
Scegliere quale telefono acquistare per l’utilizzo con Android potrebbe diventare una vera e propria impresa. Ormai, il mercato (anche quello italiano) offre numerosi dispositivi per varie fasce di prezzo. Se a questo aggiungiamo anche la cosiddetta «frammentazione», ovvero la diversa distribuzione degli aggiornamenti del sistema operativo, le cose si complicano.
Google ha deciso di venire incontro ai consumatori con una galleria di smartphone in aggiornamento continuo. Gli utenti possono consultare una lista di device acquistabili nel proprio Paese e questa volta c’è pure l’Italia. Si possono fare confronti fino a 3 telefoni per volta, così da mettere in parallelo le caratteristiche di ognuno. Per alcuni c’è il link all’acquisto online.
Ci sono essenzialmente 2 proprietà notevoli da segnalare. La prima è with Google, un’etichetta che caratterizza i dispositivi “ottimizzati” per l’uso coi servizi di Google. La seconda è ovviamente la versione pre-installata di Android. In Italia gli online store segnalati sono quelli dei carrier (TIM, Vodafone e Wind). Una curiosità? I telefoni con FroYo sono pochissimi.
Via | ZDNet Mobile

MeeGO è la piattaforma basata su Linux più interessante per il prossimo futuro.
In attesa di vedere come maturerà è possibile già oggi provare MeeGO su alcuni dei device più interessanti del momento: Google Nexus One, Dell Streak e HTC Desire. Sul Wiki potrete trovare tutti i dettagli, ma al momento il porting più avanzato sembra quello per Nexus One per il quale, purtroppo, non è ancora stata abilitata l’accelerazione grafica.
Ovviamente il MeeGO su questi device dev’essere visto solo come un’opportunità per sperimentare qualcosa di diverso e non come una soluzione già pronta. Dopo il salto un un Dell Streak con MeeGO.

Il Google Nexus One è lo smartphone a ricevere per primo gli aggiornamenti ufficiali del sistema, ma è anche uno dei telefonini più utilizzati da chi smanetta con android.
Dopo aver portato Debian sul Nexus, questa è la volta di Ubuntu che viene eseguita in un chroot e ci si può accedere attraverso una connessione con VNC. Questo significa avere la possibilità di utilizzare le applicazioni per Linux. Purtroppo l’interfaccia non è molto comoda per lo schermo di uno smartphone e non avrete, per esempio, accesso alla fotocamera.
Su NexusOneHacks potrete trovare un tutorial dettagliato per installare ubuntu sul vostro N1, mentre dopo il salto potete seguire il video tutorial.
Il Nexus One può diventare un host USB per installare LXDE e proiettare il sistema operativo su uno o, più schermi: il singolare esperimento è stato effettuato da Sven Killig (il video dimostrativo è stato registrato in inglese) e riportato sul blog ufficiale di LXDE. Un esempio molto intrigante delle potenzialità ancora inesplorate di Android 2.2 sullo smartphone di Google.
Imitare quanto realizzato da Killig non è semplice e richiede competenze piuttosto avanzate. Il Nexus One è collegato a un hub via USB che trasmette i dati agli schermi LCD con interfaccia seriale e l’unico dispositivo addizionale è un router connesso via ethernet: tastiera e mouse sono riconosciuti dal kernel Linux come interfacce HID. Il software è interamente open source.
Un’applicazione più realistica del test di Killig può essere quella di utilizzare un moderno televisore HDMI al posto degli schermi tradizionali: non ha molto senso, se non per virtuosismo, sostituire in quel modo un computer. Lo stesso risultato può essere riproducibile con altri device che usano Froyo e in ogni caso è sempre interessante ricevere spunti alternativi come questo.
Ancora novità dal World Mobile Congress che si chiuderà domani a Barcellona (e di cui si stanno occupando specificatamente i colleghi di Mobileblog.it): la giornata di ieri ha portato altre interessanti notizie, dalla presentazione di Facebook Zero alla futura disponibilità di Skype su BlackBerry e Android insieme a Verizon.
In sé Skype è già disponibile per Android da un anno circa, quando è stato presentato al CES 2009 di Las Vegas: con qualche difficoltà si poteva già installare la versione standard per Linux pure in precedenza. Ma la partnership con Verizon Wireless – che temo non avrà emuli in Italia – è tesa ad abbattere i costi sulle chiamate verso l’estero per il carrier.
