Ricordate la licenza “open source” presentata da Microsoft all’OSI? Ora, come molti si auguravano, è arrivato il primo stop alla sua certificazione. L’attenzione dell’organizzazione si è concentrata in particolare su due significativi difetti della Microsoft Permissive License: specificamente l’OSI è preoccupata per l’incompatibilità tra la MS-PL ed un vasto numero di licenze OSI-compliant ma, soprattutto, su come sia ambiguo il termine “permissivo” nel nome della licenza.
La palla torna quindi nelle mani di Microsoft: sta infatti al colosso di Redmond decidere se emendarla o ritirarla dal processo di valutazione. Speriamo solo che non tentino di corrompere i membri dell’OSI…
[ via Slashdot ]
Il Software Freedom Law Center ( SFLC ) ha avviato una causa contro Monsoon Multimedia a nome di due sviluppatori di BusyBox: il rapporto completo dichiara che il nuovo prodotto Monsoon, Hava, ed il suo firmware, includono codice “preso in prestito” da BusyBox, senza però aderire ai requisiti della licenza GPL, che impone la disponibilità del codice sorgente.
Come sottolineato da Daniel B. Ravicher, direttore legale del SFLC, si tratta di un caso estremamente importante poichè, nonostante la GPL sia più volte uscita vittoriosa da controversie legali, questa è la prima volta essa viene messa alla prova in un tribunale degli Stati Uniti.
[ via Linux.com ]
Mark Driver, videpresidente del Gartner research, ha annunciato durante l’Open Source Summit di Las Vegas che nel 2011 l’80% del software commerciale conterrà al suo interno codice opensource.
Driver però mette anche le mani davanti ammettendo che non tutte le aziende sono preparate ad uno scenario del genere, e che bisognerà prima, di integrare questo genere di tecnologie, valutati pro e contro per quello che riguarda il proprio business e rivisti interamente i processi commerciali di molti produttori IT.
Driver parla anche dell’attuale frammentazione delle risorse (ie. linux distro), che porta le aziende ad aver paura ad investire in oss, descrivendola come un ottimo segnale di continua evoluzione e miglioramento “della specie“.
Durante l’imminente congresso Automated Software Engineering verrà presentato un nuovo metodo per rilevare il furto di codice tramite l’analisi delle interazioni fra l’applicazione e le librerie caricate nel sistema: una volta generato il birthmark di un software è possibile confrontarlo con altri risultati, alla ricerca di somiglianze ( od uguaglianze ). L’offuscamento del codice è, ovviamente, inutile.
Registrando i birthmarks dalle applicazioni open / libere più famose sarebbe quindi possibile identificare eventuali violazioni delle licenze all’interno di software proprietari.
[ via Slashdot ]
Il momento tanto atteso da molti utenti GNU/Linux si sta avvicinando: Free Software Foundation ha rilasciato la quarta ed ultima bozza della nuova GPL; la draft corrente include diverse modifiche, frutto del periodo di discussione della precedente ( pubblicata nel mese di Marzo ), soprattutto nel campo della compatibilità con altre licenze.
FSF ha previsto il rilascio finale della licenza per il 29 Giugno 2007 e, fino ad allora, si è detta pronta a ricevere ulteriori feedback sulla bozza.
[ via OSNews ]
Il ministro dell’educazione della Nuova Zelanda ha negato il rinnovo delle licenze di Microsoft Office per i 25 mila Mac presenti nelle scuole del paese, suggerendo l’utilizzo di alternative libere / gratuite come NeoOffice; la decisione riguarda solamente la postazioni Apple e non tutto il parco macchine delle scuole neozelandesi ma ha sollevato numerose critiche sia da parte dei presidi di queste che dai sostenitori del software libre / open.
Se per i primi il problema principale è quello di trovarsi con un applicativo che non soddisfa le loro necessità e che per sua stessa ammissione è limitato o sprovvisto di determinate feature, per gli entusiasti del FOSS si tratta di una mossa sbagliata del governo che, senza nessuna pianificazione e nessun aiuto, ha pensato di scaricare sulla comunità e sui volontari le sue necessità.
