
Skype ha esteso l’utilizzo di VP8/WebM a tutte le video-chiamate in alta definizione sulla versione 5.5 per Windows: il codec di Google era già stato scelto, circa un anno fa, per le sessioni di gruppo. È una novità del tutto inattesa, soprattutto considerando la “disputa” di MPEG LA sui brevetti per l’algoritmo alla base del codec.
Avendo acquistato Skype, Microsoft avrebbe potuto scegliere H.264 al posto di VP8 per decodificare i flussi video. E, invece, Skype ha optato per la soluzione open source di Google. È, comunque, un altro successo per WebM. Probabilmente anche il video calling di Facebook (su cui esistono pochi dettagli) utilizza lo stesso prodotto.
L’atteggiamento di Microsoft, nella circostanza, è piuttosto ambiguo. Da un lato, l’azienda cerca di destabilizzare il progetto di WebM pubblicando illazioni su VP8 con MPEG LA, dall’altro adotta il codec per uno dei propri prodotti di punta. È una “contraddizione” che non mancherà di mostrare altri risvolti controversi, in futuro.
Via | WebM
KDE ha deciso d’intervenire sul noto accordo di partnership tra Nokia e Microsoft per il settore mobile. Non si tratta di MeeGo, ma del futuro per il desktop environment e le Qt. È Cornelius Schumacher, membro di KDE PIM in quota a OpenSUSE e presidente di KDE e.V., a prendere la parola per rassicurare gli utenti e gli sviluppatori.
Anzitutto, Schumacher sottolinea come le Qt non possano essere “sottratte” alla comunità: la KDE Free Qt Foundation era stata concepita, insieme a Trolltech, proprio per questo scopo e l’accordo è stato rinnovato quando la società è stata acquisita da Nokia. Perciò non ci sono ragioni per cui KDE debba mettere in discussione le Qt.
E, infatti, gli ultimi due punti dell’intervento di Schumacher puntualizzano l’importanza delle librerie Qt per il presente e il futuro di KDE. Confortati dall’accordo con Nokia, gli sviluppatori continueranno a lavorare su Plasma per le varie piattaforme desktop e mobile. Tra queste non mancherà Microsoft (col porting su Windows).
Via | KDE News
Quando c’è libertà di scelta, gli utenti scelgono open source. E’ questa la lezione che possiamo trarre leggendo i primi dati sul “Choice Screen” di Microsoft.
Già oltre 50 mila persone hanno scaricato Firefox dalla fine di febbraio proprio grazie al suggerimento del “choice screen” che l’Ue ha imposto a Microsoft per rendere davvero libero l’accesso a Internet. Lo riporta un servizio sul NY Times in cui si fa notare anche che il numero di chi ha scaricato Opera in Belgio, Francia, Gran Bretagna, Polonia e Spagna è triplicato nello stesso periodo.
Pare quindi ben cominciare la battaglia dell’Ue a favore della libertà di scelta in campo software. Siamo ancora a una fase di test del progetto sperimentato in Inghilterra, Belgio e Francia. Il tutto dovrebbe essere operativo da maggio, quando milioni di persone avranno l’opportunità di scegliere prodotti open source al posto di quelli predefiniti Microsoft.
Il choice screen, detto anche ballot screen, si presenta attraverso gli aggiornamenti automatici di Windows Update per XP, Vista e 7. Inviterà a scegliere fra una dozzina di browser, fra cui Explorer, Firefox, Chrome, Safari e Opera. Il NYT cita Statcounter, secondo cui in Europa Explorer è usato dal 46% dei visitatori di siti web, seguito da Firefox col 39%. Opera (6%), Chrome (4%) e Safari (3%) si spartiscono per ora le briciole, mentre gli altri browser non arrivano all’1%. E proprio i “piccoli” browser hanno scritto all’Ue lamentando di non essere ben visibili nella choice screen, benché alcuni abbiamo ammesso di averne già tratto benefici in termini di download.
