
Il team di sviluppo di Mageia, il famoso fork di Mandriva prossima a cessare di esistere, ha recentemente annunciato il rilascio della terza ed ultima versione per la versione 2 di Mageia. Questa release, come ricorda il team di sviluppo non è adatta all’uso di tutti i giorni ne’ per la produzione ma solamente per testare i progressi nello sviluppo e segnalare bug in modo da migliorare di release in release il prodotto.
Questa ultima versione alpha porta numerose novità a differenza della precedente: troviamo infatti l’ultima versione RC di KDE SC, GNOME 3.3.3 e la versione stabile del kernel Linux 3.2, che sarà facilmente aggiornabile alla versione 3.3, lo stesso avverrà per GNOME, sarà infatti GNOME 3.4 il DE predefinito di Mageia. Novità importantissima inoltre è lo switch finale a systemd, completato dopo alcuni mesi di lavoro, questo permetterà di avere un processo di boot semplice e facile da mantenere.
Possiamo trovare ulteriori dettagli all’interno del wiki di Mageia, che mette a disposizione questa nuova versione abbinata ai desktop in due versioni: una con GNOME e l’altra con KDE. Possiamo consultare a questo indirizzo, la roadmap che ci mostra il percorso di sviluppo di Mageia 2, che dovrebbe arrivare salvo ritardi e imprevisti, il prossimo 3 Maggio 2012.
Via | Mageia Wiki
Mandriva, questa volta, rischia seriamente di chiudere i battenti: la distribuzione affronta da anni delle difficoltà economiche e Linlux (ex–Occam), il principale investitore, non ha autorizzato il rifinanziamento del progetto. Se la società non avrà un aiuto da terzi, tutte le attività saranno interrotte a partire dal 16 gennaio.
Raphaël Jadot, un contributore di Mandriva della prima ora, ha divulgato la notizia – diramata ai dipendenti della società – sul forum ufficiale della distribuzione. Prima di Natale, Wolfgang Bornath ha ricevuto conferma dal Presidente del CdA di Mandriva circa il taglio dei fondi: la vicenda molto probabilmente finirà in tribunale.
La situazione che si prospetta nell’immediato futuro è esattamente quella ipotizzata dai creatori di Mageia — il fork inaugurato nel 2010 e rilasciato nel giugno del 2011. Mandrake, la distribuzione dalla quale è nata Mandriva, è del 1998: quasi quattordici anni di contributo a Linux finiranno per problemi finanziari della società.
Via | OStatic
Mageia non si ferma, dopo il rilascio della prima distribuzione, allo sviluppo per 32-bit e 64-bit. È già pronta una Tecnical Preview di Mageia per ARM: al momento si possono installare GNOME oppure una versione minimale di KDE, come desktop. Il browser è Firefox e LibreOffice sarà completato presto. C’è ancora molto lavoro da fare.
Infatti il supporto audio è completo, mentre il supporto video si basa esclusivamente sul framebuffer. Mageia per ARM è compatibile con tutti i dispositivi che montano Kirkwood di Marvell, ovvero (in genere) i dispositivi per il cosiddetto “plug computing”. Il porting adesso è basato sul bootstrap da un ambiente chroot di Mandriva.
La Technical Preview di Mageia su ARM può essere provata da un’immagine per QEMU: è stata realizzata una breve documentazione che spiega come avviare il sistema. Successivamente sarà predisposta una PandaBoard per supportare le diverse tipologie di processore e rendere finalmente automatica la generazione dei vari kernel di Mageia.
Via | Mageia
Mageia è una nuova distribuzione Linux, fork di Mandriva. Sì, esatto, l’ennesima nuova distribuzione. In questo caso, nata sui timori di un incerto futuro per Mandriva.
Come da titolo, la prima development release è appena stata annunciata. La prima Mageia si chiamerà Cantine e sarà possibile testarla con un live cd solo dalla prossima iso (qui i mirrors).
Quella che viene distribuita oggi è solo una versione per sviluppatori. Al massimo per tester impazienti, visto che si tratta di un lavoro di poco più di due mesi. Dal punto di vista grafico inoltre siamo ben lontani dal look finale.
Ma per gli sviluppatori, alcuni dei quali ex dipendenti di Mandriva, si tratta del primo e più importante passo: eccoci, ci siamo, abbiamo i nostri repository e la nostra iso. Ora buon lavoro. Appuntamento a giugno per la prima versione stabile.

Obiettivamente la querelle tra Mandriva e Mageia (il suo fork libero) sta assumendo tutte le caratteristiche di una soap opera. Per dovere di cronaca a renderla così ridicola è proprio la società parigina, ma andiamo con ordine. Mageia ha proposto uno degli aggiornamenti periodici sullo stato dell’arte cui ci ha abituati. Subito dopo, Mandriva ha ringraziato i MUG.
Entrambi gli interventi sono in tema natalizio: il team di Mageia ha ridotto la selezione del logo a 27 elementi e promesso una scelta definitiva entro la settimana. Mageia.org, che è l’associazione no-profit deputata a controllare la distribuzione, è stata registrata e avrà un conto corrente per le donazioni. Il build system è in definizione come l’importazione da SVN.
Aggiornamenti più o, meno scontati e di relativo interesse… se non arrivassero insieme al “regalo” natalizio di Mandriva, che ha reso disponibili gratuitamente le licenze di Enterprise Server ai Mandriva User Group (MUG). Tutto in ventiquattr’ore, quasi a volersi comprare la fiducia degli utenti per scongiurare il passaggio a Mageia. Che ciò basti è da dimostrare.
Via | Mageia
Che fine sta facendo Mandriva? Se lo stanno chiedendo un po’ tutti, e da qualche giorno un post di Olivier Menjean in cui si parla del fantasma di una fondazione ha rianimato la dicussione.
Insomma, Mandriva vende o non vende? Scrive Nicola, un affezionato di questa distro, sul suo blog: mi sa che non lo sanno neppure a Mandriva che sta succedendo.
Anche se in uno dei forum italiani di Mandriva circolano già indiscrezioni sul futuro: una volta acquisita da Linagora, Mandriva, già Mandrake, compirà una nuova mutazione a Mandragora.