Speriamo che gli sforzi di Sun possano migliorare in qualche modo la situazione.
[ via Slashdot ]
La notizia sta rimbalzando un po’ ovunque, Microsoft ha deciso di iniziare a muovere i primi passi verso la guerra all’opensource.
In una intervista a Fortune Magazine, uno degli avvocati di Microsoft, Brad Smith, ha dichiarato che i software opensource violano circa 235 brevetti (ma altri sono in fase di valutazione).
I brevetti violati dal kernel sarebbero “solo” 42, mentre gli altri sarebbero da imputare a Xorg (65 Brevetti), OpenOffice.org (45) ed altri 83 tra le più diffuse applicazioni dei vari desktop environment (client di posta elettronica, video/audio player, etc)
Se alcuni di questi brevetti, ad esempio quelli di openoffice, sono protetti dagli accordi tra Microsoft e Novell, altri non lo sono per nulla e rischiano di diventare un cavallo di troia utile agli avvocati di Redmond per sferrare alcuni attacchi decisivi.
Continua a leggere: Microsoft: Linux infrange 235 brevetti..
Vorreste avere la possibilità di chiedere a Richard Stallman un’opinione sul grado di libertà del vostro sistema operativo? Credete che invitare a pranzo il buon vecchio RMS sia una soluzione impraticabile? Nessun problema: se non è possibile avere il vero Stallman si può sempre ricorrere alla sua controparte virtuale grazie ad un programma chiamato vrms ( Virtual Richard Matthew Stallman ).
In modo analogo a quanto farebbe l’originale, vrms, analizzerà il vostro sistema operativo ( anche Windows! ) alla ricerca di software non libero e, terminata quest’analisi, vi proporrà l’elenco del software incriminato e la percentuale che esso rappresenta rispetto gli altri pacchetti.
Continua a leggere: Scopriamo il grado di libertà del nostro sistema
Durante l’ultimo incontro con gli investitori Ballmer ha annunciato che essenzialmente l’incontro con Novell riguarda il mero pagamento per l’utilizzo di brevetti e proprietà intellettuali di Microsoft rispetto allo scambio di tecnologie tanto pubblicizzato dall’azienda della N rossa.
Ballmer annuncia di ritenersi soddisfatto vedendo come la proprietà intellettuale abbia un forte impatto sul mondo dell’open source e di come quest’ultimo dovrà sempre di più adeguarsi ad accordi del genere. Inoltre annuncia che presto verranno attivati nuovi accordi con Novell che incrementeranno le somme pagate da quest’ultima per l’utilizzo di tecnologie “Made in Redmond“.
via zdnet
Pare che neanche Cisco riesca a resistere dal rilasciare sotto licenza opensource prodotti fino a qualche tempo fa considerati assolutamente “riservati”.
Tra un paio di mesi verrà infatti rilasciato alla comunità il Cisco Trust Agent (CTA). Il colosso del networking aveva, riguardo allo stesso prodotto, stretto accordi con Microsoft al fine di inserire all’interno di Windows XP sp2 e Vista parte delle tecnologie al fine di rendere i suoi processi di autenticazione uno standard de facto.
Il logico passo successivo è stato rendere le stesse tecnologie opensource in modo da poter raggiungere lo scopo il prima possibile e per “potersi liberare” di un prodotto che non appartiene a quello che è il core business dell’azienda.
Microsoft non si è fatta attendere ed ha risposto alla lettera aperta scritta dal CEO di Novell riguardo alle dichiarazioni di Ballmer. Purtroppo le convoluzioni letterarie mi precludono una traduzione sensata della risposta.
Pertanto la citerò integralmente sperando che qualche inglesista che parla il legalese ce la possa tradurre…
“Microsoft and Novell have agreed to disagree on whether certain open source offerings infringe Microsoft patents and whether certain Microsoft offerings infringe Novell patents. The agreement between our two companies puts in place a workable solution for customers for these issues, without requiring an agreement between our two companies on infringement.”
Continua a leggere: Microsoft risponde alla lettera aperta di Novell