro per chi abita al Nord – è quella di Zurigo, che accoglierà il laboratorio venerdì 12 febbraio. Altre tappe continentali sono previste a Berlino, Londra, Madrid e Parigi.
Se interessati (e soprattutto in grado di spostarsi almeno in Svizzera) occorre registrarsi entro il 1 febbraio: l’occasione sarebbe stata ancor più interessante per la possibilità di tenere fra le proprie mani il Nexus One — di cui è previsto l’approdo nel mercato europeo soltanto in primavera. Evidentemente, Google ha giudicato insufficienti le premesse affinché l’Android Developer Lab si fermasse anche nel nostro Paese.
In seguito alle polemiche riguardanti l’effettiva data di rilascio del SDK di Android 2.0 – che fa seguito a Donut, già uscito a metà settembre – Google ha pubblicato in giornata una release candidate di Eclair. Stando all’annuncio ufficiale, non si tratterebbe ancora della versione definitiva — attesa per il prossimo 6 novembre.
Android 2.0 introduce delle feature che preludono all’uscita di Motorola Droid con Verizon negli Stati Uniti: tra le più interessanti, il supporto a HTML5 e ad account multipli per la sincronizzazione di e-mail e contatti.
Il rilascio definitivo del SDK e quello preliminare del NDK sono previsti rispettivamente per la prima e la seconda settimana di novembre: la contemporaneità con la disponibilità del Droid di Motorola è una mossa per bissare il successo dell’iPhone di Apple (come già hanno azzardato in molti). Che sia possibile è ancora da dimostrare.
Foto | Android Developers
Android-x86 è un port non ufficiale a 32-bit del sistema operativo per smartphone di Open Handset Alliance e Google: in pratica, consente l’installazione di Android su device diversi dai cellulari, come i netbook. Da quando è avvenuto il rilascio del SDK 1.6 – nome in codice Donut – è la prima distribuzione a farne uso.
Con la build del 16 settembre scorso, Android-x86 si avvantaggia delle nuove risoluzioni consentite per aumentare le piattaforme su cui è installabile: attualmente è stata provata su pressoché tutti i modelli di EeePC ed EeeTop, oltre all’Aspire One — gli sviluppatori consigliano di provarla su una virtual machine, altrimenti.
Il kernel della distribuzione è completamente configurabile, funzionano correttamente le webcam integrate nei mini-PC di ASUSTeK come sono riconosciuti i chipset Atheros per il WiFi. È supportato il KMS e su alcuni modelli (come EeeTop 1602 e Aspire One) il framebuffer è in grado d’impostare la risoluzione nativa. Ho verificato personalmente che la piattaforma è interamente localizzabile in italiano e su EeePC 900A non c’è bisogno di alcun workaround per il controllo della batteria.