
David Edmundson, già conosciuto per il porting di Telepathy, ha realizzato l’interfaccia di Light Display Manager (LightDM) in QML coi binding delle librerie Qt. Originariamente scritto per le Gtk+, LightDM è diventato il display manager predefinito di Ubuntu a partire da Oneiric Ocelot. Edmundson l’ha adattato all’uso su Kubuntu.
LightDM è del tutto indipendente dal desktop environment e perciò può adattarsi, meglio di GDM, a qualunque variante di Ubuntu: Xfce, LXDE e adesso KDE possono usufruire del display manager. Non è un progetto di Canonical, però il lavoro di Edmundson potrebbe essere in tempo per approdare su Precise Pangolin — almeno, come opzione.
Grazie alle caratteristiche del display manager, l’interfaccia in QML per LightDM conserva lo sfondo e il tema predefiniti del desktop. Edmundson è riuscito a integrare pure i widget di Plasma. La gestione dell’aspetto è tra le impostazioni di Kubuntu: il progetto è nel playground di KDE, i pacchetti sono disponibili su Launchpad.
Via | David Edmundson

Kde 3.5 sopravviverà. E continuerà a evolversi. Lo promettono gli sviluppatori del progetto Trinity, nato dai nostalgigi di Kde 3.5 a cui proprio non è piaciuta la nuova versione 4.x del desktop environment.
Non si tratta di un progetto ufficiale, ma di un fork indipendente. Ancora non c’è una roadmap, ma il piano di svilupppo prevede prima una sistematina ai bug noti di Kde 3.5.1 e poi l’evoluzione del desktop. Qualcosa di nuovo però già c’è, qualche aggistatina a display control, network connectivity e autenticazione.
Trattandosi di un insieme di programmi, la ricerca di sviluppatori è al momento la principale preoccupazione. In particolare, i settori scoperti sono bluetooth, traduzione, artwork e UI design review. Anche la sola segnalazione di bug è molto utile.

