Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag linux

Google/Linux e Google/BSD non esistono più

pubblicato da sigul

Sembra che Google abbia cancellato la possibilità di fare ricerche specifiche sui siti che si occupano di Linux e Bsd. Oggi infatti cliccando su www.google.com/linux o www.google.com/bsd si viene automaticamente rediretti a www.google.com/webhp, una normale pagina di ricerca.

La decisione è stata confermata da un portavoce di Google in una discussione nelle pagine di aiuto del motore di ricerca.

La spiegazione è che si tratta di vecchi servizi nati quando l’algoritmo generale di ricerca era ancora all’inizio. Oggi invece sarebbe più facile trovare informazioni fra i siti che si occupano di Linux e Bsd semplicemente anticipando alla stringa della nostra ricerca la parola Linux o Bsd.

Continua a leggere: Google/Linux e Google/BSD non esistono più

....
condividi 3 Commenti

Lightspark 0.4.8, appena rilasciato, introduce il supporto per Vimeo

pubblicato da Federico Moretti

LightsparkLightspark è un’alternativa open source al Flash Player di Adobe: rilasciato sotto licenza GPLv3, è sviluppato dagli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Negli ultimi mesi il riproduttore ha continuato a progredire e con la versione 0.4.8 è stato introdotto il supporto sperimentale a Vimeo, una piattaforma come YouTube.

Quest’ultima funzionalità vorrebbe essere anche l’ennesima riprova del fatto che Lightspark non è un player dedicato espressamente a YouTube. L’idea si è fatta strada in rete perché, rispetto ad altri progetti come Gnash, Lightspark aveva esordito migliorando il controllo della riproduzione per la piattaforma per i video di Google.

La versione 0.4.8 di Lightspark è scaricabile, al solito, dall’archivio dei sorgenti su Launchpad e gli utenti di Ubuntu possono usufruire del PPA degli allievi del SSSUP. Oltre al supporto di Vimeo l’aggiornamento introduce la riproduzione dei video in formato MP4 via FFmpeg, il testo “statico” e il parsing delle immagini in JPEG.

Via | Technology Temple

....
condividi 1 Commenti

La beta di webOS 3.0 è finita in un video su internet: sembra JoliOS

pubblicato da Federico Moretti

HP webOS 3.0 Beta 1 - Touchpads

PreCentral.net, un portale dedicato agli smartphone di HP (ex-Palm), ha recuperato dal canale degli sviluppatori la beta di webOS 3.0 e, avviato l’emulatore, ne ha registrato un video. Il filmato è stato rimosso da YouTube, però sono rimasti degli screenshot del prossimo sistema operativo universale di HP… somiglia molto a JoliOS.

Perché webOS 3.0 possa adattarsi a tablet, laptop e persino desktop prodotti da HP per il 2012, all’interfaccia è stato aggiunto un launcher del tutto simile a quello di Jolicloud. Altre immagini svelano una tastiera QWERTY a scomparsa come su Android, il primo “rivale” di webOS, e la gestione di reti e batteria richiama Chrome OS.

Se Google non avesse rimosso il video da YouTube, probabilmente potremmo farci un’idea di come webOS 3.0 affronti il problema dell’usabilità con mouse e tastiera, oltre al multitouch. HP dovrebbe comunque aprire al pubblico il SDK di webOS 3.0 quando uscirà dalla fase beta, incluso l’emulatore per Linux. Bisognerà attendere ancora.

Via | PreCentral.net

....
condividi 9 Commenti

IcedRobot è già in grado d'avviare Java2Demo (compilato per Android)

pubblicato da Federico Moretti

Java Duke Drinking Belgian BeerIcedRobot, il progetto per portare le applicazioni di Android sul desktop sviluppato dal team di OpenJDK, sta facendo passi da gigante nell’ultimo periodo. Tant’è che IcedRobot/Daneel può avviare Java2Demo compilato come .dex e .apk per Android su una macchina con Linux. Servono dei workaround, però Java2Demo funziona correttamente.

