GitHub è diventato in poco tempo l’hosting che riceve più commit nei confronti dei repository di software libero e open source più utilizzati. Ovviamente, non sono tutte applicazioni per Linux: spesso si tratta di soluzioni per il web e non mancano i progetti su Windows. Molti sono programmi per Mac, così GitHub ha creato un client.
GitHub for Mac è un’applicazione completa per gestire il proprio account e i repository registrati su GitHub. Permette di aggiornare, modificare e rivedere il codice come qualsiasi interfaccia grafica per Git: l’unica differenza con queste ultime è nell’integrazione diretta con GitHub. Un aspetto utile, almeno quanto è “limitante”.
Il programma in sé utilizza libgit2, objective-git e una versione modificata di Chameleon (proprietaria, benché permetta alcune forme di ridistribuzione). Considerando l’esistenza di applicazioni semi-ufficiali per Git su OS X, GitHub for Mac non ha un grande valore aggiunto. Forse, bisogna attendere che riceva degli aggiornamenti.
Via | GitHub
Wine, l’“emulatore” di Windows per sistemi operativi UNIX-like, ha cominciato a integrare nell’ultimo snapshot di sviluppo il nuovo motore Gecko di Mozilla, derivato dalla Release Candidate (RC) di Firefox 4. Gecko 2.0 include, ad esempio, HMTL5, CSS3, JägerMonkey, WebGL e WebM (però rimuove il supporto nativo al protocollo Gopher).
L’utilizzo di Gecko 2.0, di cui è prevista per martedì la release stabile, non è l’unica novità di Wine 1.3.16: migliorano il supporto al debugging con DWARF e la resa dei cursori animati, mentre la versione per OS X rimuove GnuTLS dalle dipendenze. Altre modifiche riguardano il supporto all’infrastruttura GDI per i driver e a MSI.
L’elenco dei bug fix, nonostante questa versione arrivi soltanto a due settimane dal rilascio di Wine 1.3.15, è decisamente corposo: spiccano, oltre a quelli già citati, i miglioramenti a Direct3D e GDI+. L’adozione di Gecko 2.0 resta comunque la differenza più evidente, rispetto al branch stabile di Wine e alle release precedenti.
Via | Phoronix
Nel tardo pomeriggio di ieri è cominciata la pubblicazione del porting per Mac OS X di OpenJDK, annunciato a metà novembre all’indomani delle polemiche di Steve Jobs riguardo gli aggiornamenti di Java per Apple. Com’era prevedibile, i sistemi operativi di Cupertino (non solo OS X, ma anche iOS) cominceranno a ricevere gli update con OpenJDK 7 — la versione che è tuttora in fase di sviluppo e prevista per il 28 luglio.
Giusto in tempo per il termine entro il quale l’App Store di Apple non accetterà più applicazioni sviluppate con Java SE 6. La soluzione di Cupertino, che avevamo già annunciato in occasione del comunicato stampa di Oracle, è sicuramente più razionale dell’invettiva lanciata da Jobs nel keynote che mandò James Gosling su tutte le furie. Codice a parte, è molto probabile che la decisione di Apple abbia motivi diversi.
Se il risultato – e cioè OpenJDK 7 su Mac OS X e iOS – è indubbiamente positivo, il dubbio che Cupertino voglia rilanciare su Google è tutt’altro che remoto. Ieri Chromium ha rimosso H.264 dal supporto di HTML5 e i rapporti di Google con Oracle su Java sono sempre molto tesi. La cd. «guerra fredda» tra le multinazionali che si contendono il primato negli smartphone si combatte sui fronti di standard e royalty.
Via | The H Online

A molti “puristi” del free software Banshee non piace perché sfrutta Mono, eppure – benché non si possa certo parlare di un player particolarmente leggero (anche se personalmente non sono convinto che ciò dipenda esclusivamente da C#) – si tratta pur sempre di uno dei migliori riproduttori musicali disponibili per Linux.
La notizia di oggi però con Linux ha poco a che vedere: Aaron Bockover – il giovane sviluppatore responsabile della Grid View di Banshee – annuncia dalle pagine del suo blog il ritorno di una build per OS X dell’applicazione nella sua versione 1.5.3 — in attesa della disponibilità di Banshee 1.6 prevista per il 31 marzo prossimo.
Banshee 1.5.3 può essere installato su tutti i MacIntel su cui giri OS X 10.5 o, superiore (sono esclusi dal supporto i PowerPC) e non necessita di particolari dipendenze. Guardando lo screenshot devo ammettere che l’impatto estetico sui Mac non è niente male!
Foto | Aaron Bockover