Proprio ieri vi abbiamo parlato della questione della vendita di 22 brevetti da parte di Microsoft a favore della Open Invention Network. Nell’articolo vi dicevamo anche che la società di Redmond si era dichiarata anche piuttosto soddisfatta di questo affare poichè queste proprietà intellettuali non erano più importanti. E oggi?
Con una nota stampa Microsoft ha annunciato di aver creato la CodePlex Foundation, un’organizzazione senza fini di lucro la quale pare destinata ad essere economicamente autosufficiente a fronte di una donazione iniziale di un milione di dollari da parte della stessa Microsoft.
Questa fondazione sembra essere stata creata per avvicinare sempre di più il mondo dell’ecomomia e quello dell’open source; in breve, Microsoft spera di ottenere qualcosa di interessante (per chi?) dall’incontro/scontro di tanti programmatori, ma tutti accumunati dallo stesso spirito open.
Continua a leggere: Microsoft annuncia CodePlex, una fondazione dedicata all'open source
Da anni ormai si discute sul ruolo che ricopre Microsoft nei confronti del mondo open source; c’è chi dice che il colosso di Redmond ne sia totalmente avverso e c’è la stessa madre di Windows che (a volte) si dichiara incredibilmente vicina a questo modo di intendere le cose.
L’ultimo capitolo della saga Microsoft vs. Open Source si sta scrivendo in questi giorni ed è sinceramente poco chiaro chi sia il vincitore di questa ulteriore battaglia. Pare infatti che nelle ultime ore si sia concretizzato l’accordo che vuole Microsoft cedere un pacchetto di 22 brevetti all’Open Invention Network, società che poi li destinerebbe tutti alla community FOSS (Free and open source software).
L’operazione però non è diretta, bensì mediata da una terza organizzazione di cui fanno parte giganti del calibro di Google, Hewlett-Packard, Verizon e Cisco Systems chiamata Allied Security Trust, che ha recentemente, formalmente, acquistato i diritti dei suddetti brevetti.
Continua a leggere: Open Invention Network compra 22 brevetti da Microsoft
Con l’ultimo bilancio Microsoft si è resa conto di una caduta dei profitti.
Fra le cause viene citato il movimento open source e due compagne, Red Hat e Canonical, sono tra i motivi di quel 17% in mancati profitti. In una nota si riconosce come i sistemi operativi basati su unix stanno prendendo piede soprattutto nei mercati emergenti dove è più forte la spinta al taglio dei costi.
Alla fine si chiude affermando che più l’open source guadagna mercato e più calano le vendite per Microsoft. Che sia arrivata l’ora di un confronto serio dopo le ridicole accuse di “cancro” lanciate tempo fa da Steve Ballmer?
Via | ItWire
Open Invention Network (OIN) ha annunciato che 3 degli 8 brevetti citati nel caso Microsoft - TomTom sono disponibili per revisione da parte della comunità Linux.
Il fine è trovare degli esempi di usi precedenti ai brevetti che li possano rendere invalidi e quindi inservibili. Oin è stata creata da IBM, Sony, Philips, Novell e Red Hat per concedere l’uso gratuito di brevetti alle società che non cercheranno di utilizzare brevetti contro linux.
I tre brevetti incriminati 5579517, 5758352 e 6256642 sono disponibili per il download.
Via | LinuxDevices
Lo scontro e successivo accordo su alcuni brevetti fra TomTom e Microsoft ha creato un grosso tumulto nella comunità del software libero.
Bradley Kuhn della Software Freedom Law Center, SFLC, a causa del recente accordo fra le due sopracitate aziende, raccomanda a tutti i progetti che utilizzano ancora la GPL versione 2 di passare al più presto alla GPL versione 3 per avere una migliore protezione nei confronti dei brevetti.
La confidenzialità dell’accordo impedisce di valutare se la sezione 7 della GPLv2 è stata rispettata. Nella GPLv2 è possibile che, in seguito ad accordi, solo due parti ed i relativi clienti abbiano accesso alla licenza del brevetto, come potrebbe manifestarsi nel caso in questione.