L’arrivo dell’applicazione coprirà i device BlackBerry Storm 9530, Storm2 9550, Curve 8330, Curve 8530, 8830 World Edition e Tour 9630 smartphones, come il Droid e il nuovo Motorola Devour — che non è come ci si aspettava un Nexus Two. L’uscita è prevista a ridosso dell’arrivo del Google Phone in Europa: Vodafone predisporrà altrettanto?
Tanto da averlo persino comprato. Ignoravo d’avere in comune con Torvalds il sostanziale odio per i dispositivi cellulari, che invece pare contraddistinguere il creatore di Linux: dalle pagine del suo blog Linus descrive il suo difficile rapporto coi telefonini e l’approdo al Nexus One — quello che Google si ostina a non voler riconoscere come la risposta all’iPhone.
Nello stesso post Torvalds sostiene di apprezzare il “concetto” di poter utilizzare Linux sui cellulari, ammettendo però di non avere mai fatto un utilizzo massiccio di questi ultimi: tra i suoi acquisti anche il G1 (che veniva distribuito in una versione unbranded come telefono di sviluppo per Android) e un non meglio specificato Motorola che era venduto in Cina, ovviamente basato anch’esso su Linux.
Non aspettatevi alte disquisizioni tecniche, perché Linus si limita a esprimere l’entusiasmo per il Nexus One nella sua funzione di GPS in associazione a Google Maps: nonostante i dati di vendita siano piuttosto scarsi rispetto ad altri dispositivi equivalenti (si parla di 80.000 device venduti in un mese), quella di Torvalds è la reazione più condivisibile che abbia letto. Non è uno smartphone per tutti, ma fa perfettamente il suo lavoro.
Via | The Washington Post
Finalmente è stata resa pubblica l’SDK di Android 2.1 — la versione in uso sul Nexus One (e sul Motorola Droid). Del telefonino di Google abbiamo già parlato varie volte su queste pagine, già prima della sua ufficializzazione avvenuta il 5 gennaio. Per dovere di cronaca, proprio in quel contesto l’azienda ha specificato come la versione pubblica di Android 2.1 sia differente rispetto a quella dedicata allo smartphone.
Maggiori dettagli sulle feature disponibili sono presenti nella nota di rilascio: la scelta di limitare alcune funzionalità non inficia l’apertura generale del codice, che continua a essere sviluppato anche dalla comunità. Si tratta prevedibilmente di una scelta commerciale, tenendo conto che il Nexus One è ancora in pre-ordine (e arriverà in Europa solo a primavera).
Contestualmente è stato rilasciato il driver per Windows che consentirà di connettere il nuovo device: non c’è da meravigliarsi se non è stato fatto altrettanto con Linux, semplicemente perché Android non ne ha bisogno — tutt’al più avremo qualche nuovo ingresso nel kernel, che comunque non è ancora apparso. Personalmente non vedo l’ora di provare l’SDK anche per verificare se il cellulare bordeaux dell’emulatore sia stato sostituito dal Google Phone.
Da ieri le immagini di Nexus One – il presunto nome in codice di Google Phone, il telefonino “brandizzato” da Google che dovrebbe fare la sua apparizione nel 2010 – stanno monopolizzando le discussioni tecnologiche della rete: che si tratti di un fake oppure no, qualcosa si sta effettivamente muovendo. Tant’è che la notizia è stata ripresa anche dai colleghi di Mobileblog.it e nelle ultime ore ci sono stati altri avvistamenti.
Con uno dei soliti interventi “fumosi” che caratterizzano le esternazioni dell’azienda, Google ha smentito l’ufficialità degli scatti, pur ammettendo che il device esista: in sostanza il passaparola sta generando un hype simile a quello che ha preceduto l’annuncio dell’iPhone e non mi stupirei se la forma definitiva di Nexus One fosse diversa dalle immagini che girano sul web.
L’unica certezza è che il Google Phone sarà lanciato, prima o poi: i rumor identificano in HTC il produttore dell’hardware e il sistema operativo sarà ovviamente Android, che è basato sul kernel di Linux. Ma Google non ha esitato a pubblicare qualcosa: visitando una pagina sul sito di Android è possibile raggiungere la demo (per il pubblico dura una frazione di secondo, poiché riservata ai dipendenti) di un gioco per Nexus One.
Via | TechCrunch