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Tutti gli articoli con tag messaggistica istantanea

KDE 4.8 pronto al download, con lo sguardo al futuro di Frameworks 5

pubblicato da Federico Moretti

KDEIl team di sviluppo ha annunciato il rilascio di KDE 4.8, il penultimo aggiornamento che precede il passaggio a Frameworks 5. Le funzionalità confermano quanto abbiamo trattato negli ultimi mesi, con qualche anticipazione sull’immediato futuro. Ad esempio, KDE Telepathy è già trattato come il client predefinito della messaggistica.

Esordisce, così, pure KSecretService: il nuovo servizio di salvataggio delle password da condividere sulla rete locale e/o coi dispositivi portatili. Dolphin – il file manager – è più rapido ed efficiente che in passato, con un nuovo engine per funzionare al meglio coi dischi meno “performanti” e il supporto agli huge_file con +2Tb.

Una menzione particolare merita la gestione del risparmio energetico, ridisegnata per consentire tre modalità preimpostate: alimentazione da corrente, batteria e batteria in fase di scaricamento. In base alla scelta, KDE 4.8 può inibire lo spegnimento del monitor coi filmati a tutto schermo: un applet ne permette la disattivazione.

Via | Sebastian Kügler

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KDE Telepathy è sulla buona strada per dare il “benservito” a Kopete

pubblicato da Federico Moretti

TelepathyKDE Telepathy, il giovane client per la messaggistica istantanea ideato da David Edmundson, è stato promosso di recente dal Playground del desktop environment alla categoria Extragear. Un piccolo riconoscimento che apre alla possibilità di sostituire Kopete — l’applicazione predefinita attuale di KDE. È un segnale davvero positivo.

Non solo perché Kopete rappresenta un retaggio di KDE3 che molti vorrebbero lasciarsi alle spalle. KDE Telepathy, oltre al client di Edmundson, rientra in un progetto più ampio per rivedere l’infrastruttura della comunicazione sul desktop. L’adozione di Telepathy – il framework di FreeDesktop utilizzato da GNOME – è la vera notizia.

Molto probabilmente la transizione sarà completata con KDE5, perché i componenti in gioco sono diversi. KDE Telepathy è il primo passaggio: Dario Freddi, ad esempio, lavora all’integrazione con Plasma — per un’applet sulla falsariga di GNOME Contacts. Dopo WebKit e GStreamer, Telepathy è un ennesimo punto di contatto tra i desktop.

Via | David Edmundson

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Chrom* Dev ha acquisito il supporto a WebRTC, il framework di Google

pubblicato da Federico Moretti

WebRTCChrom* Dev, il canale di sviluppo del browser di Google, ha appena acquisito il supporto a WebRTC per tutti i sistemi operativi. Quest’ultimo è un framework open source per la comunicazione in tempo reale da JavaScript su HTML5: non adotta una licenza approvata dalla Open Source Initiative (OSI). Il codice può essere ridistribuito.

Nello specifico, WebRTC – l’acronimo per Real-Time Communication – è la tecnologia sviluppata da Google su Hangouts, la funzione di videoconferenza in Google+. Mountain View ha sottoposto l’architettura alla valutazione di W3C e IETF perché WebRTC possa diventare uno standard. Il supporto “nativo” su Chrom* è un vantaggio per Linux.

Ad esempio, l’adozione di WebRTC renderà facoltativo il plugin di GTalk per il supporto a voce e video. La libreria è disponibile per Linux a 32-bit e 64-bit, ma soltanto pre-compilata nei pacchetti DEB ed RPM. WebRTC, al contrario, è più simile a Jingle: la tecnologia di XMPP per VoIP e videoconferenze. È una soluzione più duttile.

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Twitter ha “liberato” i sorgenti per TextSecure — di Whisper Systems

pubblicato da Federico Moretti

TextSecureTextSecure è una soluzione per Android che serve a integrare un sistema di messaggistica istantanea cifrata nelle applicazioni. Twitter ha acquistato Whisper Systems, la società responsabile dello sviluppo di TextSecure e come regalo di Natale ha deciso di “liberare” il codice sorgente del prodotto, rilasciato sotto licenza GPLv3.

La risorsa di Whisper Systems è anche un’applicazione che sostituisce il servizio predefinito di Android per l’invio dei brevi messaggi testuali. In pratica, TextSecure “rimpiazza” lo Short Message Service (SMS) con un sistema criptato. Il programma prevede due livelli differenti di cifratura: uno è in locale, un altro è in remoto.

Se il destinatario utilizza TextSecure, il messaggio è cifrato anche in fase d’invio. Altrimenti, la cifratura è limitata a un database nello smartphone sul quale è installato. Dai sorgenti di TextSecure potrebbero essere sviluppate altre interessanti applicazioni, per la sicurezza della messaggistica di Android o d’altri sistemi.

Via | Twitter Developers

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EMeSeNe potrà sfruttare il protocollo XMPP di Windows Live Messenger

pubblicato da Federico Moretti

eXtensible Messaging and Presence Protocol (XMPP)È di particolare attualità il passaggio al protocollo eXtensible Messaging and Presence Protocol (XMPP) da parte di Windows Live Messenger. Riccardo Bortolato, uno sviluppatore di EMeSeNe, ha cominciato a lavorare alla transizione sul client non ufficiale per Linux, Mac OS X e Windows. Non è tanto semplice quanto potrebbe sembrare.

GNOME ha dichiarato di prevedere il supporto di Messenger via XMPP con Empathy 3.4. L’ostacolo – per entrambi – è costituito dalla registrazione su Windows Live con OAuth 2.0: l’autenticazione non avviene con username e password, ma con un token autorizzato da Microsoft. Un po’ come succede per le applicazioni di Facebook o Twitter.

