Portable OpenCL è una nuova implementazione di OpenCL, basata sulla toolchain di LLVM e indipendente dai produttori di hardware. È stato portato all’attenzione degli sviluppatori da Carlos De La Lama, manutentore del progetto: rispetto ad altre soluzioni Portable OpenCL intende essere più versatile e “portabile” nonché open source.
L’obiettivo di OpenCL è permettere l’esecuzione dei kernel al livello del processore centrale. Qualcosa del genere è possibile, per i processori grafici e Linux, con CUDA su nVidia (capace di rendere più veloce l’esecuzione del kernel) o Stream SDK su AMD/ATI. L’unico progetto open source prevede l’utilizzo dei driver di Gallium 3D.
La soluzione più vicina a Portable OpenCL è, invece, OpenCL SDK di Intel. La più completa delle proprietarie è AMD APP SDK, che coniuga lo Stream SDK di ATI all’esecuzione sui processori di AMD. Portable OpenCL è specifico per le CPU: tuttavia, l’orientamento generale del linguaggio è la “parallelizzazione” dei processi con le GPU.
Via | Phoronix

Non è più possibile accedere a LinuxFoundation.org, Linux.com e sotto domini per una manutenzione generale di sicurezza dopo gli attacchi portati a Kernel.org il 28 agosto.
Linux Foundation ha preso la decisione di rimuovere momentaneamente tutti i siti e sotto domini per avere l’opportunità di fare una revisione approfondita sulla sicurezza dell’intero sistema dopo l’attacco dei hacker all’archivio linux di Kernel.org, chiedendo scusa dell’inconveniente che si protrarranno per alcuni giorni. Linux Foundation chiede a tutti di cambiare le proprie password d’accesso ai vari servizi e progetti della comunità, come viene fatto sempre in queste circostanze per la propria sicurezza e per la sicurezza dell’intero sistema.
Una veloce traduzione fatta da me dell’annuncio di Linux Foundation:
Stiamo ripristinando il servizio per riportarlo in sicurezza nel più breve tempo possibile. Come al solito, in occasione di episodi di intrusione, dovete considerare compromesse le password e SSH che avete usato in questi siti. Se avete usato queste password in altri siti, per favore cambiatele immediatamente. In questo momento stiamo revisionando l’intero sistema e quando avremo maggiori informazioni aggiorneremo questo annuncio.
Ci scusiamo dell’inconveniente. Stiamo prendendo la cosa seriamente e apprezziamo la vostra pazienza. Sono coinvolti l’infrastruttura principale di Linux Foundation, vari servizi e programmi tra i quali Linux.com, Open Printing, Linux Mark e altro, ma esclusi invece i repositeries del kernel Linux o dei suoi codici.
Kernel.org rimane offline dopo l’attacco che lo ha compromesso il 28 agosto.
Via | ZDNet

Nonostante l’attacco ai server utilizzati per la manutenzione e la distribuzione del codice sorgente di Linux, lo sviluppo del kernel Linux 3.1, è proseguito fino alla RC 5. Linus Torvalds però, si è trovato in una situazione piuttosto “curiosa”, non essendo pronti i server di linux.org è dovuto migrare temporaneamente ad un nuovo hosting per il codice, il servizio scelto è GitHub.
È lo stesso Torvalds ad annunciarlo, all’interno della consueta email per il rilascio di una nuova versione del kernel:
Mentre kernel.org è in down per il ripristino, vediamo cosa fa github:
https://github.com/torvalds/linux.git
Un successivo commento, parla poi di un possibile “doppio sviluppo” del kernel:
Chiedo solamente: quando master.kernel.org sarà nuovamente su, sarà solamente
un mirror o uno spazio separato per lo sviluppo? Forse penso troppo avanti.Solo un mirror.
Il padre di Linux ha assicurato che non appena la situazione sarà risolta, tutto tornerà su kernel.org. Per ora però, per provare la RC 5 di Linux è necessario clonare il codice dal repository di Linus, raggiungibile a questo indirizzo.