La missione di IcedRobot è quella d’ottenere un framework in grado d’avviare qualsiasi applicazione scritta per Android sui sistemi compatibili con OpenJDK, non solo con Linux. Il progetto risponde a una domanda che ci siamo fatti in molti: perché un’applicazione dovrebbe funzionare su Android e non su Linux? Presto sarà possibile.

È importante tenere separato IcedRobot da Replicant, il fork mantenuto dalla Free Software Foundation, e da progetti come Android-x86. Replicant sta ad Android come Linux-Libre a Linux mentre Android-x86 installa il sistema sulle architetture a 32-bit e 64-bit. IcedRobot si “limita” a far girare le applicazioni scritte per Android.

Via | Roman Kennke

....
condividi 0 Commenti

I nuovi guru di Linux: due dei primi sei sono italiani. La classifica della Linux Foundation

pubblicato da sigul

Il nuovo Ultimate Linux Guru è Matthew Fillpot, aka mfillpot, sviluppatore e specialista della formazione di una compagnia di viaggio internazionale. Lo ha decretato la Linux Foundation, che dal 2009 ha lanciato un contest attraverso cui gli utenti di Linux.com possono contribuire alle attività del sito, guadagnando punti per ogni contributo. mfillpot tiene anche un proprio blog su Linux.com.

Fra i nuovi guru troviamo con piacere l’italiano Andrea Benini, aka ben, network e system administrator, oltre che product manager, di Pluriservice. Andrea è stato inserito nella top five dei Linux guru per il secondo anno consecutivo.

Gli altri nuovi guru della top five stilata dalla Fondazione sono: Aaron Aceves (adnhack), software engineer di Softek, Shane Hatcher (ShaneH57), studente e Istimsak Abdulbasir (saqman2060), moderatore di Linux.com.

L’elenco dei guru però è composto da 50 persone. A guidare la lista degli altri super esperti di Linux troviamo ancora un italiano, Marco Fioretti. Siamo curiosi di sapere se nella classifica c’è anche qualche lettore di ossblog: fatecelo sapere.

....
condividi 3 Commenti

HP vuole installare webOS su tutti i dispositivi in vendita dal 2012

pubblicato da Federico Moretti

HP webOS

Non più soltanto smartphone, come nell’era di Palm, e stampanti: HP ha dichiarato l’intenzione d’installare webOS su tutti i dispositivi in vendita dal 2012. Ciò significa tablet, netbook, laptop e addirittura desktop. Una “rivoluzione” della gamma dei prodotti di HP paragonabile alla scelta di Apple con OS X e iOS… però, è Linux.

Benché webOS non sia considerato un sistema operativo per il desktop, HP ha deciso di puntare su di esso in ogni segmento di mercato. Una scelta coraggiosa, diversa da Google perché HP (diversamente da quanto accade con Android) produce sia l’hardware, sia il software preinstallato: da qui il paragone con la soluzione di Cupertino.

Linux è pronto per il mainstream? Forse, non come siamo abituati a conoscerlo: Android l’ha dimostrato con una formula diversa da quella tradizionale. HP farà altrettanto con webOS. Meno controllo sulla configurazione di base corrisponde anche a una maggiore facilità d’uso; webOS dovrà supportare x86 a 32-bit e 64-bit oltre ad ARM.

Via | ZDNet

Ubuntu, intervista a Mark Shuttleworth: predichiamo la semplicità imparata da Apple, ma ora sono loro a doverci rincorrere

pubblicato da sigul



Recentemente ho intervistato Mark Shuttleworth e ho colto l’occasione per chiedergli, per i lettori di Ossblog, un paio di cose che mi stuzzicavano. Ecco le sue risposte, in cui emerge il lato umano e sociale del’auto proclamatosi benevolo dittatore per la vita (Sabdfl) del progetto Ubuntu.

Mark, partiamo da una domanda un po’ scontata: qual è per te il valore dell’open source?
L’open source è l’equivalente di Wikipedia: tutti gli appassionati possono contribuire a renderlo migliore. Così nascono team di collaborazione che realizzano prodotti migliori.

