Precise Pangoline, il prossimo rilascio di Ubuntu, proporrà il Long Term Support (LTS) su Kubuntu, Xubuntu ed Edubuntu. Canonical ha approvato le proposte avanzate dai rispettivi gruppi di sviluppo: all’appello, tra le derivate ufficiali, mancherebbe giusto Lubuntu — che però è entrata soltanto di recente nella lista della società.
A dispetto del grande lavoro su Unity, l’interfaccia di Ubuntu, Canonical non sembra relegare gli altri desktop al ruolo di comprimari. Il discorso è diverso per Edubuntu, la variante dedicata all’istruzione: tuttavia, Kubuntu e Xubuntu offrono ambienti diversi dal “fork” di GNOME. Il supporto a lungo termine non è uguale per tutti.
Xubuntu, ad esempio, ha proposto un limite di tre anni. Canonical ha esteso il programma LTS sul desktop a cinque, seguendo il ciclo della versione per i server. Kubuntu adottò il supporto a lungo termine con Lucid Lynx e la proposta prevede soltanto l’estensione a cinque anni. Edubuntu, per i cinque anni, rimuoverà Mono e gbrainy.
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Ubuntu 12.04, la prossima distribuzione con Long Term Support (LTS) di Canonical, non effettuerà il passaggio a systemd. È la sentenza degli sviluppatori, preoccupati dal «poco tempo a disposizione»: undici mesi non sarebbero sufficienti per garantire una stabilità da LTS. L’abbandono di Upstart può attendere, un anno e mezzo circa.
Non esistono obblighi che vincolino Canonical a implementare systemd, la nuova soluzione per l’init di sistema sviluppata da Lennart Poettering di Red Hat. Tuttavia, Fedora 15 Beta ha già effettuato lo switch e con la defezione di Scott Remnant approdato a Google ci si sarebbe aspettati un qualche cambiamento già da Oneiric Ocelot.
Eppure dallo scambio di e-mail sulla mailing list di Ubuntu emerge un altro aspetto: a prescindere dal tempo a disposizione per pubblicare Ubuntu 12.04 LTS, Canonical dubita della superiorità di systemd rispetto ad Upstart. È la stessa posizione assunta da Google, che per Chromium OS ha preferito ingaggiare Remnant. Chi ha ragione?
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Io comunque non la proverei, se non tramite una virtual machine: lo specifico proprio perché – data la mia natura da kamikaze – avevo già installato la prima alpha di Lucid Lynx ed effettuato da questa gli aggiornamenti previsti. Il risultato è stato un sistema che si riavviava repentinamente e in autonomia.
Un motivo c’è, anzi ce ne sono almeno due: Lucid Lynx Alpha 2 ha completato il passaggio da USplash a Plymouth — sebbene ancora non esista un’animazione predefinita in avvio, sostituita dal logo di Ubuntu. Effettivamente Plymouth funziona e se non è attivabile sulla scheda video in uso passa automaticamente al framebuffer più opportuno.
Nessuna modifica sui temi di default che rimangono gli stessi di Ubuntu/Karmic: qualche novità di relativo interesse riguarda il riposizionamento dei tab in Nautilus (che è aggiornato alla versione 2.29.2). L’aggiornamento da Ubuntu 9.10 è altrettanto “suicida”, perché essendo HAL deprecato cambia completamente la sequenza di boot — un altro motivo per cui il kernel e i pacchetti-base di Lucid Lynx possono confliggere col resto del sistema.