Il progetto, dopo alcuni mesi di quiete ha ricevuto un interessante aggiornamento, e con la build 20110828 porta sui nostri pc la versione 2.3.5 di Android. Il changelog è davvero interessante, vediamolo assieme:
Mentre persistono ancora dei problemi, agli sviluppatori conosciuti:
Il progetto appare interessante per i suoi molteplici utilizzi, infatti può risultare parecchio utile sia agli utenti che vogliono provare il sistema prima di acquistare un terminale equipaggiato con Android, sia agli sviluppatori che necessitano di ambiente virtuale per testare le proprie applicazioni. Personalmente, spero che lo sviluppo di questo prodotto prosegua, in modo da avere un prodotto il più simile possibile ad una normale distro GNU/Linux.

A seconda del fuso orario, tra la tarda serata del 25 agosto e la mattinata del 26 agosto 1991, Linus Torvalds annunciò agli utenti di Minix la realizzazione di un sistema operativo libero: il messaggio archiviato, apparso su Usenet, rappresenta l’inizio della “storia” ventennale di Linux. Torvalds non immaginava qualcosa di simile.
I’m doing a (free) operating system (just a hobby, won’t be big and
professional like gnu) for 386(486) AT clones. This has been brewing
since april, and is starting to get ready. I’d like any feedback on
things people like/dislike in minix, as my OS resembles it somewhat
(same physical layout of the file-system (due to practical reasons)
among other things).
I’ve currently ported bash(1.08) and gcc(1.40), and things seem to work.
This implies that I’ll get something practical within a few months, and
I’d like to know what features most people would want. Any suggestions
are welcome, but I won’t promise I’ll implement them :-)PS. Yes - it’s free of any minix code, and it has a multi-threaded fs.
It is NOT protable (uses 386 task switching etc), and it probably never
will support anything other than AT-harddisks, as that’s all I have :-(.
In Italia erano le 22:57 del 25 agosto, motivo della pubblicazione di questo intervento in un orario così insolito. Un modo per rivivere insieme il momento esatto della nascita di Linux, quando un solo messaggio a comp.os.minix ha cambiato radicalmente l’approccio allo sviluppo, all’utilizzo e alla diffusione dei sistemi operativi.
Linus Torvalds è intervenuto a sostegno di una tesi molto particolare sul futuro d’Android nei riguardi del kernel di Linux: non è soltanto la Free Software Foundation a preoccuparsi di quanto sarà del prodotto di Google in seguito all’acquisizione di Motorola Mobility. Torvalds apre alla possibilità che torni nel ciclo di sviluppo.
Non prima di quattro anni, però: Torvalds guarda ad Android esplicitamente come a un fork di Linux, non solo per averne rimosso i driver. Greg Kroah-Hartman ha spiegato che le differenze riguardano un framebuffer completamente diverso e un sistema di sicurezza «bizzarro». Eppure, lo sviluppo parallelo potrebbe incontrarsi di nuovo.
Torvalds è sicuro che le strade d’Android e Linux si siano divise temporaneamente: la data del 2016, per il ritorno a un unico kernel, non ha delle basi precise. In ogni caso Torvalds non si preoccupa dell’esistenza di fork. E, a prescindere dai rami di sviluppo, tra quattro anni la differenza potrebbe essere pressoché inesistente.
Via | ZDNet
Linus Torvalds ha inviato un’e-mail alla mailing list del kernel, ponendo fine alla discussione sul cambio di numerazione di Linux. È già disponibile una prima prepatch di Linux 3.0 RC 1: come si era intuito negli ultimi giorni, non ci sarà Linux 2.8.0 che pure sarebbe stata la prima scelta di Torvalds. Le “novità”? Proprio nessuna.
