Comincio subito col dire che a mio avviso le polemiche innestate da OpenOffice.org e Sun nei confronti del mouse in oggetto – e le modifiche allo sviluppo che hanno generato – si potrebbero rivelare più controproducenti che altro: a prescindere dalla credibilità, come hanno affermato i suoi ideatori, che l’uso del marchio era stato richiesto e autorizzato — prima del passo indietro di OOo.
Lo dico perché la suite open source per l’ufficio avrebbe potuto giovare dalla “regolarizzazione” di una simile partnership, che avrebbe portato (siamo sempre nel campo delle ipotesi) a un’alternativa sempre più credibile a Microsoft. Azienda che già distribuisce con successo hardware ottimizzato per i propri programmi.
Ma così non è stato e non possiamo sapere se l’idea avrebbe avuto successo: l’unica certezza è che il progetto iniziale è stato completamente stravolto e il WarMouse – come si chiama adesso – ha cambiato colore, aggiunto nuovi pulsanti e da ottico è diventato un mouse a laser configurabile da 100 a 5600 CPI/DPI. Ormai anche a livello di supporto software è l’ideale per i videogiochi.
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