Dicono che Ubuntu prenda dal mondo dell’open source più di quanto non renda.
Ogni persona che entra in questo mondo porta il suo contributo, come minimo il suo punto di vista. Quando abbiamo iniziato, l’universo dell’open source era pieno di brillanti persone che scrivevano codice eccezionale. Era chiaro che Linux sarebbe stato il futuro dei kernel. Non c’era bisogno di fare altro. Quindi ci siamo focalizzati sull’utente finale, cercando di distribuire software affidabili e belli, concentrandoci su ciò che la gente usa. Abbiamo documentato tutto e creato un ecosistema di supporto.

Continua a leggere: Ubuntu, intervista a Mark Shuttleworth: predichiamo la semplicità imparata da Apple, ma ora sono loro a doverci rincorrere

....
condividi 8 Commenti

Intervista a Iozzo, l'hacker che ha violato l'iPhone: "Linux e l'oss così come sono resteranno roba da smanettoni"

pubblicato da sigul



Ho intervistato Vincenzo Iozzo, il 21enne italiano che al contest internazionale fra hacker ha violato l’iPhone, perché pensavo fosse un genio di Linux e dell’open source.

E invece, Iozzo mi ha stupito perché ritiene queste nostre passioni “roba da smanettoni”. Senza offesa, certo: la sua tesi è che senza aziende che li promuovono alle spalle questi software non saranno mai al top. E punta il dito contro la gestione del kernel da parte di Torvalds.

Ma partiamo dalla cosa che ti fatto celebrare dalla stampa nostrana. Al Pwn2own a marzo hai violato l’iPhone in 20 secondi: come hai fatto?

Continua a leggere: Intervista a Iozzo, l'hacker che ha violato l'iPhone: "Linux e l'oss così come sono resteranno roba da smanettoni"

Flashcache

pubblicato da Lpt on fire!


Dopo il rilascio di Tornado ed HipHop, Facebook ha aperto i sorgenti di Flashcache.

Si tratta di un modulo per Linux, testato con le versioni 2.6.18 e 2.6.20, che implementa una cache write-back persistente utilizzando un SSD per accelerare le operazioni di lettura e scrittura sui tradizionali dischi.

I dati vengono prima scritti nella cache e solo successivamente, quando è possibile, aggiornati anche sul disco primario. In Facebook viene utilizzato per scalare le prestazioni di InnoDB/MySQL.

Al momento siamo alla prima versione pubblica e c’è ancora spazio per migliorare il progetto, ma immagino che flashcache abbia già stuzzicato la curiosità di qualcuno di voi.

Via | Facebook

....
condividi 2 Commenti

I test Phoronix bocciano il kernel Linux 2.6.33: è davvero bloated

pubblicato da sigul

Lo chiamavano il gordo, ma alla fine era quello che faceva sempre gol. No, non è Ronaldo ai tempi del Real Madrid, ma il kernel Linux che lo stesso papà Torvalds ha recentemente definito bloated, gonfio. La redazione di Phoronix.com, magazine specializzato nei test di benchmark, propone infatti una serie di test eseguiti negli ultimi due anni da cui si vede come le performance del kernel non siano in costante miglioramento, come si vorrebbe. Anzi, il nuovo kernel 2.6.33, da poco rilasciato e che prometteva diverse novità, come abbiamo riportato, ne esce con le ossa rotte.

Poco o nulla sembra infatti cambiato, in termini di prestazioni, per quanto riguarda la compressione con 7zip e Lzma fra la versione 2.6.24 e quella 2.6.33 del kernel. Idem per quanto riguarda Apache, che anzi ha accusato un calo di prestazioni da versione a versione per poi posizionarsi sugli stessi livelli di inizio rilevazione, mentre in diversi altri test le prestazioni crescono nelle ultime tre release prima di tornare a livelli decisamente inferiori con la 2.6.33, come per esempio per quanto riguarda l’uso di PostgreSql.