Il punto centrale dell’intervento di Torvalds riguarda proprio l’assenza di novità in Linux 3.0 RC 1. O, meglio, il fatto che il cambio di numerazione è dovuto soltanto a una necessità temporale. Non c’è alcuna correlazione tra le funzionalità previste per il prossimo rilascio e il “salto” di versione. È soltanto un numero diverso.
Se si vuole per forza trovare un motivo al cambiamento, la scusa ufficiale sono i vent’anni di Linux. In alternativa, parlando d’innovazione, una ragione piuttosto valida può essere l’inserimento di CleanCache. In realtà nessuna delle due può essere considerata come una motivazione necessaria per la pubblicazione di Linux 3.0 RC 1.
Via | LWN
Dopo il poco successo riscontrato dall’ultimo kernel (il 2.6.33), che come abbiamo scritto secondo alcuni test sarebbe per diversi aspetti molto meno performante dei due precedenti, Linus Torvalds ha annunciato la prima release candidate di quello nuovo, che contiene già 400 mila righe di codice in più.
Una tonnellata di cambi, annuncia Linus, con circa la metà relativa ai driver. Un 5% riguarda la nuova subdirectory sound e un 10% i firmware. Il resto è diviso fra update e altre cose, fra cui il supporto al nuovo filesystem logfs. In termini di numeri, sono 6.500 i file cambiati e 175 mila le linee di codice cancellate.
Sean Michael Kerner ha però notato che gli 850 developers che hanno contribuito a questa release sono decisamente meno dei 1.150 che finirono il kernel 2.6.30. E nel post che ha pubblicato sottolinea come di strano ci sia anche il fatto che il kernel 2.6.33 è stato rilasciato solo poche settimane fa, con non poche novità.
Foto | Pleeker
Come annunciato ieri sera attraverso la mailing list LKML, Linus Torvalds ha rilasciato la versione 2.6.31 del “suo” Kernel Linux. Questa release, come ogni volta accade, introduce migliaia di miglioramenti rispetto alla precedente; vediamone alcune:
E’ lecito attendersi questa versione del Kernel Linux già sulle prossime release autunnali di Fedora, openSUSE ed Ubuntu. Ovviamente è già possibile scaricare i sorgenti dal sito kernel.org.
Linus Torvalds ha annunciato il rilascio della settima release candidate del nuovo Kernel Linux 2.6.30.
La principale novità di questa versione 2.6.30-rc7 è il supporto al Cisco PCI-Express FCoE HBA SCSI. Il changelog completo è comunque disponibile in questa pagina.
Prima della versione stabile, Linus inoltre ha anticipato il probabile arrivo di una ottava RC per i primi di giugno.
L’ultimo kernel ufficiale è il 2.6.29, ma il prossimo 2.6.30, giunto alla rc2, ha già preso la sua forma con le nuove patch.
Oltre all’aggiunta nel 2.6.29 di Btrfs e SquashFS, sono stati aggiunti due nuovi filesystem NILFS2 e Exofs a cui abbiamo già dedicato due articoli. Sono stati aggiornati i driver Alsa e di molte chipset WiFi.
Lo stack Wlan avrà un miglior supporto alle funzionalità di risparmio energetico. Il framework per la sicurezza TOMOYO è stato integrato, così come alcune patch per velocizzare la fase di boot del sistema.
Exofs è, con Nilfs, il secondo nuovo file system introdotto con il kernel 2.6.30-rc1.
La peculiarità di Exofs è la possibilità di interagire con storage che supportano OSD, Object Storage Device, uno standard che sposta la gestione a basso livello dello spazio all’interno della periferica vera e propria semplificando l’interazione in storage network.
Il protocollo OSD è utilizzato all’interno di SCSI grazie al nuovo set di comandi aggiunti a quest’ultimo. Il sistema operativo lavorerà quindi con un identificatore dell’oggetto che consentirà di accedere ai metadati ed al file vero e proprio.
Continua a leggere: Exofs, un filesystem per storage evoluti