Continua a leggere: Accordo TomTom Microsoft? Una chiamata per la GPLv3

ASP.NET MVC 1.0 è stato rilasciato il mese scorso al MIX09, ed ecco che Scott Gutrie, videpresidente della divisione sviluppo di Microsoft, annuncia sul suo blog che il framework è diventato Opensource.
Il codice sorgente sarà disponibile attraverso la licenza Microsoft Public License (MS-PL), approvata da OSI e indicata da GNU tra le licenze per opensource. Grazie a questa licenza gli sviluppatori potranno così modificare e migliorare il framework e farne usufruire a tutta la comunità.
ASP.NET MVC 1.0 è stato adottato dal progetto Mono, che ha come obiettivo l’implementazione open del runtime di .NET. L’apertura del framework consentirà la realizzazione e il deploy di Web Applications su sistemi Linux-based. Questa mossa sembra rispecchiare la crescente consapevolezza da parte di Microsoft che la portabilità multi piattaforma è elemento chiave per le nuove tecnologie di sviluppo Web.
Via | ArsTechnica
TomTom e Microsoft avrebbero raggiunto un accordo secondo il quale la compagnia olandese pagherà per alcuni dei brevetti che il gigante di Redmond aveva ritenuto violati.
Gli otto brevetti di Microsoft che fanno parte dell’accordo riguardano la navigazione satellitare e i sistemi di gestione dei files; in particolare TomTom rimuoverà alcune funzioni di filesystem management che violavano il brevetto FAT LFN nei prossimi 2 anni. Dall’altro lato TomTom consentirà a Microsoft l’utilizzo di quattro brevetti di cui quest’ultima era stata accusata di violare a sua volta. Sempre secondo l’accordo, nei prossimi cinque anni Microsoft potrà utilizzare i brevetti di TomTom senza pagare royalties, mentre non è stato reso pubblico quanto pagherà TomTom per i brevetti Microsoft.
L’accordo sembra quindi essere stato raggiunto con la soddisfazione di entrambe le parti, ponendo così fine a quella che sembrava essere l’ennesima battaglia tra il mondo opensource e quello closedsource. Il dettagli dell’accordo sono reperibili nella press release di Microsoft.
Via | LinuxMagazine
Secondo Jeremy Allison, uno dei padri del progetto Samba, Microsoft starebbe intraprendendo azioni volte a scoraggiare gli utenti ad usare e distribuire software sotto licenza GNU.
Nonostante l’apparente calma dei mesi scorsi in cui il colosso di Redmond si era dimostrato propenso all’apertura e all’interoperabilità, con le recenti accuse mosse a TomTom circa la presunta violazione di brevetti, ha dimostrato di non aver mai lasciato perdere la propria guerra nei confronti dell’opensource.
Secondo Allison le accuse a TomTom sono il segnale di un cambio di politica da parte di Microsoft volta ad un irrigidimento della protezione dei propri brevetti, della cui violazione, già tempo fa aveva accusato il modo opensource senza però fornirne mai i dettagli.
Via | ZDNet.au
Le sempre maggiori richieste provenienti dai propri clienti, hanno spinto Red Hat e Microsoft a siglare un accordo sulle reciproche piattaforme di virtualizzazione. In questo modo Red Hat fornirà assistenza ai clienti che intendono virtualizzare Windows Server 2003 all’interno di Red Hat Enterprise e Microsoft ai clienti che virtualizzeranno Red Hat all’interno di Windows Server 2008.
Numerosi i vantaggi che questo accordo porterà per i clienti di entrambe le società, che potranno quindi decidere liberamente quale piattaforma utilizzare per la virtualizzazione del sistema operativo scelto. Sono sempre di più infatti le aziende che utilizzano entrambe le soluzioni, necessità che ha portato dopo anni di richieste a formulare questo accordo tanto atteso.
Red Hat e Microsoft intendono precisare che questo non è un accordo relativo a brevetti o licenze open source, escludendo clausole finanziarie diverse da quelle previste per l’assistenza dei clienti. Entrambe quindi continueranno a presentare sul mercato le proprie offerte, restando completamente indipendenti e competitive tra loro.
Via | Redhat.com