A partire dal 2008 la posizione finanziaria di Mandriva si è complicata e nel 2010 è decisamente peggiorata.
Ora è in vendita per scongiurarne la chiusura e la società è in trattativa con due aziende, l’inglese LightApp e la francese Linagora.
Una distro che qualche anno fa era la più utilizzata da chi si avvicinava per la prima volta al mondo Linux e che ha sviluppato importanti tool come Linuxconf, Diskdrake, Harddrake e Nepomuk sarebbe un peccato finisse nella polvere senza qualcuno a dirigerne lo sviluppo.
Via | MandrivaLinuxOnline
Pur se con qualche ora di ritardo, non possiamo esimerci dal girarvi la notizia del rilascio della prima Release Candidate di Mandriva Linux 2010.
Come ormai siamo abituati a vedere, questa distribuzione è offerta nella “Free” Edition (DVD di installazione per architetture 32 e 64 bit) e nella “One“, la quale ci offre un sistema LiveCD (con KDE e GNOME) facilmente installabile e semplicemente trasportabile anche su dispositivi USB.
Gli aggiornamenti principali di questa RC1 sono maggiormente incentrati sulla risoluzione degli ultimi bug di sistema e sul perfezionamento dei desktop environment. Il kernel è il 2.6.31 nella sua versione finale e, da segnalare, vi è anche il nuovo tool Nepomuk, di cui trovate un’ampia panoramica a questo indirizzo.
A poco più di tre settimane dal lancio della prima Release Candidate, ecco che oggi vi riportiamo la notizia della resa disponibilità della seconda ed ultima candidata al rilascio di questa Spring Edition.
Difficilmente da una RC all’altra si riescono ad osservare sostanziali cambiamenti; questa volta tuttavia possiamo notare alcuni importanti aggiornamenti soprattutto per quanto riguarda i due desktop environment principali KDE e GNOME, il quali passano rispettivamente dalle versioni 4.2.1 alla 4.2.2 e dalla 2.25.92 alla definitiva 2.26.0. Innumerevoli i major changes a livello del server X, il quale è tuttora in una massiccia fase di testing per garantire nel prossimo futuro un maggiore supporto per i driver Fglrx ed Intel.
Tutte le informazioni su Mandriva Linux 2009 Spring sono reperibili dalla lettura delle note di rilascio.
Via | Mandriva Official Blog
Mandriva Linux 2009 Spring Beta è ora disponibile nella versione 2009.1. Numerose le novità introdotte in questa release, tra le quali segnaliamo lo SpeedBoot che rende l’avvio del sistema più veloce , la versione finale di KDE 4.2 che aggiunge nuove funzionalità a KDE 4 rendendo il desktop più stabile e OpenOffice.Org 3.0.1.
Per la realizzazione di questa versione, è stato utilizzato il Kernel 2.6.28, che assicura una gestione dell’hardware più stabile, soprattutto per quel che riguarda le webcam e numerose schede audio Intel HDA.
Per l’utilizzo di questa nuova versione ancora in fase Beta, è consigliabile effettuare una nuova installazione e non di aggiornare una precedente versione di Mandriva Linux, per evitare problemi KDE o Gnome che possono rendere il sistema instabile.
Via | wiki.mandriva.com

So che il termine service pack citato nel titolo potrebbe evocare tristi ricordi a molti lettori ma qui, fortunatamente, si parla di semplici raccolte di aggiornamenti per le distribuzioni che hanno adottato PackageKit.
Grazie al lavoro svolto durante il Google Summer of Code 2008, PackageKit offre infatti la possibilità di raccogliere in un unico file tutti i pacchetti di aggiornamento della propria distribuzione per poterli riutilizzare su altre macchine: che siate semplici utenti impegnati nell’opera di evangelizzazione di Linux (quindi sempre intenti ad installare distribuzioni ad amici e conoscenti) o amministratori con numerosi sistemi da gestire, questa funzionalità vi farà risparmiare banda e, soprattutto, tempo.
Attualmente la creazione e la successiva installazione del service pack può essere effettuata solo dalla riga di comando ma, come potete notare osservando lo screenshot, è in cantiere anche un’interfaccia grafica che semplifichi tali operazioni.
Continua a leggere: PackageKit aggiunge il supporto ai service pack
Nei mesi scorsi abbiamo assistito ad un carosello quasi interminabile di alpha, beta e release candidate delle principali distribuzioni: nelle roadmap di openSUSE, Mandriva, Fedora ed Ubuntu è infatti previsto il rilascio delle rispettive major release entro la fine dell’anno.
La prima tra queste a tagliare il traguardo è stata la distribuzione d’oltralpe, visto che nella giornata di ieri ha reso disponibile la versione finale dell’edizione 2009. Tante le novità ma, spulciando le note di rilascio, ci si accorge che non ci sono solo le ultime versioni di Linux, KDE, GNOME, OpenOffice.org e Firefox: gli ingegneri di Mandriva hanno infatti ottimizzato la distribuzione per l’esecuzione sui principali netbook (sono supportati tutti gli Eee, l’Aspire One ed il Wind), migliorato i tempi di avvio e rivisto sia l’installer che il centro di controllo.
Mandriva 2009 è disponibile al download in tre edizioni: One, Free (libera da software proprietario) e Powerpack (con supporto e software commerciale). Dopo il salto, la consueta galleria di immagini…
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