Bortolato non prevede di proseguire in prima persona il lavoro per portare WLM su XMPP: il codice prodotto è servito soltanto ad avere un’idea dell’integrazione con Python. Chi volesse fare altrettanto può sfruttare l’identificativo registrato per EMeSeNe. Prima o poi il passaggio diventerà “mandatorio” e il client dovrà adeguarsi.

Via | EMeSeNe

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Google Wave raggiungerà Flex e OpenOffice.org su Incubator di Apache

pubblicato da Federico Moretti

Google Wave Protocol

Google non è più coinvolta nello sviluppo di Wave, il progetto che aveva annunciato nel maggio del 2009. Wave è stato ritirato già nell’agosto del 2010 e da qualche giorno i sorgenti del protocollo di comunicazione non appartengono a Google. Apache cura il codice di Wave dal dicembre dello scorso anno ed è l’ultima implementazione.

Mercoledì, Google ha annunciato la chiusura d’una serie di servizi… e Wave è tra loro. Insieme a Flex e OpenOffice.org, è il terzo progetto di rilievo ad abbandonare l’azienda che l’ha creato per approdare ad Apache Incubator. C’è un futuro per Wave? È difficile determinarlo: quasi tutti i servizi basati sul protocollo sono falliti.

Occorre distinguere tra il prodotto e il protocollo di Google. L’esperienza acquisita producendo il codice di Wave ha contribuito a “imbastire” l’infrastruttura di Google+ e, di conseguenza, alla comunicazione con WebRTC. Tanto il prodotto ha fallito, quanto il protocollo ha avuto successo: è stato sufficiente cambiare il contesto.

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EMeSeNe, la prima vittima dei nuovi server di Windows Live Messenger

pubblicato da Federico Moretti

EMeSeNeEMeSeNe non è più in grado di connettersi a Windows Live Messenger, a causa delle modifiche apportate da Microsoft ai server che ospitano il servizio. Non sembra trattarsi d’un cambiamento al protocollo di comunicazione: tuttavia, i client non ufficiali potrebbero incontrare problemi di connessione. EMeSeNe ha pubblicato una patch.

Il problema affligge Linux, Mac OS X e Windows. La patch pubblicata ieri non è un “semplice” fix: è la prossima versione di sviluppo completa, corretta per aggirare l’ostacolo. Non ha bisogno d’installazione, basta sfruttare Python su Linux e Mac OS X più le librerie su Windows. Può essere utilizzata in attesa del prossimo rilascio.

Gli sviluppatori prevedono di pubblicare anticipatamente il rilascio sperimentale, offerto in forma di patch, per sistemare il problema. È difficile che gli errori di connessione coinvolgano soltanto EMeSeNe: aMSN, Empathy, Pidgin, ecc. dovrebbero accusare le stesse difficoltà perché le modifiche sono state effettuate da Microsoft.

Via | EMeSeNe

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Comunicare in sicurezza via IM con RetroShare

pubblicato da Federico Moretti

RetroShareRetroShare è un programma open source di messaggistica istantanea installabile su Linux e Windows. Rispetto ai client per i “soliti” protocolli, questo software permette una comunicazione uno a uno, uno a molti e molti a molti protetta dalla crittografia. Applicazioni come Kopete e Pidgin consentono già di associare una chiave GPG ai propri account, ma RetroShare è concepito appositamente allo scopo.

L’installazione è rapida e genera un nuovo profilo collegato a una chiave GPG cui occorre specificare una passphrase. La comunicazione avviene dall’associazione di un indirizzo e-mail: il programma supporta anche delle funzioni tipiche della posta elettronica crittografata. Sia alla creazione del profilo, sia successivamente nelle impostazioni è possibile scegliere se/quali percorsi condividere coi contatti e la rete.

RetroShare supporta alcuni plugin per accedere ad altri protocolli simili, può configurare la rete via UPnP e in generale sfrutta il concetto del peer-to-peer per tutte le operazioni. Disponibile già “pacchettizzato” per Ubuntu, RetroShare è scaricabile per Gentoo da un comodo overlay su GitHub. Windows ha un proprio installer, mentre OS X richiede la compilazione dai sorgenti. Una soluzione molto interessante.

RetroShare 0.5.0g su Gentoo con KDE 4.5 SC

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Via | MakeUseOf

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Pidgin 2.4.1

pubblicato da Hispanico

Pidgin logoChe il progetto Pidgin abbia fatto sempre da punto di riferimento nel mondo dei client di messaggistica istantanea open source questo è assodato; la cosa che però fa strano è vedere che il team di sviluppo del noto software, ad appena un mese dal rilascio della versione stabile 2.4, abbia presentato al pubblico un aggiornamento piuttosto corposo. Di solito Pidgin ci ha abituati ad un ciclo di rilascio sempre molto lento e stupisce osservare come questa tendenza sembra essersi, finalmente, invertita.

Grazie a questo update sono stati risolti numerosi problemi di stabilità; gli utenti che più beneficeranno di questo miglioramento sono sicuramente coloro che sfruttano il protocollo di ICQ ma anche gli utilizzatori di Yahoo! potranno osservare come sia stato fixato un bug che marcava erroneamente il blocco di alcuni contatti. Perfezionata l’interfaccia grafica sia nella finestra principale che in quella di conversazione e risolti alcuni problemi di memoria i quali condizionavano il perfetto funzionamento dei plugin.

Infine, grazie all’aggiornamento del programma integrato Finch, sono state definitivamente eliminate tutte le rogne che potevano occorrere durante la compilazione del pacchetto, soprattutto con versioni di Glib precedenti alla 2.6. Ricordo inoltre che Pidgin è un client multipiattaforma disponibile quindi, oltre che per Linux, anche in versione Windows.

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