Le decisione di Asus di integrare nelle sue schede madri il sistema Linux-based SplashTop (di cui abbiamo già parlato più volte) sembra aver fatto scuola: tramite Engadget scopriamo infatti che Dell ha presentato un prodotto simile, chiamato Latitude ON.
A differenza di SplashTop, questa tecnologia risulta essere completamente indipendente dal resto del sistema, tant’è che per svolgere il suo lavoro sfrutta un processore ARM a basso consumo ed una memoria flash integrati nella scheda madre del laptop.
La distribuzione che anima Latitude ON non è, come ci si aspetterebbe, Ubuntu bensì una derivata di SUSE Linux Enterprise Desktop 10 che include un browser basato su Firefox ed una serie di applicazioni personalizzate come PIM e visualizzatori di documenti PDF/MS Office.
Continua a leggere: Un processore dedicato a Linux nei nuovi portatili Dell Latitude
A soli otto mesi dall’inizio del suo programma di prova, Lenovo ha interrotto la vendita di laptop con SUSE preinstallata: questo significa che d’ora in poi solo i clienti business potranno acquistare, attraverso gli appositi canali dell’azienda, portatili equipaggiati con Linux.
Non sono disponibili informazioni precise sui motivi che abbiano spinto il noto produttore a prendere questa decisione ma sembra che tutto vada ricondotto alle alte sfere dell’azienda cinese.
via | Slashdot
Adeona è il primo sistema libero multi-piattaforma per il tracciamento della posizione del proprio laptop smarrito o rubato. Diversamente da quanto accade con altri sistemi commerciali, gli utenti di Adona possono dormire sonni tranquilli visto che il proprietario è l’unica persona in grado di ottenere la posizione del portatile.
Adeona sfrutta OpenDHT e algoritmi di cifratura per memorizzare gli aggiornamenti relativi alla posizione, aggiornamenti che vengono inviati da un client installato sul laptop che si intende monitorare: ad intervalli casuali il client registra alcune informazioni (come l’indirizzo IP o la topologia della rete locale) che possono essere utilizzate per identificare la sua attuale posizione. La versione Mac OS X permette inoltre di sfruttare la camera iSight (quella integrata) per scattare foto del ladro.
Adeona è rilasciato con licenza GPLv2 ed è disponibile al download per Linux, Mac OS X e Windows.
via | Slashdot
Continua a leggere: Adeona: un alleato contro i ladri di portatili

Manca poco più di un mese a Natale e come ogni buon geek che si rispetti avrete certamente stilato una lista di regali.
Se invece siete a corto di idee consiglio una sbirciata alla top-ten stilata da Linuxdevices.
All’interno si trovano tutti gli oggetti che non dovrebbero mai mancare a un vero linux-addicted: si va dal Sansa Connect, il player multimediale basato su Linux e Mono in grado di scaricare direttamente file Mp3 via Wi-Fi, al Chumby, una sorta di orologio-sveglia (so che è riduttivo chiamarlo così) con decine di funzioni e completamente hackerabile, passando per l’ormai arcinoto rivale di iPhone OpenMoko Neo1973 e per i subnotebook Asus Eee e One Laptop Per Child.
Insomma mai come quest’anno Babbo Natale potrebbe avere le sembianze di un pinguino :)
[Via | Linuxdevices]

E’ ufficiale, la nuova politica per l’OLPC sarà quella di permettere a chiunque di comprare un minicomputer a patto di donarne uno ad un bambino di una nazione in via di sviluppo.
La notizia ha reso felice tutti gli smanettoni/hacker/sviluppatori che volevano mettere mano al prodotto ma che, a causa delle politiche restrittive di gestione degli stessi, non potevano comprare.
L’avviso è arrivato direttamente dal sito ufficiale del progetto dove viene spiegato che a partire dal 12 novembre chiunque potrà comprare il laptop di Negroponte a 399 $, prezzo doppio rispetta a quello ufficiale, in modo tale da usare il ricavato per fare la donazione.
Non so se sia merito di Dell, di Ubuntu o di Linux ma sta di fatto che di questi tempi molti produttori di PC stanno cominciando a valutare l’ipotesi di vendere portatili e desktop equipaggiati con il pinguino, a discapito dell’altro sistema operativo.
Se Dell commericializza già da diversi mesi sistemi equipaggiati con Ubuntu e Toshiba sta considerando la stessa possibilità, ASUS ha deciso di iniziare ad esplorare questo campo proponendo una specie di mini-laptop che, per molti versi, ricorda da vicino l’XO del progetto OLPC di Nicholas Negroponte.
Le specifiche tecniche sembrano decisamente sufficienti per un prodotto che vuole risultare appetibile a quelle persone che si avvicinano per la prima volta ad un PC e che pertanto preferiscono non spendere una fortuna in hardware: alla modestissima cifra di 200 dollari ci si potrà portare a casa un sistema equipaggiato con CPU Intel Perntium M ( Dothan ) a 900mhz, scheda video Intel 910, 512 MB DDR2, scheda rete 802.11bg ed un disco fisso flash da 4GB ( per la configurazione con disco da 8GB è necessario sborsare 299 dollari ). Meno di 1 kg di peso, diverse porte USB, modem e scheda di rete 10/100 completano il tutto.

