XO-3, cioè il tablet voluto dal progetto di One Laptop Per Child (OLPC) e realizzato da Marvell, debutterà martedì al CES 2012 di Las Vegas. Il prototipo definitivo sarà disponibile in anteprima ai visitatori della fiera: finalmente, sono apparse le prime immagini del tablet che entrerà in produzione soltanto per la fine dell’anno.
Disponibile con Android o Linux – probabilmente una “spin” di Fedora – il tablet ripropone lo schermo degli ultimi laptop in produzione: un Pixel Qi a 1024×768 di risoluzione. Il processore Armada PXA618, fornito da Marvell, è un System-on-a-Chip (SoC) di ARM. XO-3 avrà 500Mb di memoria RAM. Colpisce molto la robustezza della cover.
Destinato all’utilizzo da parte di bambini, infatti, XO-3 è rivestito con un involucro di gomma — del caratteristico colore verde già apprezzato sui laptop. Una delle varianti realizzate per la cover prevede addirittura un pannello solare fotovoltaico integrato per ricaricare la batteria del tablet in assenza di corrente elettrica.
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Soltanto lo 0.2% dei portatili prodotti da One Laptop Per Child (OLPC), cioè circa 5.000 unità, prevede l’installazione di Windows XP: è uno stock offerto da Microsoft ed è estraneo alla formula prevista dalla distribuzione di XO-1. È quanto ha sostenuto con forza il gruppo di lavoro responsabile del progetto di Nicholas Negroponte.
La precisazione s’è resa necessaria, perché alcune indiscrezioni parlavano dell’abbandono di Linux e dell’open source da OLPC, anche in previsione del tablet di prossima realizzazione. Una possibilità, introdotta di recente con un aggiornamento, è quella di realizzare un dual-boot con Windows XP: tuttavia, pochi se ne sono avvalsi.
Una possibilità, al contrario, particolarmente popolare in America Latina è Sugared Wine, una versione di Wine dedicata a Sugar (l’interfaccia grafica open source di XO-1). La scelta di Linux non deriva dall’assenza di Windows XP sui processori ARM: Windows 8 non sarà preso in considerazione da OLPC, neppure per il prossimo futuro.
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Tim Falconer è un responsabile di Waveplace, un’organizzazione che si prefigge lo scopo di raccogliere fondi per distribuire dei laptop con cui possano studiare i bambini dell’area caraibica. Ovviamente, l’hardware in questione è XO del progetto OLPC di Nicholas Negroponte. Rientrato da Haiti, Falconer ha redatto un articolo in cui sostiene l’importanza dell’e-learning contro il modello standard.
Per certi versi, la conclusione di Falconer è un po’ la scoperta dell’acqua calda… eppure l’assunto per cui «la scuola non è un edificio» ha una validità che dovremmo considerare anche in Italia. Pensate all’Abruzzo o, alle recenti alluvioni che hanno colpito Campania e Veneto. Cambiare l’approccio allo studio attraverso la tecnologia (e le soluzioni open source) avrebbe ridotto i tempi dell’interruzione curricolare.
Ciò non significa che la scuola sia soltanto un luogo dove apprendere: le occasioni di socializzare sono sempre meno nella nostra società e il ruolo degli istituti scolastici non può essere sostituito da internet. Tuttavia, Falconer sottolinea un aspetto che i governi dovrebbero fare proprio. Non mancano anche in Italia gli esempi positivi, ma l’istruzione è tuttora ancorata a modelli decadenti come troppi edifici.
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Uno degli aspetti di cui si parla sempre troppo poco rispetto allo sviluppo per internet riguarda la navigazione in sicurezza per i bambini: tempo fa avevo pubblicato su Downloadblog.it un articolo riguardante Kido’z — un browser dedicato all’infazia con funzionalità da social network. Questo tema è ancora più importante quando si tratta di concepire un device espressamente rivolto all’educazione dei minori.
Responsabilmente gli sviluppatori del software alla base di OLPC si sono posti il problema di rendere sicuro l’utilizzo del laptop in locale e sul web, realizzando una bozza sui principi-guida da seguire e predisponendo una serie di accorgimenti volti a neutralizzare questo tipo di problematiche: il progetto in sé si chiama Bitfrost e analizza sin dalle sue basi persino la filosofia alla base dei permessi utente di UNIX.
Il documento redatto tra gli altri da Ivan Krstić – responsabile della realizzazione software di quanto stabilito – considera lucidamente i limiti dei sistemi di sicurezza attuali: per fare un esempio, si cita il fatto che un bambino di 5 anni potrebbe trovarsi in difficoltà a utilizzare una password. Bitfrost è un sistema complesso, perché tocca aspetti che vanno dalla crittografia al recupero dei dati — dovendo comunque consentire un accesso completo agli educatori.
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In occasione del decimo anniversario del sito IBM developerWorks è stato pubblicato un articolo che racchiude il meglio degli ultimi 10 anni di Linux.
Non una singola innovazione, ma i traguardi raggiunti. Ecco la lista che non mancherà di suscitare qualche commento:
Continua a leggere: Linux, il meglio degli ultimi 10 anni secondo IBM developerWorks
Nicholas Negroponte (fondatore, tra le altre cose, del progetto OLPC) ha parlato in un’intervista del futuro di XO — il famoso laptop low-cost della fondazione.
Dalle parole di Negroponte è emerso che lo sviluppo di XO 2.0 è stato cancellato in favore di una versione 1.75 che manterrà lo stesso design, ma sarà equipaggiato con un processore di tipo ARM (diversamente dalla CPU x86-compatibile della scheda madre con AMD Geode attuale).
Per quanto riguarda il prossimo prototipo, l’XO 3.0 subirà un totale restyling che lo renderà molto più simile agli attuali screen reader come il Kindle di Amazon: l’intento è quello di rendere il device più duttile per gli e-book, anche se gli obiettivi dell’associazione non sono soltanto educativi — come ha chiosato Negroponte.
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