Una menu bar in stile Mac per Kubuntu ha suscitato qualche giorno fa grande clamore all’Ubuntu developer summit. L’ha presentata Aurélien Gateau, che sul suo blog spiega come abbia lavorato a questo progetto e quali siano le sue potenzialità.
Si tratta di un’implementazione basata su Dbus di un global application menu, come quello di cui abbiamo parlato e che Shuttleworth ha annunciato come una delle principali novità di Ubuntu netbook remix 10.10. Per avere un’idea, basta dare un’occhiata a questo video.
Il vantaggio dell’uso di Dbus starebbe in questo: le applicazioni basate su GTK+ sono in grado di integrarsi alla perfezioni in Kde (vengono pure visualizzate nel pannello di Plasma) e lo stesso avviene per le applicazioni di Kde utilizzate sotto Gnome.
Continua a leggere: Gnome Shell vs Kde menu bar: si apre la sfida in casa Canonical
Puntuale sulla tabella di marcia, Martin Pitt ha annunciato il rilascio di Karmic Koala Alpha 1, prima immagine di sviluppo della futura Ubuntu 9.10.
I cambiamenti rispetto a Ubuntu 9.04 sono ancora pochi: oltre all’avvio della sincronizzazione con i pacchetti di Debian Unstable o Sid, si segnala l’uso del kernel in versione 2.6.30 e la presenza di Gnome 2.27.1.
Il processo di sviluppo vero e proprio comincierà dopo l’Ubuntu Developer Summit, l’incontro tra gli sviluppatori previsto dal 25 al 29 maggio a Barcellona, in cui verranno definite più dettagliatamente le specifiche della prossima versione di Ubuntu.
Dopo Mandriva e Fedora, anche gli sviluppatori di Ubuntu hanno presentato la prima beta della loro prossima major release.
Questo rilascio beta non introduce novità ma si limita a consolidare quanto sviluppato nelle precedenti alpha. Rispetto ad Ubuntu 8.04, Intrepid Ibex vanterà quindi l’aggiornamento di GNOME alla versione 2.24, X.org 7.4, Linux-2.6.27 (dopo il cambio di kernel in corsa), Network Manager 0.7, Samba 3.2, un nuovo sistema per la gestione dei kernel obsoleti, il supporto ad una directory cifrata per ciascun utente e l’inclusione di un account guest nell’applet user switcher.
In particolare, queste ultime due funzionalità consentiranno agli utenti di mantenere al sicuro i propri dati sensibili offrendo al contempo un sistema semplice ed immediato per consentire ad un amico di utilizzare il nostro laptop/PC senza temere che vada a mettere il naso dove non dovrebbe: l’utente guest possiede privilegi limitati e, al termine della sua sessione, la sua /home viene completamente cancellata.
Segnalata una vulnerabilità, legata ad OpenSSL, che interesserebbe Ubuntu 8.04 LTS e le relative versioni di Kubuntu, Edubuntu e Xubuntu.
Maggiori dettagli sono disponibili sul sito ufficiale della distribuzione.
Nonostante l’attenzione di questi giorni si sia concentrata principalmente sul rilascio di Ubuntu Hardy Heron, anche la sorella ( minore? ) Kubuntu ha raggiunto la tanta chiacchierata versione 8.04; come segnalato già diversi mesi fa, Kubuntu Hardy Heron non vanta il Long Term Support a causa della decisione di includere anche la versione 4.x di KDE, versione che sappiamo essere in continuo sviluppo.
Tralasciando il discorso desktop environment, le novità di Kubuntu Hardy Heron includono una migliore gestione degli effetti grafici, il port alle librerie Qt di system-config-printer, semplificazioni nell’installazione di codec multimediali in Kaffaine, Bulletproof X in KDM, la presenza di Wubi e l’immancabile lista di pacchetti aggiornati ( OpenOffice.org, Amarok, Kontact, etc ).
Inutile dire che vi incoraggiamo ad utilizzare BitTorrent per il download delle immagini ISO ![]()
via | DistroWatch
In questa notizia accennavamo alla possibilità di scegliere dopo aver installato Kubuntu 8.04 quale Desktop Manager utilizzare tra KDE3 e il nuovo, ma ancora instabile, KDE4.
Ora che ci avviciniamo a grandi passi alla release ufficiale, Jonathan Riddell ha annunciato che la prima alpha di Kubuntu 8.04 è stata rilasciata in due versioni: se volete una distro stabile e senza grossi problemi potete tranquillamente scaricare la versione KDE3, mentre la seconda versione è fatta per tutti quelli che vogliono provare KDE 4.0.1 e che sono disposti a chiudere un occhio su alcune feature mancanti.
Come ogni prima alpha ovviamente molte sono ancora le cose da fare, ma secondo Ridell questa release dà una panoramica abbastanza completa di quello che verrà rilasciato con Kubuntu 8.04 ad Aprile.
Via | Distrowatch.com
Quello appena cominciato sarà un weekend impegnativo per gli amanti del sotware libero: quasi in contemporanea con KDE 4.0.0 è stata infatti rilasciata anche la terza alpha di Ubuntu Hardy Heron. Coerentemente con la precedente alpha proseguono i lavori su X.org 7.3 ( in particolare sulle sue capacità di autoconfigurazione ), su Linux-2.6.24 ( 2.6.24-rc6, per l’esattezza ) e su PulseAudio, inoltre fanno il loro ingresso Firefox 3 Beta 2 ( che sfoggia una migliore integrazione con GNOME ) e PolicyKit.
I link alle immagini ISO ( anche di Kubuntu, Xubuntu e delle altre derivate ) sono presenti nell’annuncio ufficiale.
via | OSnews, The Coding Studio
E’ arrivata la seconda alpha per Ubuntu Hardy Heron e con essa fanno il loro ingresso in Ubuntu il server grafico X.org 7.3, Linux-2.6.24-rc5 ed il server audio PulseAudio ( ora impostato come default ); l’elenco delle feature da implementare è lungo ma gli sviluppatori stanno lavorando alacremente per averle nella versione finale di Ubuntu 8.04.
Seconda alpha anche per Kubuntu, che, oltre alle novità della sorella maggiore, introduce anche numerosi aggiornamenti al player audio Amarok, alle librerie Qt, al gestore di immagini Dikigam ed al filemanager / browser Konqueror.
Ubuntu / Kubuntu Hardy Heron alpha2


via | Phoronix, The Coding Studio

Esistono molti tool per creare dei remaster di Ubuntu, cioè delle versioni personalizzate della distribuzione (i lettori ricorderanno ad esempio UCK).
Ma nessuno, da quello che ricordo, ha le capacità di Remastersys. Quest’ultimo è un software nato in seno alla distribuzione Klikit-Linux (una derivata di Kubuntu) che permette di creare con pochi e semplici comandi un backup del proprio sistema Ubuntu e di quasi tutte le derivate (come ad esempio Linux Mint) trasformandolo in una LiveCD avviabile e installabile.
Remastersys è in grado di includere nel backup la home directory dell’utente oppure soltanto le cartelle di sistema.
Una volta installato il pacchetto .deb scaricabile dai repository di Klikit basta invocare remastersys da console (imho più veloce e precisa della GUI disponibile che vedete nello screenshot) in due semplici modi:
Continua a leggere: Remastersys, creare un backup di Ubuntu su LiveCD
Rullo di tamburi: il primo passo verso la prossima Ubuntu Long Term Support è stato fatto.
Dopo aver temporeggiato qualche giorno rispetto alla data prefissata di giovedì 29 novembre il team di sviluppo ha rilasciato Ubuntu Hardy Heron Alpha1!
Per ora le novità non sono molte a parte un massiccio aggiornamento di tutti i software inclusi e un merge per allinearsi a Debian ma comunque consiglio una lettura dei wiki di Ubuntu e Kubuntu per un dettaglio delle nuove features.
Trattandosi di una alpha consiglio prudenza a tutti gli utenti che vogliano testarla. L’aggiornamento da Gutsy Gibbon a Hardy Heron Alpha 1 può essere effettuato con un:
“sudo update-manager -d”