Neanche a farlo apposta in occasione del LiveEarth ecco arrivare ottime notizie che mettono in risalto le doti di Linux in tema di sostenibilità ambientale.
Con l’implementazione dei dynticks nella realease 2.6.21 il kernel Linux ha ridotto drasticamente i consumi energetici e distribuzioni come Fedora 7 e Ubuntu Gutsy Gibbon già beneficiano di quest’importante feature.
Ma ora sembra che grazie all’applicazione di alcune patch al kernel 2.6.22-rc4 i consumi siano stati ulteriormente limati.
A darne notiizia nella Linux Kernel Mailing List è stato Arjan van de Ven, uno tra gli sviluppatori dell’utility PowerTop di Intel, annunciando importanti risultati ottenuti con l’utilizzo di Fedora 7 installata su un laptop Lenovo T61.
Grazie all’applicazione delle patch al kernel il consumo energetico è passato da 21.06 Watts a 18.25 Watts. Grazie aad alcunecorrezioni in applicazioni eseguite nello spazio utente si è addirittura arrivati a 15.5 Watts.
Tutti i dettagli (compreso il grafico che vedete in questo post) sono riportati qui.
[Via | KernelTrap]
Continua a leggere: Il kernel Linux consuma sempre meno energia
Non si sa ancora se il laptop da 100 dollari di Negroponte arriverà qui da noi. Ma per i più curiosi è già possibile familiarizzare con la versione customizzata di Fedora e l’interfaccia grafica Sugar che equipaggerà OLPC. Dopo l’immagine Vmware di qualche tempo fa è stata rilasciata da poco una LiveCD che permette di avviare il sistema su un normale pc. Trattandosi di una release sperimentale non è assicurato un funzionamento senza problemi.
Una recensione piuttosto dettagliata della Live è disponibile (in inglese) su PolishLinux.
Buon test!
[Via | Linux and Opensource Blog]
Mandriva ha annunciato che ci sarà una versione speciale della sua distribuzione sui nuovi low-end laptop di Intel prodotti per studenti nei paesi in via di sviluppo; si tratta di notebook equipaggiati con CPU Intel Mobile 900MHz Celeron ULV, 256MB di RAM, 1 o 2GB di memoria flash, 802.11b/g WiFi, 10/100Mbps ethernet, 2 porte USB, display LCD da 7 pollici e un autonomia di 4 ore.
Il Classmate PC verrà prodotto in Brasile per essere commercializzato in Messico, India ed altri paesi in via di sviluppo; l’inizio delle consegne è previsto per il secondo trimestre di quest’anno ma non è ancora stata specificato nè il prezzo nè la possibilità, da parte di privati, di acquistare il prodotto.
Che si profili all’orizzonte un concorrente per l’OLPC di Negroponte?
[ via Slashdot & TrustedReview ]
Dopo le ipotesi scaturite dall’iniziativa IdeaStorm, Dell ha confermato l’intenzione di voler installare GNU/Linux su determinati sistemi desktop e notebook, in aggiunta ai suoi server Linux-based ed alle workstation Precision.
Al momento non c’è ancora una data specifica per l’espansione dell’offerta a GNU/Linux ma l’azienda ha comunicato sul suo blog che nelle prossime settimane saranno diramate maggiori informazioni sulle linee di prodotti che potranno vantare quest’opzione, sulle distribuzioni che verranno offerte e sulle modalità con cui queste verranno certificate.
Speriamo che quest’iniziativa venga estesa anche al mercato europeo / italiano…
[ via Slashdot ]
E’ palese come la guerra per la conquista della maggiore fetta del desktop GNU/*/Linux sia combattuta tra Ubuntu, Fedora ed openSUSE e la situazione è ancora più evidente in questo periodo di imminenti rilasci: openSUSE sta preparando il rilascio della versione 10.3, Fedora sta affilando le unghie alla sua nuova creatura ed Ubuntu sta rifinendo le ultime usability feature di Feisty Fawn; si è discusso molto della possibile inclusione di driver proprietari in Ubuntu e, soprattutto, di come presentarli all’utente, di quale via scegliere per spiegare che, ove possibile, sarebbe meglio scegliere l’alternativa libera, più coerente con lo spirito di un sistema GNU/*/Linux.
Volendo vedere personalmente le novità di Feisty Fawn e non avendo tempo da perdere installando un sistema che non avrei mai usato ( Debian Etch ha tutto quello che mi serve ) sono dovuto ricorrere al buon Google per trovare una valida recensione su ciò che molti considerano il desktop Linux più completo.
Continua a leggere: Ubuntu Feisty Fawn: il vero desktop Linux?

Dopo il successo di Fon ecco arrivare un progetto “grassroot” per consentire a chiunque di navigare gratis sfruttando le connessioni wireless a pagamento presenti in molti spazi pubblici. Il nome scelto dall’ideatore Jonah Brucker-Cohen è WiFi Liberator Toolkit e come si capisce si tratta di un insieme di programmi in grado di realizzare degli hotspot liberi.
Per utilizzare il toolkit bisogna avere un laptop Mac dotato di due schede wireless che funzionerà da server e il software Wifi Liberator (per ora disponibile in formato .dmg per Mac) che andrà installato sia sul notebook server che sui client che vogliano sfuttare la connessione wireless “a scrocco”. Come detto per ora il software opensource è disponibile solo per MacOSX ma a breve è prevista una versione anche per Windows. Resta da capire la legalità di una soluzione del genere che sfrutta connessioni di tipo pay-per-use per dare accesso a più utenti gratuitamente.
[Via | LinuxSecurity]
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