Se le conclusioni dei tester sono più ponderate, le nostre di utenti sono drastiche: Linux è diventato un ciccione. Intel, a dire la verità, l’aveva già anche detto: il kernel ha perso il 12% in termini di prestazioni nelle ultime 10 release. E Torvalds aveva sancito: Tux è diventato un pinguino grasso e lento. “Un signore grasso e lento giunto al viale del tramonto” cantavano Elio e le storie tese in una sigla di Mai dire gol di diversi anni fa. Che proseguiva invitando il protagonista della filastrocca ad appendere le scarpe al chiodo: “Dai ascolto a chi ti vuole bene campione / fallo anche tu / Meglio adesso che sei un mito / da domani sarai un peto”.

Ora, nessuno vuole vedere Linux in panca ma forse occorre davvero riflettere sul tentativo degli sviluppatori del kernel di correre dietro a ogni novità. E il fatto che Ubuntu 10.4 dovrebbe montare il kernel 2.6.32 aggiunge un altro spunto alla riflessione, alla luce dei test di cui abbiamo parlato.

Lxde conquista anche Mint. Saranno i netbook a decretarne il successo?

pubblicato da sigul


E’ pronta per il rilascio la versione di Mint con desktop environment Lxde, studiata per oltre un anno da Kendall Weaver e già approvata da Exploder. Lo riporta il blog della distro che per vocazione lavora su Ubuntu. Da tempo sul forum di Mint si parlava di inserire Lxde fra i desktop della distro, e anzi un membro del forum l’aveva già fatto plaudendo a eleganza e velocità del sistema ottenuto.

Questa volta l’allievo ha quasi battuto il maestro, tanto che mentre procede molto bene il progetto Lubuntu, come abbiamo riferito su ossblog, Mint con Lxde è già pronta al rilascio. Anzi, si discute se presentarla come “Community” o “Official release”, ipotizzando anche di pagare gli sviluppatori che investono il proprio tempo nelle versioni della comunità per renderle progetti con tutti i crismi dell’ufficialità, facendole uscire in contemporanea e garantendo una manutenzione di livello superiore.

Ora, mentre come lo scorso anno anche quest’estate i protagonisti della Summer of Code di Google lavoreranno anche su questo leggerissimo desktop, verrebbe spontaneo chiedersi: per quale motivo continuare a sviluppare desktop ultraleggeri quando i pc sono sempre più potenti? Va da sè che la risposta sono i netbook, su cui davvero un desktop leggero può fare (forse) la differenza. Basta dare un’occhiata a quello che ha fatto ugm6hr, un utente di ubuntuforums.org, personalizzando Ubuntu sul netbook partendo da Lxde e scegliendo i programmi più leggeri in circolazione.

Rilasciata Sabayon Linux 5.0

pubblicato da Hispanico

Come ampiamente prospettato, Fabio Erculiani ha ieri annunciato il rilascio definitivo di Sabayon Linux 5.0. Si tratta di un notevole passo in avanti per la più famosa distribuzione Gentoo-based e qui di seguito, prendendo spunto dal comunicato ufficiale, cercheremo di riassumerne le più importanti caratteristiche.

  • Meno di 2GB di grandezza (1.6GB per Sabayon5 GNOME x86)
  • Basata sulle nuove librerie GCC 4.4.1 e Glibc 2.10
  • Proposta con il Linux kernel 2.6.31
  • Ottimizzata per l’uso-Server e OpenVZ-enabled
  • Installer migliorato e con possibilità di scegliere tra più lingue
  • Supporto completo per Ext4 filesystem (usato di default)
  • Supporto completo per filesystem criptati (via dmcrypt, disponibile tramite l’Installer)
  • X.Org 7.5 e driver FLOSS, NVIDIA, AMD up-to-date
  • GNOME 2.26 (2.28 ready) e KDE 4.3.1

Continua a leggere: Rilasciata Sabayon Linux 5.0